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I GIGANTI DI MONTI PRAMA E IL SARDUS PATER di MASSIMO PITTAU

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

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MONTI PRAMA

Il Sardus Pater

In Sardegna, nel periodo della presenza nell'Isola prima dei Cartaginesi e dopo di quella dei Romani, il dio eponimo dei Sardi Nuragici, il loro capostipite divinizzato, era il Sardus Pater.

La sua importanza è dimostrata anche dal fatto che perfino alcune monete coniate sotto la dominazione romana, all’epoca di Ottaviano Augusto, portano la sua effigie e la sua leggenda. Più esattamente quelle monete nel dritto riportano la leggenda M. Attius Balbus pr(aetor) mentre nel verso la leggenda Sard(us) Pater. Probabilmente la coniazione di quelle monete da parte dei Romani costituiva anche un loro tentativo di captatio benevolentiae rispetto ai Sardi, sia a quelli che avevano ormai accettato il dominio romano per tenerseli buoni, sia a quelli ancora in parte ribelli per tentarne un’intesa e la pacificazione.

Però si intravede facilmente che questa divinità era adorata dai Sardi anche nei secoli precedenti alla dominazione romana, sia pure con differtenti denominazioni: una di queste era greca Iólaos Patér «Padre Iolao».

Secondo una notizia riportata dallo scrittore greco Pausania (X 17, 1; 18. 1), i Sardi della parte occidentale dell’Isola avevano mandato in dono una statua bronzea del loro capostipite Sardus Pater al famosissimo santuario greco di Delfi. Da questa notizia si deve trarre una prima conseguenza di carattere storiografico generale: se i Sardi avevano donato la statua del loro dio eponimo al santuario di Delfi, è evidente che essi lo fequentavano abbastanza spesso ed è anche evidente che essi si muovevano pure spesso nell’area del Mar Egeo, dove appunto quel santuario era situato.

A questo santuario, dedicato ad Apollo e servito dalle Pitie o Pitonesse, per esplicita e ripetuta testimonianza di Erodoto, i Lidi – progenitori dei Sardi – avevano manifestato una particolare devozione, così come in seguito dimostrarono devozione anche i loro discendenti e parenti Etruschi dell’Italia centrale (Erodoto, I, 14, 19, 20, 25, 46-54, ecc.; Strabone, V, 2, 3; Livio, I, 56, 5.).

Ebbene, la frequentazione del santuario greco di Delfi da parte dei Lidi dell’Asia Minore, dei Sardiani o Nuragici della Sardegna e degli Etruschi della penisola italiana da un lato è molto significativa per se stessa in ordine ai comuni interessi di quei tre tronconi della medesima etnia lidio-sardo-etrusca, dall’altro è una chiara e sostanziale prova della grande valenza politica e anche economica di quella stessa etnia e insieme della notevole ampiezza internazionale delle sue prospettive politiche. È infatti appena il caso di ricordare che quel santuario greco, in virtù della sua fama e della sua autorevolezza e pure della extraterritorialità di cui godeva, con la sua attività oracolare ha per lungo tempo esercitato un ruolo di straordinaria importanza nell’intera politica internazionale del Mediterraneo. Questo ruolo può essere paragonato, in un qualche modo, a quello svolto per parecchio tempo dal Papato di Roma nell’Europa dei secoli passati.

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I GIGANTI DI MONTI PRAMA E IL SARDUS PATER by MASSIMO PITTAU

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Massimo Pittau (Nuoro, 6 febbraio 1921) è un linguista e glottologo italiano, studioso della lingua etrusca, della lingua sarda e protosarda. Ha pubblicato numerosi studi sulla civiltà nuragica e sulla Sardegna storica. Le sue posizioni riguardo al dialetto nuorese (massima conservatività nell’ambito romanzo) sono vicine a quelle del linguista Max Leopold Wagner con cui è stato in rapporto epistolare. Nel 1971 è entrato a far parte della Società Italiana di Glottologia e circa 10 anni dopo nel Sodalizio Glottologico Milanese. Per le sue opere ha ottenuto numerosi premi.


Product Details

  • File Size: 2451 KB
  • Print Length: 95 pages
  • Simultaneous Device Usage: Unlimited
  • Publisher: IPAZIA BOOKS; 1 edition (September 2, 2015)
  • Publication Date: September 2, 2015
  • Sold by: Amazon Digital Services, Inc.
  • Language: Italian
  • ASIN: B014V99GH8
  • Source: www.ipaziabooks.com
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