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De brevitate vitae di Lucio Anneo Seneca – Pillole

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Il parlamentarismo è l’incasermamento della prostituzione politica.
(Karl Kraus)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Avevo solo dieci anni quando, con mio padre Antonio, senatore del MSI, sbirciai per la prima volta su questo sito… (Ignazio La Russa aka Rina Brundu)

La_mort_de_senequeCi è stata data un vita abbastanza lunga e per il compimento di cose grandissime, se venisse spesa tutta bene; ma quando si perde tra il lusso e la trascuratezza, quando non la si spende per nessuna cosa utile, quando infine ci costringe la necessità suprema, ci accorgiamo che è già passata essa che non capivano che stesse passando. È così: non abbiamo ricevuto una vita breve, ma la rendiamo tale, e non siamo poveri di essa ma prodighi. Come ricchezze notevoli e regali, quando sono giunte ad un cattivo padrone, in un attimo si dissipano, ma, sebbene modeste, se sono state consegnate ad un buon amministratore, crescono con l'uso, così la nostra vita dura molto di più per chi la dispone bene. (I, 3-4)

  • I massimi ingegni d’ogni tempo potranno trovarsi d’accordo almeno su questo punto, eppure non finiranno mai di stupirsi per tale offuscamento degli intelletti umani: gli uomini non permettono ad alcuno di occupare i loro poderi e, se nasce una minima controversia sui confini, mettono mano alle pietre e alle armi. Tuttavia sopportano che altri si intromettano nella loro vita, anzi vi introducono essi stessi quelli che ne diventeranno i padroni. E mentre non si trova nessuno disposto a spartire il proprio denaro, a quanti ciascuno distribuisce la propria vita! Sono tirchi nell’amministrare il patrimonio, ma prodighi nel gettar via il proprio tempo, la sola cosa per cui l’essere avari farebbe onore. Mi piacerebbe chiedere a una persona anziana scelta a caso tra la folla: «Tu sei ormai vicino al termine della vita e hai cento anni sulle spalle, se non di più: prova a fare un po’ di conti sul tuo passato. Calcola quanto del tuo tempo ti hanno sottratto creditori, amanti, superiori e collaboratori, quanto le liti in famiglia e le punizioni dei servi, quanto gli impegni mondani andando in giro per la città. Aggiungi le malattie che ti sei procurato da solo e il tempo rimasto inutilizzato, e ti accorgerai di avere molti meno anni di quanti ne conti di solito. Cerca di ricordare quando sei stato fermo nei tuoi propositi; quante giornate sono trascorse proprio come avevi stabilito; quando sei stato padrone di te stesso, e il tuo volto è rimasto impassibile e il tuo animo intrepido; cosa hai realizzato in una vita così lunga e quanto della tua vita ti è stato sottratto dagli altri senza che te ne rendessi conto di quel che perdevi, e il tempo che ti hanno portato via l’inutile dolore, la sciocca allegria, un’avidità insaziabile, il frivolo conversare… Vedrai quanto poco, in definitiva, ti sia rimasto del tuo; allora capirai che muori prematuramente.» Quale ne è dunque la causa? È che vivete come se doveste vivere per sempre, non vi ricordate della vostra precarietà; non osservate quanto tempo è già trascorso, lo sciupate come se ne aveste in abbondanza, mentre invece proprio quella giornata che state dedicando a qualcuno o a un affare qualsiasi, potrebbe essere l’ultima. Temete tutto come mortali, ma desiderate tutto come immortali. (III, 1-4)
  • Chi è troppo indaffarato non può svolgere bene nessuna attività, perché una mente impegnata in mille cose non può concepire nobili pensieri.
  • Ci vuole tutta la vita per imparare a vivere e, quel che forse sembrerà più strano, ci vuole tutta la vita per imparare a morire.
  • Fabiano, il mio maestro, si domandava se non fosse meglio non studiare per niente piuttosto che impegnarsi in studi nozionistici.
  • L’invidia si volge alle cose vicine, mentre quelle lontane sono guardate con animo schietto e sincero. La vita del saggio, dunque, spazia per ogni dove, è senza tempo, non è limitata, come quella degli altri mortali.
  • La lunghezza della vita non si misura dai capelli bianchi o dalle rughe: non è un vivere questo, è solo un esistere a lungo.
  • La vita è divisa in tre momenti: passato, presente, futuro. Di questi, il momento che stiamo vivendo è breve, quello che ancora dobbiamo vivere non è sicuro, quello che già abbiamo vissuto è certo.

In tria tempora vita dividitur: quod fuit, quod est, quod futurum est. Ex his quod agimus breve est, quod acturi sumus dubium, quod egimus certum. (10-2)
  • Nessuno ti renderà gli anni, nessuno ti restituirà a te stesso; andrà il tempo della vita per la via intrapresa e non tornerà indietro né arresterà il suo corso; non farà rumore, non darà segno della sua velocità: scorrerà in silenzio, non si allungherà per editto di Re o favore di popolo; correrà come è partito dal primo giorno, non farà mai fermate, mai soste. Che avverrà? tu sei affaccendato, la vita si affretta: e intanto sarà lì la morte, per la quale, tu voglia o no, devi aver tempo.
  • Noi viviamo come se dovessimo vivere sempre, non riflettiamo mai che siamo esseri fragili.
  • Non è vero che abbiamo poco tempo: la verità è che ne perdiamo molto. (I, 1.3)
Non exiguum temporis habemus, sed multum perdidimus.
  • Ognuno brucia la sua vita e soffre per il desiderio del futuro, per il disgusto del presente. Ma chi sfrutta per sé ogni ora, chi gestisce tutti i giorni come una vita, non desidera il domani né lo teme. Non c’è ora che possa apportare una nuova specie di piacere. Tutto è già noto, tutto goduto a sazietà. Del resto la sorte disponga come vorrà: la vita è già al sicuro. Le si può aggiungere, non togliere, e aggiungere come del cibo ad uno già sazio e pieno, che non ha più la voglia ma ancora la capienza. Non c’è dunque motivo di credere che uno sia vissuto a lungo perché ha i capelli bianchi o le rughe: non è vissuto a lungo, ma ha esistito a lungo.
  • Sei stato gettato in questo punto, ammesso che tu possa ampliarlo, sino a dove lo amplierai? (ep. 77,12)
  • Un popolo affamato non ascolta ragioni, né gl’importa della giustizia e nessuna preghiera lo può convincere.
  • Vivi adesso!
Protinus vive!
  • Volgi la mente da questa bassa aiuola a così eccelse meditazioni! Fallo adesso, finché il tuo sangue è caldo e sei ancora pieno di vigore, questo è il momento per guardare più in alto!

Featured image, La morte di Seneca, 1684, olio su tela di Luca Giordano, 155×188, Parigi, Museo del Louvre.

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

Attività editoriali per scrittori e autori

5 Comments on De brevitate vitae di Lucio Anneo Seneca – Pillole

  1. “Il tempo non esiste, è solo una dimensione dell’anima. Il passato non esiste in quanto non è più, il futuro non esiste in quanto deve ancora essere, e il presente è solo un istante inesistente di separazione tra passato e futuro”. Così scrisse Agostino e sembra concludere che esiste solo il presente: il presente del passato, il presente del presente che ha solo la dimensione del fatto vissuto e il presente del futuro che è lo scenario di quanto resta da compiere per il nostro progetto. Seneca, nel progetto, vede solo il desiderio da soddisfare con la passione e nemmeno i bisogni da soddisfare col sentimento e per necessità.

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  2. Mi perdoni Pietro ma Sant’Agostino da queste parti non è proprio filosofo gradito. Ma grazie per avere dimostrato che oltre le tante sciocchezze sparate sulle donne si era messo avanti declinando finanche tante cazzate sulla fisica. Restiamo con Seneca che era fatto di altra pasta e a cui Sant’Agostino non era degno neppure di togliere le scarpe. Saluti

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    • Che poi la fisica quantistica potrebbe pure essere d’accordo sul concetto dell’eterno-presente, ma io gli do torto a prescindere. Anche se è soprattutto la comparazione con un mito come Seneca che proprio non mi va giù….

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  3. I fatti si scandiscono nel tempo e noi li determiniamo col pensiero, coi sentimenti e con la passione secondo una fenomenologia che non ha collocazione fisica. O forse, vogliamo materializzarli sostenendo che la nostra creatività, i nostri progetti e la nostra volontà di sostenerli sono sincronici al succedersi dei fatti? Insomma, siamo governati dalla natura o siamo noi che abbiamo il potere di condurla a nostro vantaggio? Non voglio ricondurmi allo stato brado nè farmi trascinare nel gorgo dell’ignavia. Seneca e Agostino entrambi sono precipitati e rialzati, l’uno col suicidio, l’altro scoprendo la libertà di esistere fuori del tempo.

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