LA BARBA DI DIOGENE, Dublin (EIRE) – 17 Years Online. Leggi l'ultimo pezzo pubblicato...

La morte bella

Sulla scomparsa di Leslie Nielsen e sul suicidio di Mario Monicelli

di Rina Brundu. Di tanto in tanto, è la morte, con sferzante determinazione, a ricordarci di come sia solo tra le sue braccia che ci sta infine portando la vita. A dire il vero, il monito è quotidiano, ma per qualche ragione, anche dentro le dinamiche di questo discorso a suo modo ingombrante, valgono gli exempla. Questo per dire che è il modo in cui muoiono dati uomini, o in cui hanno vissuto, a spingerci a riflettere con maggiore convinzione sul nostro stesso destino, piuttosto che limitarci a subirlo.

Due giorni fa è scomparso Leslie Nielsen, un attore canadese naturalizzato statunitense, molto noto anche in Italia per la sua comicità demenziale, surreale, irriverente. In altri tempi si sarebbe detto che è morto un giullare, ovvero un fool (lett. folle, pazzo). Il fool è un personaggio nobile, antico. La sua storia, a mio modo di vedere, racconta della quotidiano lotta dell’Essere per esprimere se stesso, oltre i dogmi, oltre le verità rivelate, oltre le catene con cui il mondo, a vario titolo, tenta di imprigionarlo. E da quelle catene cercavano di liberarsi anche i giullari medievali quando profittavano di un corpo sformato o creavano ad arte un linguaggio esagerato o volutamente grottesco allo scopo di passare per pazzi e dunque di poter raccontare il mondo dal loro punto di vista perché, è noto finanche oggidì, solo ai pazzi è concesso dire tutto ciò che passa loro per la testa.

E quindi i fool, i giullari, i pazzi parlavano e non era raro che così facendo riuscissero a mettere a nudo la vera follia del mondo. Per esempio, riuscì benissimo in un tale intento dissacratorio delle velleità umane, il giullare di re Lear nell’omonima tragedia shakesperiana. Così come a suo modo ci è riuscito, pur con tutte le maggiori difficoltà che comporta il vivere una dimensione presente, digitalmente assueffata a considerare pregnante il tutto e il nulla, Leslie Nielsen. Anche questo spirito-demenziale dei nostri tempi ha infatti saputo dare il suo contributo nel farci acquistare maggior coscienza del limite in noi, della nostra quotidiana follia e del nostro vivere marcato da una demenzialità di fondo che dovrebbe dare da pensare. Occorrerebbe essergliene grati dunque, anche perché il peso di ciascuna anima o la sua effettiva saggezza, o leggerezza, non siamo noi a stabilirlo, talpe accecate dal pregiudizio, da una maggiore ignoranza, da una maggiore incapacità di comprendere il nostro destino ultimo.

E poi ci sono spiriti-altri. Spiriti che con il significato più intimo del vivere si confrontano ogni giorno, e per quanto intorno splendano lustrini e paillettes non riescono a trovare pace. E nulla sembra sappia dare ristoro se non quel miraggio distante ma pur sempre incombente che è la morte fisica. Per quanto differenti possano essere le motivazioni pratiche, determinate più che altro dalle circostanze personali e quotidiane, non ho dubbi che esista una ragione importante che dirime sul destino di tutti quegli spiriti grandi che, alla maniera di Mario Monicelli, hanno deciso di uscire dal grande palcoscenico della vita da una porta secondaria. Dall’unica porta che permette di tagliare corto, di evitare un giro dell’asino di tutto il teatro, e che sa portarti comunque a destinazione. In maniera veloce, silenziosa, finanche dignitosa. Nonché di arrivare sano e salvo dovunque si sentisse necessario andare.

Una dipartita quindi, quella di Nielsen e di Monicelli, che carica di un vissuto eccezionale, didattico, apparentemente diverso nell’essenza, diviene exempla di vita. Ma soprattutto una dipartita da questo mondo che, pur nell’estrema diversità del suo tragico realizzarsi, si propone al meglio delle sue possibilità. Delle possibilità infinite di una morte fisica che sa presentarsi finanche… bella.

1 Comment on La morte bella

  1. Grazie a chi ha votato questo articolo su Fainotizia
    e inserito nell’inchiesta In ricordo di Mario Monicelli. Molte grazie. RB
    http://www.fainotizia.it/2010/12/01/la-morte-bella

1 Trackback / Pingback

  1. La morte bella

Comments are closed.