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L’Odissea e la Sardegna nuragica

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

Massimo Pittau

odissea_penelope-john-william-waterhousedi Massimo Pittau.

Clicca qui per scaricare il PDF del saggio L'Odissea e la Sardegna nuragica

Featured image, Penelope e le ancelle di John William Waterhouse (1912).

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

info@ipaziabooks.com

5 Comments on L’Odissea e la Sardegna nuragica

  1. emilio gallo // 30 November 2013 at 03:54 // Reply

    bel saggio.Non lo sapevo.Ho imparato qualcosa di nuovo

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  2. Giancarlo Melis // 9 October 2015 at 18:23 // Reply

    http://www.chilometrando.org La tela di Penelope

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  3. Giancarlo Melis // 10 October 2015 at 09:52 // Reply

    Dalla lettura delle righe dodici e seguenti del Saggio di Pittau. A proposito delle tappe del viaggio di Ulisse e di ciò che ci tramanda Strabone (I.2,15) sul giudizio di Erastotene di Cirene “Si ritroverà dove Ulisse ha navigato, quando si troverà il pellaio che ha cucito l’otre dei venti”. Il movimento retrogado (apparente) del pianeta Giove e viene chiamato in astronomia il “nodo” di Giove. Il moto del nodo di un pianeta è il risultato dell’attrazione di tutti gli altri “compagni di Ulisse” https://books.google.it/books?id=UUPbf0TcwhgC&pg=PA139&lpg=PA139&dq=nodo+di+Giove&source=bl&ots=J6kY8x8-DL&sig=B9ZEnFdHv4NCi-1sIDcGsg4cYTE&hl=it&sa=X&ved=0CCsQ6AEwAmoVChMIo_HjvLS3yAIVRDoUCh3GowPy#v=onepage&q=nodo%20di%20Giove&f=false.
    Quindi quando da me ipotizzato in http://www.chilometrando.org/tela_penelope.htm, trova ulteriore conferma.

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  4. Giancarlo Melis // 12 October 2015 at 21:54 // Reply

    Ancora un commento a sostegno della mia tesi (Ulisse/Giove e Penelope/Saturno). Pittau scrive che “Il poeta dell’Odissea caratterizza il quadro marittimo e geografico del Mediterraneo dove si svolgono i viaggi di Ulisse ……. dicendo che era il luogo dove “i sentieri della notte e del giorno sono vicini” (Od., X 86). Pittau interpreta: ..dove cioè – dico io (Pittau) – il sole, morendo, si predispone a rinascere il giorno successivo, sia pure dalla parte opposta. Siamo dunque nell’area del Mediterraneo occidentale. ….è del tutto legittimo ritenere che …. la Sardegna risultava essere una della terre presso le quali si svolgevano i viaggi di Ulisse.
    Io affermo invece che la lettura di Od.,X 86 deve essere fatta non geograficamente ma astronomicamente. Quindi Omero dice che i viaggi (movimenti) di Ulisse/Giove sono visibilissimi quando il giorno non è a cora giorno e la notte non è ancora notte. Cioè al tramonto e all’alba, il momento migliore per l’osservazione dei pianeti, perche in quel momento riflettono la luce del Sole non ancora sorto o già tramontato. I pianeti non possono vedersi durante il giorno e durante la notte si perdono di vista nelle costellazioni (esempio la seduzione di Era da parte di Giove nascosto/mimettizato nella costellazilne del Cigno).

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    • Giancarlo Melis // 13 October 2015 at 11:27 // Reply

      Ancora un commento a sostegno della mia tesi (Ulisse/Giove e Penelope/Saturno). Pittau scrive che “Il poeta dell’Odissea caratterizza il quadro marittimo e geografico del Mediterraneo dove si svolgono i viaggi di Ulisse ……. dicendo che era il luogo dove “i sentieri della notte e del giorno sono vicini” (Od., X 86). Pittau interpreta: ..dove cioè – dico io (Pittau) – il sole, morendo, si predispone a rinascere il giorno successivo, sia pure dalla parte opposta. Siamo dunque nell’area del Mediterraneo occidentale. ….è del tutto legittimo ritenere che …. la Sardegna risultava essere una della terre presso le quali si svolgevano i viaggi di Ulisse.
      Io affermo invece che la lettura di Od.,X 86 deve essere fatta non geograficamente ma astronomicamente. Quindi Omero dice che i viaggi (movimenti) di Ulisse/Giove sono visibilissimi quando il giorno non è ancora giorno e la notte non è ancora notte. Cioè al tramonto e all’alba, il momento migliore per l’osservazione dei pianeti, perche in quel momento riflettono la luce del Sole non ancora sorto o già tramontato. I pianeti non possono vedersi durante il giorno e durante la notte si perdono di vista nelle costellazioni (esempio la seduzione di Leda da parte di Giove nascosto/mimettizato nella costellazilne del Cigno).

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