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Tecnicismi scritturali sulle orme di Kerouac

Abbiamo dimenticato che fra poco sarebbe stato bello sbattercene del Natale seguire percorsi alternativi camminando su milioni di lucciole colorate e palle appese a rami plastici costruiti a bella posta per indorare il sogno. Abbiamo dimenticato che fra poco sarebbe stato bello sputare sui regali dei parenti pezzenti cravatte da riciclare maglioni troppo ingombranti cartoline innevate con un bambino dentro una stalla ben sapendo che molto presto i tuguri residenziali saranno casa nostra in coabitazione con immigrati salvati per culo e per miracolo alle ondate del mare. Abbiamo dimenticato che presto sarebbe stato bello trovare una scusa una boiata come un’altra per evitare pranzi familiari pomeriggi sbracati su poltrone consunte accompagnati da digestioni pesanti filmacci nazionalpopolari presentatori canuti canzonette stonate da bambini disillusi da un talento che non c’è. Ma ci sono rimasti solo riti obbligati, costretti, vincolati, forzati, imposti, coatti, artefatti, studiati. Cerimonie religiose politiche finte per illuderci che il sistema funziona. Democrazia surrogata, rimpiazzata da ragionieri salvatori della patria, conti fatti, rifatti, aggiustati, sistemati, corretti, adattati, rettificati a seconda dell’umore. Teutonico. Ci sono rimasti solo pensieri senza senso portati via dal vento come foglie morte cadute da alberi stanchi, frammenti di vite che sono state che rotolano su mulattiere asfaltate correndo incontro all’abisso che le infosserà. Ci sono rimaste solo speranze bugiarde, polvere di stelle, cipria dimenticata, sabbia rubata a spiagge rosate che non visiteremo più. Ci sono rimasti solo ricordi di vacanze strane, di urla lanciate in mezzo alla gente, previsioni ottimistiche fin troppo azzardate. Ci sono rimasti solo ricordi di sogni spezzati, di infinite cazzate che avrebbero potuto essere, di illusioni di pensioni facili che avrebbero facilitato il grande passaggio. Perché vivevamo la lusinga che la tomba che ci aspetta sarebbe stata più calda, più protetta, le ombre dei cipressi amorevoli mentre si flettevano a spazzare il terriccio che ci avrebbe comunque sepolto. Ma ci sono rimasti solo scampoli di allucinazioni, difficili situazioni. Ci hanno fottuto finanche l’onore come se le nazioni fossero espressioni. Geografiche. Accozzaglie di monti e di mari. Giardini incantati e patrie galere. Come se le nazioni esistessero senza i loro uomini privati del piacere di sputtanare il dolore. Ci sono rimasti soltanto analgesici baratti, eroina per poveracci, scartata da trafficanti nervosi da pusher frettolosi venditori prezzolati di miraggi vani. Ci sono rimasti soltanto tempi cani….

Rina Brundu

1 Comment on Tecnicismi scritturali sulle orme di Kerouac

  1. Grazie a Il taggatore, Politica Oggi, Wikioarticoli per la visibilità data a questo pezzo. E agli altri blog che lo hanno ripreso.

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  1. Scilipoting sui tempi cani….. (sulle orme di Kerouac)

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