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In morte dell’uomo qualunque. Un altro problema dei politici italiani? Che dipartito uno poi ne fanno subito un altro.

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

“Vai fuori di qui! Le ultime parole vanno bene per gli sciocchi che non hanno detto abbastanza in vita”.
[Karl Marx - 14 marzo 1883, frase pronunciata prima di morire, alla sua governante che lo esortava a dire le ultime parole in modo che lei potesse scriverle]

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

“Vai fuori di qui! Le ultime parole vanno bene per gli sciocchi che non hanno fatto abbastanza casini quando erano al governo". [Matteo Renzi via Rina Brundu - 20 febbraio 2017, frase pronunciata prima di partire negli USA, a Michele Emiliano che lo esortava a dire le ultime parole in modo che Bersani e Speranza non si togliessero dalle balle]

Rina Brundu

ciampidi Rina Brundu. Dice che è morto Carlo Azeglio Ciampi, un altro Presidente della Repubblica Italiana. “A sa santa gloria” (nda che il cielo lo abbia in gloria), avrebbero detto in quella mia Sardegna d’antan, di modalità spicce e non troppo incline a strapparsi le vesti in piazza.

Premetto che Ciampi non è stato il peggior presidente di cui si abbia memoria – abbiamo visto ben altro in tempi fin troppo recenti – ma francamente non me la sento di partecipare al lutto nazionale per cotanta dipartita e, da ciò che si legge in calce ai commenti degli articoli trattanti la notizia non credo di essere l’unica a pensarla così. Altra cosa sono ovviamente le marchette laudatorie a apologetiche in onda sul Servizio Pubblico televisivo, ma che quest’ultimo lo si paghi per queste esternazioni retoriche è cosa nota; per cambiare un simile modus-operandi dovranno purtroppo passare a miglior vita intere generazioni di italiani, non un solo ex-presidente.

Premetto anche che se da un lato non considero l’antipolitica un male (difficile andare contro qualcosa che si pone in antitesi a quella nefaste arte di amministrazione della vita civile così come viene intesa e estrinsecata in Italia), dall’altro non tendo ad incensarla. Vero è però che questo breve scritto potrebbe tranquillamente passare come un parto di una modalità d’intendere la gestione della res pubblica in maniera sostanzialmente negativa.

Ognuno è libero di vederla come vuole, certo è che in morte di Azeglio Ciampi a me viene solo da pensare con sgomento e qualche preoccupazione a quanto ci sarà costato personalmente, a quanto ci sarà costato tutto il suo carrozzone e magari anche a quanto ci costerà in futuro in termini di prebende, pensioni, vitalizi validi per sette generazioni e senza dimenticare le munifiche elargizioni a destra e a manca durante i sette anni della sua attività.

Che la colpa non è naturalmente di Ciampi, come purtroppo non lo è di chi lo ha preceduto o è venuto dopo, la colpa è semplicemente nostra, di noi italiani che questo Sistema corrotto alle fondamenta lo sovvenzioniamo e lo facciamo esistere perfettamente uguale a noi stessi.

Meravigliarsi quindi che quando muore un politico italiano – anche se ha avuto l’onore di ricoprire la carica di primo cittadino della nazione – muoia in realtà solo un altro uomo qualunque, né migliore né peggiore di tanti altri, invece di un leader da ricordare, che ha saputo in qualche modo fare la differenza e diventare esempio italico anche a livello globale, come abbiamo testimoniato spesso in tanti altri paesi, in tempi anche non troppo lontani, significa solo essere in malafede o, peggio ancora, significa essere un giornalista RAI.

Ne deriva che un altro annoso problema dei politici italiani è senz’altro il fatto che morto uno poi ne fanno un altro. Che subito si attovaglia e comincia a mangiare da par suo. E noi paghiamo prima e, diversamente da quegli antichi sardi, ci stracciamo le vesti in piazza causa la disperazione del lutto poi. Per la serie, cornuti e auto-mazziati: sic!

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

Attività editoriali per scrittori e autori

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