Breaking News

ALLA RICERCA DI UN UOMO CHIAMATO GESÙ

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Filosofia significa, in verità, essere in cammino. Le interrogazioni e le domande sono per essa più essenziali delle risposte, e ogni risposta viene nuovamente e continuamente rimessa in questione.
(Karl Jaspers)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

La ragione è l’illusione dello spirito di essere arrivato. (Rina Brundu)

Roberto Renzetti

copdi Roberto Renzetti.

INTRODUZIONE

        So bene che di questo argomento è stato scritto da studiosi molto più autorevoli di me, nell'ipotesi che io abbia una qualche autorevolezza. Nonostante ciò ho voluto raccogliere alcune delle cose che negli anni ho studiato e creduto di capire per comunicarle a chi vorrà leggerle. Posso garantire che questo lavoro è stato portato avanti con passione ed onestà e dico questo perché non ho fini nascosti e non posso averli perché io non ho una religione da difendere ed a cui iscrivere addetti. Piuttosto sono, questo sì, uno scienziato ed uno storico della fisica, una persona che ha tentato di applicare il metodo storico critico alle vicende che tutti noi che viviamo in un Paese Cristiano sappiamo fin da bambini. Alcuni tra noi non si sono posti alcun problema ed hanno seguito le tradizioni dei padri, altri hanno voluto capire a cosa fossero ancorate tali tradizioni. Ebbene tra questo secondo gruppo mi ritrovo ed ho cominciato a pormi problemi non su questioni di fede ma su questioni socio economico politiche che riguardavano e riguardano i comportamenti della Chiesa cattolica in Italia. Senza spiegare perché ci vorrebbe troppo spazio ma confidando nella conoscenza del mondo che ci circonda da parte del benevolo lettore, l'invadenza nella vita quotidiana, civile e morale, di tutti noi, di questa istituzione è intollerabile. Da dove trae i suoi principi, da dove le leggi che vuole imporci ? Qual è il fondamento teorico alla base di comandamenti riversati sulla nostra testa come lapidi ? Al di là del catechismo che il buon parroco ci ha raccontato tanti anni fa, restava in me il bisogno di comprendere meglio di cosa si trattava, di che tessuto era fatta la camicia che ci costringeva e le costrizioni si possono alla fine anche accettare ma sapendo di cosa si tratta, essendo critici, cercando di capire chi e perché agisce in un dato modo.


E’ qui che ho intersecato alcune mie conoscenze di metodo per capire. Prima ciò che mi era più vicino, chiedendo a persone da me ritenute sagge e competenti. Ebbi vari incontri con una persona che poi fu mia amica per anni, con un grande cattolico e pittore americano, William Congdon, l’amico Bill. Questa eccellente persona venne a vivere per un periodo di tempo in un eremo vicino al paese nel quale vivevo, l’eremo di Beato Lorenzo a Subiaco. Ero giovane, avevo 20 anni, ma già ero interessato a capire cosa avevo intorno perché, già allora, per me la Chiesa era nemica. In quel Paese chi, come me, aveva scelto un impegno pubblico a sinistra, era emarginato. Con gli amici ci si vedeva la sera perché non si doveva sapere di amicizie con me per via di quel posto di lavoro che passava per la Curia. Bill invece  parlò con me per ore, per molto tempo, in molte passeggiate lunghissime. Mi invitò al Beato Lorenzo, mi fece vedere la sua celletta. Quando seppe della mia avversione, allora solo contro l’istituzione ma già verso i fondamenti teorici di essa (anche se in modo assolutamente confuso), fu lui che mi disse la cosa più bella che uno si possa aspettare da un credente: Dio è tanto grande che noi non potremo mai sapere se gli è più vicino chi lo adora o chi a lui non crede. E aggiunse che avrei sempre dovuto fare ciò che credevo e pensavo. Insomma un personaggio davvero eccellente soprattutto per quell’invito ad agire sempre secondo coscienza. Che è la stessa cosa che da anni consiglio anch’io ai miei amici e conoscenti. Lo seguii poi nella sua attività preso la Pro Civitate Christiana ad Assisi e nei suoi incontri con Pasolini. Poi non lo vidi più.

        Da quegli anni lontani iniziai a leggere in modo disordinato, nel senso che leggevo cosa si scriveva su differenti argomenti senza passare per i testi originali. Poi iniziai con i Vangeli ma mi risultavano slegati da un qualche contesto. Poi aggiunsi gli Atti degli Apostoli ma anche qui non riuscivo ad inserirli in qualcosa che mi appartenesse. Intanto iniziavo a scontrarmi con i teorici rappresentanti di Gesù in terra. Prima con il battesimo forzato della mia prima figlia. Quindi con gli scontri fisici davanti alla chiesa di Sant’Andrea con un prete militante che imponeva volantini contro il divorzio sul sagrato. E poi con una Chiesa sempre più nemica perché sempre, nei secoli dei secoli, legata al potere che è sempre stato avverso a persone normali e non potenti quale io sono. Volevo capire meglio le basi teoriche e, finalmente, ho cominciato con il Vecchio Testamento e mi sono letto tutto ciò che c’era. Con questa fondamentale premessa sono passato al Nuovo Testamento che, ora, mi risultava estremamente chiaro. Nel frattempo, per vicende politiche del tempo, imparai a conoscere Israele e alcune cose del popolo ebraico. Gli inserimenti di tali conoscenze con il Vecchio Testamento a me spiegarono moltissimo delle vicende tragiche che, dal 1967, iniziarono ad interessarmi. Poi le successive lotte per sostenere la Legge 194 (interruzione di gravidanza) e, finalmente, le intollerabili interferenze, sempre sostenute da ogni parte politica come voto di scambio, su Procreazione Assistita e Testamento Biologico. Il Dio del Vecchio Testamento, con la sua violenza criminale ed assassina, poteva anche essere il padrino di tale Chiesa ma la svolta di Gesù, almeno su certi aspetti, non era più conciliabile con gli interventi violenti della Chiesa sulla vita civile di un Paese. Ho approfondito gli studi ed ho visto con estrema chiarezza che questa Chiesa, ogni Chiesa, non c’entra nulla con Gesù perché Gesù non ha fondato alcuna Chiesa. Alcune persone si sono appropriate del marchio Gesù e Maria per costruire una religione come centro di potere e privilegio. Sono stati bravi e ci sono riusciti. Noi, la povera gente, comunque sempre tagliati fuori e sempre a dover subire dal potere civile e religioso.

        Dopo aver scritto dei pessimi esempi del Dio veterotestamentario e della pochissimo edificante storia dei Papi, fino a quest’ultimo, come sbocco naturale vi era il Gesù del Nuovo Testamento. Chi era, al di là degli stereotipi ? Qui, qualunque studioso che si muova senza pregiudizi, si trova di fronte a moltissimi problemi e contraddizioni. I testi sono stati manipolati nei primi secoli in modo da cambiare l’immagine di Gesù e farla somigliare a quella della Chiesa, il processo cioè inverso a quanto uno si aspetterebbe.

        Per parte mia debbo dire che le cose che ho scritto derivano tutte da una bibliografia secondaria. Non ho letto direttamente i testi degli studiosi che per secoli hanno sviscerato i Testi Sacri. Ho letto invece i testi di coloro che hanno attinto direttamente ai lavori degli studiosi suddetti. Di questi studiosi mi sono servito riportando spesso ampi brani dei loro lavori perché ritengo inutili le perifrasi che dovrebbero garantire una falsa paternità.

Quindi io non ho inventato e/o scoperto nulla. Servendomi dei testi suddetti e, soprattutto della Bibbia, ho fatto la mia ricostruzione dei fatti, lasciando con interrogativi le parti più dubbie e discusse. Il lungo viaggio, iniziato idealmente moltissimi anni fa e materialmente da almeno un anno, è arrivato a quanto troverete scritto di seguito.

        Perché ho scritto queste cose ? Perché, probabilmente sbagliando, credo ancora che la conoscenza di alcune cose possa muovere delle coscienze. Al fine di togliere all’arroganza della Chiesa quella legittimità che non ha. Almeno come discendenza diretta da quell’Uomo chiamato Gesù.

        Un’avvertenza è necessaria. Le questioni di fede sono estremamente delicate perché toccano nel profondo le sensibilità della maggioranza delle persone. Io non ho nulla contro chi ha fede, contro la persona che affida se stessa ed i suoi cari ad un al di là che mi piacerebbe vi fosse. So che per molti vi è la fede, la fiducia nel sovrannaturale, come ultima e sola consolazione di fronte alla disperazione che una vita in determinate condizioni può provocare. Lungi da me l’idea di prendermela con costoro con i quali vorrei abbracciarmi. Chi legge capirà che l’eventuale bersaglio è proprio chi dalla sofferenza e speranza altrui trae beceri vantaggi. Intollerabile.

Per acquistare il libro

 

Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Attività editoriali per scrittori e autori

1 Comment on ALLA RICERCA DI UN UOMO CHIAMATO GESÙ

  1. (L’invadenza nella vita quotidiana, civile e morale, di tutti noi, di questa istituzione è intollerabile. Da dove trae i suoi principi, da dove le leggi che vuole imporci? Qual è il fondamento teorico alla base di comandamenti riversati sulla nostra testa come lapidi ?)
    Roberto Renzetti

    Per quanto ricordi, anche includendo il tempo della mia vita in Italia, non ho mai letto su un giornale, una rivista italiana, un libro italiano, una scrittura così scevra dai soliti beceri tentativi di captatio-benevoletiae verso la Chiesa, mai! Di converso, i dubbi che si pone il professore, proprio come lui stesso dice, se li sono posti molti altri prima di lui, nei contesti più diversificati. Francamente l’unico e il solo a cui do’ credito – escludendo le considerazioni di carattere meramente scientifico – in questo periodo della mia vita e il Von Daniken che con il suo mettere in dubbio il carattere sacro dei testi biblici, e ricondurli a più prosaiche situazioni, diede di fatto il via alla nascita della teoria degli “ancient aliens”.

    Detto chiaramente questa “teoria” ha poi prodotto percorsi allucinanti di suo e di cui non vale la pena discutere, ma è indubbio che le sue basi fondanti siano più credibili di quanto è riportato nella BIBBIA. E non faccio nessuna difficoltà a scrivere che come spirito raziocinante preferisco centomila volte dare credito a Von Daniken e a Sitchin quando sostengono che noi siamo il parto di mutazioni genetiche pilotate dagli antichi astronauti intenti ad estrarre oro nel pianeta e necessitanti di schiavi che facessero il lavoro, piuttosto che credere ad Adamo, Eva, la mela, il serpente e alle altre ridicole storie che si accompagnano con queste.

    Il mio problema rispetto a questi argomenti è infatti uno di tipologia diversa da quello che a suo tempo affrontò il giovane professore. Nonostante comprenda la bontà di questi studi – di fatto non si può demolire nulla di ciò che non si conosce e, nello specifico, sovente alcuni atei sono conoscitori della materia più della maggior parte dei credenti – personalmente non avrei speso un solo secondo su questi testi “sacri” perché li guardo alla stregua dei giornalini di topolino, ma meno interessanti. E senz’altro più pericolosi. Chiunque sappia anche solo per sommi capi come furono scelti i libri che formano la Bibbia e come furono esclusi gli altri.. sa bene che qui si sta parlando di nulla, di niente, di tradizioni popolari, di sciocchezze frutto dell’ignoranza terribile che ha accompagnato i millenni della nostra storia e se il periodo della Grecia Classica splende diversamente un motivo c’é. Ancora, si può dire con tutta tranquillità che se i libri scelti fossero stati gli altri sarebbe stata la stessa immane boiata.

    Questi sono i miei punti fermi, non modificabili. Così tanto fermi che, lo confesso, io non sono neppure troppo attratta dal dire di questo caro amico del prof, cioè non sento il suo detto tra quegli aforismi illuminati che farei miei: “Dio è tanto grande che noi non potremo mai sapere se gli è più vicino chi lo adora o chi a lui non crede”. Di fatto questo signore non sa ne come è Dio, ne se c’é, ma men che meno sa se a Dio importi della sua modalità politically-correct di ragionare. Se noi dovessimo giudicare solo da ciò che vediamo – e non dalle ridicole storielle create dagli umani nell corso della loro storia – noi vedremo un universo assolutamente indifferente al destino degli uomini, governato da leggi fisiche e matematiche soprattutto logiche. E questo è. Certo può essere anche diversamente ma fino a che tu non hai evidenza dovresti evitare di attribuire a questo ipotetico Dio caratteristiche umane che trovano il tempo che trovano. Anche perché metti caso Dio fosse davvero come quello del vecchio testamento… non esiterebbe ad incenerirti in un batter d’occhio o a richiedere la morte di tutti i primogeniti maschi (che culo noi donne che non siamo mai state prese in conto!).

    Diversamente dal prof io non ho neppure tutta questa avversione per la Chiesa nel senso che sapendola cosa umana non mi stupisce che sia stata nei secoli centro importantissimo di lotta per il potere, luogo di inenarrabili crimini e abominevoli porcherie come quelle portate avanti nei conventi irlandesi. E come le narrazioni odierne contro le donne, contro i gay, contro le famiglie allargate. Il percorso verso l’illuminazione è percorso più complesso dell’indossare una tonaca e recitare salmi.

    Il vero punto dolente per quanto mi riguarda è il problema della diseducazione che questi argomenti portano seco, specie in contesti meno intellettualmente fortunati, dove i bambini anziché allo studio del pensiero classico, della fisica, della chimica vengono educati a dire messa, bere vino, incensare la necrofilia, a diventare superstiziosi, a farsi battezzare e cresimare con acque che dovrebbero essere benedette. Ma benedette da chi, porca l’oca?

    La scuola. La scuola è il maggior responsabile per questi danni. La scuola italiana con l’utilizzo pedissequo di formule educative a metà strada tra un pensare logico e gli insegnamenti degli stregoni medievali.. ha una responsabilità enorme nel nostro continuato declino.

    Con “l’in più” rispetto al passato che in futuro ci sarà poco da scherzare con queste cose e l’abbandonare queste pratiche farà la differenza tra il sopravvivere e il morire.

    La spiritualità, la vera spiritualità é cosa altra e mai ha bisogno di testi sacri, di salmi cantati, di ostie da prendere per esistere. Parte da dentro di noi e splende come luce accorta che sa spegnersi in automatico quando prendiamo una brutta strada. Soprattuto è difficile imbrogliarla come è di norma più difficile mentire a noi stessi.

    E non basterebbero sette vite per aggiungere tutto il resto che si vorrebbe…

    Like

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: