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Giornalismo e Meridiani: se Berlusconi incorona Eugenio Scalfari grande letterato.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

di Rina Brundu. La notizia (un po’ datata) è di quelle che non passano inosservate, di quelle destinate a sollevare un polverone per anni a venire nel giardino culturale italico asfittico e assetato. Di tutto. Specialmente di validi imperatori letterari da incoronare. Nel dubbio – così potrebbe aver pensato Renata Colomi, direttrice editoriale dei mitici Meridiani Mondadori – buttiamoci sul giornalismo e naturalmente sul maestro-dei-maestri, ovvero quell’Eugenio Scalfari già fondatore di Repubblica nonché determinato antagonista dell’antieroe Silvio Berlusconi.

Che poi un simile dubbio risolve. E vende. Del resto ad interrogarsi sulla liceità dell’operazione sono solamente qualche milione di villici italici, refrattari per natura, formazione e mancanza di opinione a comprendere le criptiche regole che governano gli universi culturali; ma sempre pronti a schierarsi ora con i guelfi-berlusconiani ora con i ghibellini-“repubblichini” in sede di “gabina” elettorale, a scannarsi di conseguenza, per circa un quarto di secolo, e così facendo a dare una mano sostanziale alla creazione di ogni sfascio socio-politico ed economico-finanziario simile a quello corrente.

Per tutti gli altri, gli illuminati, il dubbio non si pone: lo strano matrimonio s’aveva da fare. Ne è convinta la stessa Colomi che in una intervista a Massimo del Papa di Lettera43, glissa sull’eterno conflitto Berlusconi-Scalfari sostenendo, giustamente, come “… i Meridiani sono un brand a sé. Che prescinde dalle impostazioni (ndr ideologiche?)”. Ma soprattutto il dubbio non sembrerebbe esistere per lo stesso Scalfari che oltre a tenere copia del prezioso volume sul tavolo della sua scrivania (vedi intervista RAI), avrebbe – sempre a leggere la Colomi – accolto la notizia “Con grande felicità. Ha scritto di suo pugno il racconto, autobiografico….. al posto della tradizionale cronologia”.

Vorrei aggiungere la mia voce al gruppo: anche secondo me l’opera di un grande giornalista, così come quella di ogni grande autore, va celebrata (meno, molto meno si vede la necessità di consacrarla con un posto di Senatore a Vita pagato dai contribuenti, come potrebbe accadere presto sempre allo stesso Scalfari!). Tuttavia, mi perdoni l’ex fondatore di Repubblica, che pur adoro, soprattutto nella sua attuale ricerca della conoscenza (vedi sempre intervista RAI), un dubbio mi resta. Se – come mi sembra sia l’idea della direttrice editoriale di Mondadori – l’autore classico, senza tempo, giornalista o scrittore-tout-court che sia, si riconosce perché “alla fine di tutto, rileggerlo ha un senso….(…)… i suoi scritti tengono compagnia per sempre”, siamo sicuri che questo sia vero anche per l’opera di questo newly-crowned autore-classico (i.e senza tempo) italico?

Nel dubbio continuo la mia lettura di Popper, logica insegna che tutti i fili logici spezzati (leggasi, ragionamenti), se veramente tali, prima o poi si ricompongono.

Image: Eugenio Scalfari

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3 Comments on Giornalismo e Meridiani: se Berlusconi incorona Eugenio Scalfari grande letterato.

  1. Ciao Salvo grazie per le informazioni. Si la foto e’ a colori ma la pagina si deve aprire tutto. Credo che il tutto abbia a che fare con i Google ads. Sto investigando la faccenda e la farò chiudere al più presto anche se la maggior parte dei computer non hanno problemi. grazie

  2. Francesco Blasi // 23 September 2012 at 18:58 //

    La consacrazione, tarda e per questo sospetta, di Scalfari a intellettuale senza tempo è un premio speciale riconosciuto con tempismo a chi è appena caduto vittima (illustre) della lama affilata della logica travagliana. Marco Travaglio è colui che sostiene la provenienza mafiosa del primo gruzzolo di Berlusconi, premessa peraltro alla cristallina vittoria riportata in occasione del lodo Mondadori: come il suo proprietario, la casa editrice non dimentica gli amici, anche quelli inconsapevoli di esserlo.

  3. Non saprei. Non sarei così dietrologa. Diamo credito a Mondadori di essere una grande realtà editoriale e di essere interessata a mantenere quel nome. Dalla mia prospettiva francamente il problema è altro, cioè sarà per ignoranza mia ma non riesco a capire quale sia l’eredità culturale-letteraria di Scalfari che occorra tramandare. Non è un filosofo con una innovativa visione delle cose che possa inserirsi in quella o questa corrente ideale, non è uno scrittore tout court, non è un critico. Ma è un giornalista. Un giornalista che a ben guardare si ricorda per due motivi: la fondazione di Repubblica (cosa encomiabile) e la funesta guerra con Berlusconi. Basta tutto questo per finire sui Meridiani? Altra cosa sono infatti le scritture più o meno profonde che un autore lascia… ovvio che lo fa, ma quanto danno agli altri? Quanto daranno ai poster? Be a loro l’ardua sentenza. ps. Se poi questo non fosse un Paese di leccafondelli si avrebbe più chiara visione di quale sia il vero pensiero dei suoi colleghi…. ma scordiamocelo perché questo non sarà mai.

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