PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10

COMPENDIO DELLA CIVILTÀ DEI SARDI NURAGICI – Bronzetti nuragici

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Bronzetti nuragici

Si ha un’altra importante e significativa conferma del carattere religioso dei nuraghi nel ritrovamento entro di essi o nelle immediate vicinanze dei famosi bronzetti: statuine in bronzo di figure umane, di animali o di navicelle. Qualcuno di questi bronzetti raffigura certamente una “divinità”, ma nella grande maggioranza si tratta di ex voto, offerti dai fedeli al dio o per impetrare una grazia o per ringraziarlo per averla già ricevuta. – In massima parte questi bronzetti ex voto sono stati trovati dentro nuraghi oppure in costruzioni immediatamente adiacenti<1>. – Dei bronzetti nuragici ha scritto Marcello Serra: «Queste statuine, come si è detto, hanno in prevalenza un carattere votivo e perciò sono state ritrovate soprattutto nei santuari e nei luoghi di culto. Qui esse venivano appese alle pareti dai fedeli, o erano fissate col piombo su una base di sasso. Una uguale sistemazione veniva riservata a certe spade sormontate da figure di cervi e di altri animali e donate anch’esse alla divinità come trofei di caccia, o per rito propiziatorio basato forse su una sorta di magia simpatica, che avrebbe dovuto assecondare e rendere fortunata l’impresa dei cacciatori, procurando ad essi un bottino più ricco. – Quando poi questi voti di bronzo dovevano essere rimossi dal tempio per far posto ad altre offerte, essi venivano raccolti, non diversamente da quanto accadeva in tutti i santuari pagani, dentro appositi ripostigli situati nell’area sacra, e cioè nelle stipi e nelle favisse»<4>. – Dobbiamo precisare che la relativa abbondanza di questi bronzetti nuragici ci convince della giustezza della tesi del Serra, il quale ha visto in essi anche «oggetti ricordo che i pellegrini acquistavano qui e portavano con sé allontanandosi da questo luogo sacro»<5>. Il Serra si riferisce in particolare al santuario di Abini di Teti, ma noi riteniamo che valga per tutti i nuraghi complessi, che abbiamo già visto essere stati altrettanti «santuari comunitari». – Orbene il ritrovamento dentro i nuraghi o nelle costruzioni adiacenti di tanti bronzetti ex voto od oggetti-ricordo di carattere sicuramente sacrale costituisce un’altra importante prova della destinazione religiosa dei nuraghi; al contrario il ritrovamento di questi ex voto non troverebbe alcuna spiegazione plausibile nella ipotesi della destinazione militare dei nuraghi.

Estratto da “COMPENDIO DELLA CIVILTÀ DEI SARDI NURAGICI” di Massimo Pittau