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Istantanea di papa Francesco

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

fumatabiancadi Homo Neoliticus. C’è un conflitto in termini per un papa gesuita che prenda il nome di Franciscus, a meno che il Francisco di riferimento non sia il Caudillo. Cosa che io non credo assolutamente possibile.  È strano anche il riferimento al poverello di Assisi il quale, alla nascita, ebbe il nome di Giovanni l’apostolo, ancorché il padre glielo mutò in “lo Francès” (il Francese) perché era appassionato delle canzoni amorose provenzali.

Certamente è il papa che non ti aspettavi. Basta risentire le registrazioni della diretta da piazza s. Pietro: fa un certo imbarazzo il silenzio seguito al nome “Georgius Marius Bergoglio”, quando al fatidico “Habemus papam” era scosciato l’applauso, poi nuovamente incentivato dal finale dell’annuncio “qui se imposuit nomem Franciscum”.  E il papa fu.

Non starò a dire chi è stato il papa sino ad ieri, dov’è nato, studiato, lavorato: si sa tutto e anche di più, ma non dovrebbe interessare neanche l’uno per cento rispetto a cosa sarà il papa d’ora in avanti.

Il papa è un gesuita, pertanto molto dotto, molto razionale, molto pragmatico. Chi ha letto anche saltuariamente la rivista dei Gesuiti, La civiltà cattolica, può anche essersi scandalizzato dal distacco della dottrina dalle trame religiose popolari . Le preghiere, le messe in suffragio in favore dei morti, giovano ai nostri cari defunti? Sicuramente sono utili ai vivi, è la risposta. Ma non ci si scandalizzi, perché fa il paio con la risposta attribuita a Gesù: “Lasciate che i morti seppelliscano i morti”. E noi vivi?

Molti sanno che il Superiore dell’Ordine fondato da s. Antonio di Laiola, cioè dei Gesuiti, viene indicato comunemente come il “Papa nero”, per differenziarlo da quello vestito di bianco. Succede quindi per la prima volta nella storia che i papi, quello nero e quello bianco, siano confratelli. Significherà qualcosa? Conte, dico Antonio Conte, è convinto che sta per iniziare l’era bianco-nera. Così sperano anche a Siena e a Udine, perché se vi sarà abbondanza, ce ne sarà per tutti.

I media, tradizionali e no, sono pieni di aneddoti sul comportamento papale già da prima dell’Habemus: avrebbe rifiutato il crocifisso pettorale d’oro, mantenendo quello d’acciaio; si sia rivolto ai cardinali elettori con un “Dio vi perdoni per quello che avete fatto!”; sia sempre andato e vada sui mezzi pubblici e senza scorte e altri che non vi saranno sfuggiti. Certo non s’impapera davanti al microfono, ma credo che abbia i nervi saldi di fronte ai problemi che il suo ex gli ha lasciato nei cassetti privati. Per quanto ho potuto capire osservandolo con attenzione da fuori e da lontano, non è uomo che ha fretta, ascolterà tutti prima di decidere, ma soprattutto farà sentire la sua voce forte e chiara. Credo che abbia scarsa sopportazione verso  tendenze pseudo-elitarie che sanno di frazionismo,di parcellizzazione della fede, di differenziazioni interne capziose che nutrono e celano sottoprodotti di potere temporale e finanziario. Si ha l’impressione oggi e non da ieri che anche all’interno delle parrocchie si nascondano pieghe di incarità insostenibili con la coniugazione della Parola di Dio. E se non vi piace incarità, che si dicano piccinerie, egoismi stupidi, ansia di apparire.

Se dunque, come il Giullare di Dio, ha abbandonato coram populo le vesti preziose, ribadisca senza timore il significato dell’insegnamento del Vangelo, che è d’amore verso il prossimo e non della ricchezza terrena, poiché non sarà l’esenzione dall’IMU a salvare la Chiesa, ma la sua autorità morale. Senza addentrarsi  specificamente nel capitolo della moralità, nella sua accezione più ampia,  pare che il lavoro e il camino non siano brevi, né agevoli e parimenti non privi di resistenze interne. Se è venuto dalla fine del mondo sino a noi con questi obbiettivi, sia il benvenuto. E che il Signore lo preservi ab aestu et tempestate. Dalle ingiurie del mondo, del suo mondo in particolare.

Featured image fumata bianca per l’elezione di Papa Francesco.

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5 Comments on Istantanea di papa Francesco

  1. Epperò Homo Neoliticus io mi aspettavo il tuo nome di Homo modernus nell’articolo, in linea con lo stile di Rosebud. Ma sei perdonato visto che ti conosciamo bene. Questo papa a me piace. L’idea della chiesa dei poveri – sarebbe anche ora. Magari anche una chiesa pro diritti civili, diritti delle donne, aborto, nozze gay etc, etc. Speremo bene.

  2. Vorrei fare alcune precisazioni: i gesuiti sono stati fondati da Sant’Ignazio di Loyola, non da Sant’Antonio di Loiola.
    Nei gesuiti c’è stato un altro San Francesco, che è San Francesco Saverio, per cui il novello Papa avrebbe potuto accogliere il nome di Francesco in onore di un altro confratello.
    Ma la povertà che da subito ha contraddistinto Jorge Mario pare aderisca perfettamente a San Francesco d’Assisi il quale si fece chiamare così non per “lo Francès” appellativo con cui lo definiva il padre, ma perché i frati, da qualsivoglia Ordine, da sempre cambiano il nome imposto dalla famiglia, in un nome religioso scelto da loro stessi.
    La scristianizzazione, inoltre, tende a perseguitare anche attraverso calunnie, gli uomini di Chiesa, a partire dai Papi. Si sa che Papa Francesco proviene dall’Argentina, Paese che per molti anni ha subito dittatura e conseguenti desparecidos. Ma non significa che l’attuale Papa avesse a che fare con questa ignominia. Direi che la cosa migliore è restare alla finestra a guardare. Solo il tempo potrà dire se sarà un bravo Papa.
    Aggiungo. Osserviamo le debite distanze tra Chiesa Cattolica (che segue gli insegnamenti di Cristo alla lettera – o almeno dovrebbe seguirli) dallo Stato laico. La Chiesa non avallerà mai l’aborto, in quanto va contro il 5° comandamento: non uccidere. E neppure contro la Bibbia, nella quale Dio disse: “andate e moltiplicatevi”.. cosa impossibile per una coppia gay. Mentre potrebbe difendere a spada tratta i diritti delle donne e continuare ad occuparsi sempre più seriamente dei poveri. Gesù disse agli Apostoli: siate NEL mondo, ma non siate DEL mondo.
    Se la Chiesa si adeguasse al mondo, non sarebbe più la Chiesa che Cristo ha voluto, quando disse a Simon Pietro: “Cefa (che vuol dire pietra) tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la mia Chiesa”. Tutte le altre richieste da parte del mondo, affinché la Chiesa cambi, sono richieste che vengono dal Diaballo, ovvero da Satana, per confondere l’uomo, affinché si allontani dalla via diritta che ha tracciato Cristo. Chi si è discostato dalla Chiesa, o dalla religione cristiana, non può pretendere che la Chiesa cambi secondo i suoi desideri. Dovrebbe semplicemente disinteressarsene. E lasciare che la Chiesa continui a portare avanti la Buona Novella, perché per questo è stata voluta.

  3. Homo Neoliticus // 16 March 2013 at 18:58 //

    Danila ha ragione, non esiste neppure un sant’Antonio di Laiola, ma un Francesco Saverio sì, santo pure lui, e cofondatore dell’Ordine.

    Che poi il Giovanni Bernardone detto Francès, abbia optato per Francesco, nome scarsamente indicativo e poco abituale all’epoca, io veramente non so, anche se non mi risulta che i predecessori, frati e monaci, da Martino di Tours, a Giuliano e sino al nostro Benedetto da Norcia, si chiamassero prima e dopo con i nomi con cui sono passati alla storia.

    Aggiungo che non ho intenzione di accorciare o ignorare le distanze fra la Chiesa Cattolica e lo Stato laico (suppongo quello italiano, o parla del potere temporale dello Stato pontifico?). Anzi, mi piacerebbe che i segnali di Stop fossero bifronti.

    Ma è vero, e spesso lo dimentico io e gli stessi interessati, che i Vescovi italiani parlano di aborto, divorzio, nozze gay, anticoncezionali ecc., in nome della Chiesa, del Vangelo e del Papa successore di Pietro, mentre durante la stessa omelia trattano le questioni dell’IMU, del finanziamento statale alle scuole private, ecc., in virtù del fatto che sono cittadini italiani a tutti gli effetti, oltre che dipendenti del Papa re.
    Se confusione c’è, non la si addebiti a me. Almeno di questo sono innocente.

  4. Certo che il clero parla di aborto, divorzio, nozze gay,ecc. Ma per negarli non per approvarli. L’unico cambiamento davvero importante che desidererei nella Chiesa, è l’accettazione degli anticoncezionali. Proprio per evitare il trauma – che purtroppo devono patire le donne – dell’aborto. La Chiesa deve comprendere che il mondo è sovrappopolato e che la crisi economica stravolge le aspettative dei genitori, che non possono più permettersi il “lusso” di avere tanti figli, i quali hanno ben diritto ad una vita almeno normale (cibo, istruzione come minimo). Senza parlare delle malattie che si trasmettono con i rapporti sessuali, come l’aids.
    Riguardo alle distanze che vanno tenute tra Chiesa e stato laicale, intendo quel che ho detto: la Chiesa deve essere nel mondo,ma non del mondo. Ovvero, deve continuare a portare avanti gli insegnamenti di Cristo, pena non rispecchiare più la Chiesa da lui fondata. Il mondo ha esigenze diverse, egoistiche e spesso contro la vita, dal concepimento fino alla morte. La Chiesa difende i diritti di tutte quelle creature concepite, che spesso vengono confuse con un grumo di cellule. La libertà di ogni uomo finisce laddove rischia di calpestare la libertà di un suo simile.

  5. francu pilloni // 24 March 2013 at 21:17 //

    Se la Chiesa, come dice Danila, recepisse l’uso degli anticoncezionali motivandolo con l’effettivo sovraffollamento del pianeta, commetterebbe il peccato più orribile agli occhi di Dio, perché dimostrerebbe di non avere fiducia in Lui e disperare che un Dio Padre buono non provveda alle necessità degli esseri umani, quando si prende cura degli uccelli dell’aria, ecc., come appunto insegnò Gesù.
    Bisognerà non addivenire ad alcun compromesso, neppure parziale, se consideriamo che gli aborti sono molteplici presso i popoli che soffrono di abbondanza.

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