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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

SOLDATI del Giuseppe Ungaretti sublime. Un’analisi (breve).

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

A un certo punto – durante il suo intervento in aula – ho temuto che Renato Brunetta stesse per scoppiare a piangere: il vincolo partitico non è acqua e benché Maurizio Lupi fosse ministro del cattivo governo renzista, vederlo abbandonare la poltrona in pelle umana non deve essere stato un momento facile, né per lui né per molti altri forzisti. Non deve essere stato un momento facile per nessun rappresentante della casta politica, mentre – con esclusione dell’intervento di Alessandro Di Battista del M5S – la giornata parlamentare si è risolta in una sommatoria di dichiarazioni meste quando non tristi o profondamente partecipi, addolorate. Funebri quasi. Inoltre pareva di sentirlo nell’aria il pensiero che tutti andavano facendo, ma che nessuno aveva sufficiente coraggio per esternare: dimetterti? No, va-là Maurizio… dovevi resistere, resistere, resistere! 

Tratto dal Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu.

Per l’E-Book clicca qui.

Rina Brundu

soldatidi Rina Brundu. Tra i lavori classici che abbiamo scelto quali elementi d’ausilio didattico per il lancio della primo numero della rivista L’APPRODO dedicata all’autunno, ci sono due versi di Giuseppe Ungaretti che continuano a meravigliarmi, a commuovermi, ad emozionarmi, a lasciarmi letteralmente senza parole, si tratta della poesia breve SOLDATI.

Raramente, infatti, ho letto qualcosa di così conciso e significante. Qualcosa di così sublime. In questa metafora dei soldati paragonati alle foglie d’autunno vi è di fatto tutto. Tutti i discorsi che si possono fare sulla caducità, fragilità, fugacità, fuggevolezza, instabilità, labilità, precarietà, provvisorietà …della vita, sul nostro destino, sul vero status-quo nella nostra esistenza, su ciò che dovrebbe essere l’arte poetica. Ma non solo.

C’é una delicatezza, una ritrosia nell’espressione che tiene il cuore in mano, quasi che parlando si temesse tutti quanti, l’io lirico incluso, di fare vento e provocare la caduta di quelle foglie malamente sospese, in bilico, prima del tempo, s’intende, perché poi il loro destino si compirà comunque.

D’autunno. Semplicemente, meraviglioso!

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info@ipaziabooks.com

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