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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

In morte dell’uomo qualunque. Un altro problema dei politici italiani? Che dipartito uno poi ne fanno subito un altro.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

Rina Brundu

ciampidi Rina Brundu. Dice che è morto Carlo Azeglio Ciampi, un altro Presidente della Repubblica Italiana. “A sa santa gloria” (nda che il cielo lo abbia in gloria), avrebbero detto in quella mia Sardegna d’antan, di modalità spicce e non troppo incline a strapparsi le vesti in piazza.

Premetto che Ciampi non è stato il peggior presidente di cui si abbia memoria – abbiamo visto ben altro in tempi fin troppo recenti – ma francamente non me la sento di partecipare al lutto nazionale per cotanta dipartita e, da ciò che si legge in calce ai commenti degli articoli trattanti la notizia non credo di essere l’unica a pensarla così. Altra cosa sono ovviamente le marchette laudatorie a apologetiche in onda sul Servizio Pubblico televisivo, ma che quest’ultimo lo si paghi per queste esternazioni retoriche è cosa nota; per cambiare un simile modus-operandi dovranno purtroppo passare a miglior vita intere generazioni di italiani, non un solo ex-presidente.

Premetto anche che se da un lato non considero l’antipolitica un male (difficile andare contro qualcosa che si pone in antitesi a quella nefaste arte di amministrazione della vita civile così come viene intesa e estrinsecata in Italia), dall’altro non tendo ad incensarla. Vero è però che questo breve scritto potrebbe tranquillamente passare come un parto di una modalità d’intendere la gestione della res pubblica in maniera sostanzialmente negativa.

Ognuno è libero di vederla come vuole, certo è che in morte di Azeglio Ciampi a me viene solo da pensare con sgomento e qualche preoccupazione a quanto ci sarà costato personalmente, a quanto ci sarà costato tutto il suo carrozzone e magari anche a quanto ci costerà in futuro in termini di prebende, pensioni, vitalizi validi per sette generazioni e senza dimenticare le munifiche elargizioni a destra e a manca durante i sette anni della sua attività.

Che la colpa non è naturalmente di Ciampi, come purtroppo non lo è di chi lo ha preceduto o è venuto dopo, la colpa è semplicemente nostra, di noi italiani che questo Sistema corrotto alle fondamenta lo sovvenzioniamo e lo facciamo esistere perfettamente uguale a noi stessi.

Meravigliarsi quindi che quando muore un politico italiano – anche se ha avuto l’onore di ricoprire la carica di primo cittadino della nazione – muoia in realtà solo un altro uomo qualunque, né migliore né peggiore di tanti altri, invece di un leader da ricordare, che ha saputo in qualche modo fare la differenza e diventare esempio italico anche a livello globale, come abbiamo testimoniato spesso in tanti altri paesi, in tempi anche non troppo lontani, significa solo essere in malafede o, peggio ancora, significa essere un giornalista RAI.

Ne deriva che un altro annoso problema dei politici italiani è senz’altro il fatto che morto uno poi ne fanno un altro. Che subito si attovaglia e comincia a mangiare da par suo. E noi paghiamo prima e, diversamente da quegli antichi sardi, ci stracciamo le vesti in piazza causa la disperazione del lutto poi. Per la serie, cornuti e auto-mazziati: sic!

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