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Non tutto il MONTISMO vien per nuocere e sul capro espiatorio Italia…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

di Rina Brundu.

Conveniamone: il MONTISMO non è POLITICA, piuttosto rappresenta L’ANTIPOLITICA per eccellenza! Ovvero, il suo solo esistere, proprio nel momento di maggiore difficoltà della nazione, è chiara evidenza del fallimento della Politica tout-court e di un dato modo di intenderla. Il modo sbagliato, naturalmente.

La mia non è una critica ma una mera constatazione dello status-quo. Del resto sono ben altri gli appunti che, nel tempo, sono stati mossi all’idea di tecno-burocrazia, ovvero all’idea di un governo di tecnocrati. Tra questi ricordiamo l’accusa di incensare troppo la scienza, il progresso, ma soprattutto la sua visione-complessiva (macro-picture) nonché apparentemente dimentica delle innumerevoli, quanto complesse, frammentazioni di quella stessa società umana che vorrebbe amministrare. Detto altrimenti un Paese non è una fabbrica d’affari e neppure un modello matematico-logico da fare muovere secondo parametri definiti e più o meno attentamente testati in questo o quell’altro laboratorio di questa o quell’altra prestigiosa università.

Più generalmente, dal mio punto di vista, il know-how tecnico dovrebbe essere visto solo e soltanto come un ingrediente importante nel background umano e professionale di chi desidererà fare politica in futuro, ma mai come un elisir di lunga et ammirabile carriera burocratico-amministrativa. Ne deriva che la Politica, la buona Politica, resta l’unica arte da considerarsi quando si tratta di guardare alle cose di una valida amministrazione delle nazioni moderne e civili. Soprattutto resta arte insostituibile per far muovere le dinamiche democratiche faticosamente conquistate nel corso della nostra storia. Meglio sarebbe dunque che uscisse quanto prima dal regime di amministrazione-controllata in cui si trova attualmente e quanto prima tornasse a prendere in mano le redini del suo destino. E non solo quelle del suo destino.

Occorre comunque sottolineare che non tutto il MONTISMO vien per nuovere. Di fatto questo di Mario Monti è il primo Esecutivo della nostra-storia che non dovrà rispondere direttamente ai suoi elettori, quanto piuttosto ai possibili futuri rappresentanti di quegli stessi elettori. Per certi versi, quindi, il margine di manovra, di operatività di questo governo e più ampio di quello dei governi tradizionali, i quali vivono, di norma, all’insegna del quotidiano compromesso. Il tutto ci porta dunque a concludere che il MONTISMO non avrà scusanti. O meglio, non dovrà e non potrà fallire, soprattutto non dovrà fallire in quell’imprescindibile tentativo di cambiare, nelle teste italiche, l’atavica, quanto deleteria, idea che lo Stato sia prima di tutto una mucca da mungere e/o un maialetto da arrostire pro-conto-nostro e senza buttare via niente.

Detto questo, tecnocrate o mero amministratore del miglior bene pubblico che sia, non guasterebbe se, di tanto in tanto, mentre affannato a risolvere le urgenti equazioni impossibili di cui tutti sappiamo, un qualche rappresentante dell’attuale governo alzasse la voce dove occorrerebbe alzarla e ricordasse in quel di Germania e in quel di Francia che l’Italia non è il capro espiatorio di nessuno. Va bene essere abitualmente (ir)responsabili per noi stessi, ma diventare all’improvviso (ir)responsabili per il futuro di tutti, da Venezia a Vladivostok, come affetti da vetusta Sindrome Assassinio sull’Orient-Express, mi pare davvero troppo!

12 Comments on Non tutto il MONTISMO vien per nuocere e sul capro espiatorio Italia…

  1. Complimenti Rina, bellissimo articolo. Soprattutto nel sottolineare quella parte di “umanesimo” di cui siamo composti, espressione fenotipica del nostro genotipo ellenico:dialettica e sofismo, è vero; ma anche eroismo Termopolita!
    Ricordiamo ai signori Teutoni chi siamo, da dove veniamo e chi saremmo senza la nostra ir(repsonsabilità) che ci ha fatto perdere prestigio negli anni e nel mondo.R icordiamo loro che mentre i loro pastori pascolavano le greggi sulle Alpi di Francia o nella foresta nera, noi parlavamo già in lingua Aristotelica e Socratica, con Ippocrate che curava le nostre malattie.
    Che non lo scordino quei barbari vestiti di pelli di mucca ed in testa le corna delle loro mucche e spesso delle loro… Madames.
    Salvo

  2. Ti ringrazio Salvo. Francamente, senza scomodare l’italica retorica d’antan, io mi contenterei che una-tantum davanti all’ennesimo sorrisetto di Sarkozy o all’usata chiamata alle armi della Merkel si sentisse per l’aere una chiara pernacchia alla Totò. Degna, insomma, del mitico principe… Sono piccole soddisfazioni ma ogni grande viaggio (quale sarebbe quello della nostra rinascita come nazione rispettabile e rispettata) inizia con un piccolo passo. E questo non l’ho detto io ma qualcuno molto, molto più saggio.

    PS Aspettiamo ancora un tuo contributo su Rosebud:)

  3. Gavino, ho paura che un giorno dovremo dire”Si stava meglio quando si stava peggio!”: 43- 45% di IREPF, Torna l’ICI sulla prima e la super Ici sulla seconda e mio padre e mia madre che sudarono trentanni per regalarmi la loro prima casa, adesso che per me diventa la seconda, io che faccio? Dico che l’ho rubata? E non parliamo delle pensioni dopo che per anni ci hanno mangiato sopra , adesso paghiamo il conto noi? E questa non è MACELLERIA SOCIALE? Come la chiami Gavino?… Ah e l’IVA al 23-24% cos’è, beneficenza ai bambini africani? Dai,… siamo seri non ci volevano i professori per fare tutto questo po-po’ di tojaio(come direbbero a Piombino) bastavano due…MALFATTORI!
    Salvo

  4. Caro Gavino, ho letto. Intanto di berlusconismo ne ho parlato sicuramente molto io durante la prima fase di Rosebud (e in numerosi siti giornalistici). E per quanto riguarda il Montismo, francamente questo pezzo è il primo che io vedo dove il termine compare sillabato in chiaro e a lettere capitali. Questi “ismi” sono modi come altri per definire semanticamente i diversi periodi della nostra storia. A mio avviso non sono un male. Come italiani infatti veniamo da una storia di coalizioni partitiche (ricordi il mitico governo pentapartitico et similare?) dove la colpa era di tutti e di nessuno. Be’ oggidì la colpa è sempre di nessuno ma almeno abbiamo una macrocategoria di responsabili dove andare a guardare, o no? Insomma, a mio avviso gli ismi sono un fattore di crescita come avviene in tutte le grandi democrazie moderne. Di fatto, anche guardando alle sole, numerose, letture di questo pezzo, deduco pure che di MONTISMO la gente voglia sentire parlare, se non altro per sapere che stanno a fà in quel di Palazo Chigi. Fortuna che Martedì ci penserà direttamente Monti ad illuminarci a Porta a Porta. Speremo bene. Per quanto riguarda le parole di Kennedi io credo che in Italia arriverebbero comunque troppo in ritardo. Da noi, infatti, leggerebbero: Non chiederti che cosa puoi fare tu per la patria, quanto piuttosto cosa può fare per te l’ennessimo ente pubblico et inutile…. O almeno questo è il mio pensiero. Ciao.

  5. Sorry per i refusi e “ennessimo” leggasi “ennesimo”….

  6. Sul fallimento del modello di leadership berlusconistica avevo scritto in questo pezzo
    https://rinabrundu.com/2011/10/15/leredita/
    Purtroppo per qualche ragione il post era venuto fuori non al meglio ma il contenuto dovrebbe ancora leggersi.

  7. Rina, mi dispiace ma non sono d’accordo solo su un punto: Gli attributi li avemmo una sola volta, nel 15-18. Allora si chiamavano austriaci ma erano dei tedeschi mascherati e allora li battemmo dopo che avevano rotto le scatole a mezza europa. La combinarono di nuovo nel 39 e come degli idioti ci calammo le brache al signor Adolfo.Se avessimo mostrato le… attributi anche allora anzichè correre loro dietro(come stiamo facendo oggi), racconteremmo tutta un’altra storia. Ammiro anch’io i ragazzi del ’99 un mio zio ci rimase allora, non adoro affatto il Signor Monti che nega che si stai calando le braghe davanti all’intransigenza di quella mezza “Massara” di campagna della signora Anghela, che ha permesso che la grecia affondasse e adesso fa il direttorio col nasone francese.
    Concordo su molte cose con te, anche sulla nostra mancanza di leadership ma non col fatto che la ermania ci sta riprovando; senza armi da fuoco. ma spara cartucce esplosive anche stavolta. L’esplosione del ceto medio italiano: Tu ed io e Gavino in mezzo.

  8. Dissento. Non bisogna confondere il ruolo di leader che spetta alla Germania in Europa con eventuali pretese revanchiste e/o imperialistiche. La Germania fa il suo interesse. E la signora Merkel col suo fare la voce grossa (l’ha fatta?) in realtà sta tenendo più di mira il fronte interno. Avrei capito semmai una critica al ruolo di Sarkozy che è davvero esagerato rispetto al ruolo economico del suo Paese… ma la differenza la sta facendo la sua capacità di leadership. Quella di cui appunto noi manchiamo. Non penso che un’analisi obiettiva dello status quo possa venire dall’essere prevenuti a priori contro Tizio o Caio. E neppure contro questo o quell’altro popolo. Roma non è diventata grande perché gliel’hanno concesso i galli o i visigoti ma perché ha imposto la sua leadership. Questa regola vale pure in tempi moderni, vale pure in Politica, e vale pure nei sistemi democratici. Sempre.

    • Dissento anch’io vostro onore! Forse non ricordi più chi ha fatto grande la Germania. L’hanno fatta grande le centinaia di migliaia di siciliani, calabresi, sardi, e greci e turchi cha hanno lavorato per decenni in Germania, nelle miniere o nelle fabbriche tedesche, vivendo la sera nelle baracche e mangiando crauti. Quesrto la Signora Cancelliera finge di non ricordarlo. Non è revanchismo il mio; è memoria storica degli zii Turiddu, Peppino, Carmelo, Concetto che hanno visstuo in germania dagli anni 50 agli ottanta. Non scordiamocelo per favore. Ora la germania è ricca e forte e fa la voce grossa coi deboli. Come sempre! E questo non è revanchismo; è STORIA!
      Un abbraccio.
      Salvo

  9. P.S. e mi fa specie per i tedeschi che conoscono i classici greci meglio di noi e dovrebbero sapere cos’è la demovcrazia, quella con la “eta”. A quanto pare conoscono solo la seconda parte di quella parola: CRAZIA=F0RZA=POTERE.
    E se vuoi dissertiamo anche su questo. Ne ho scritto un saggio!

  10. Hai mai vissuto in Germania? Be’ io si, da studentessa universitaria. Ti posso assicurare che gli italiani emigrati si sono perfettamente integrati e che quella è una nazione di grande civiltà. Credi forse che i figli del signor Turiddu, Concetto e chi-altro si sentano italiani o tedeschi? Loro sono tedeschi perché, grazie al cielo, l’appartenenza ad una moderna nazione democratica non è determinata da connotazioni razziali. Questo non significa che abbiano dimenticato la loro origine. E non significa neppure che i sacrifici degli italiani emigrati siano stati dimenticati. E’ ridicolo! Ad un tempo penso che tutto il discorso non regga… queste sono quisquilie pinzillachere. Quando la Merkel fa l’interesse della Germania lo fa anche in nome di quei figli degli emigrati italiani. Il punto su cui mi focalizzavo io infatti è altra cosa rispetto al tuo e riguarda la macro-picture. Ovvero è un discorso di moderna leadership all’ombra dello sboom finanziario dove ti assicuro non c’è spazio per queste robe d’antan. Se c’è una cosa che ci ha insegnato l’euro-caos è proprio il fatto che adesso l’Europa è una cosa sola come forse non lo è stata mai prima nella sua Storia perché quando c’è in gioco il portafoglio… nessuno scherza. Tedesco o italiano che sia.

  11. L’Italia caro Gavino l’hanno distrutta gli italiani. Fermo restando che sono sempre loro che l’hanno costruita e a mio avviso l’hanno pensata attrezzata agli urti. Saluti.

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