Advertisements
PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Di economia e terrorismo

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

poco-socialdi Michele Marsonet. Bene ha fatto Giovanni Belardelli a sottolineare, in un recente articolo sul “Corriere della Sera”, che una lettura solo economica del terrorismo è errata. Lo spunto è fornito dalle prime reazioni italiane alla strage di Dacca. Secondo parecchi quotidiani e numerosi blog online, la suddetta strage si può spiegare in base allo sfruttamento economico della manodopera locale – notoriamente a bassissimo costo – da parte di spregiudicati imprenditori occidentali.


E, inutile dirlo, tra questi ultimi vanno compresi anche alcuni connazionali massacrati nella capitale del Bangladesh. Poi si è appurato che i membri del commando provenivano da famiglie affluenti, e che avevano studiato nelle migliori scuole di quel Paese. I conti insomma non tornano. E, vien da dire, già non tornavano ai tempi di Osama bin Laden, anch’egli proveniente da una famiglia ricchissima.

Siamo, in sostanza, ancora prigionieri della tipica interpretazione marxista della Storia, secondo la quale sono i fatti relativi alla struttura economica a spiegare pressoché tutto, gli altri essendo relegati nella cosiddetta “sovrastruttura” che include ogni altra sfera dell’agire umano, cultura, ideologia e religione incluse.

Purtroppo tale interpretazione, per quanto feconda e ricca di risultati quando non diventa totalizzante, si rivela semplicistica se è per l’appunto utilizzata quale chiave universale in grado di aprire ogni porta. Non esiste, nella Storia, l’equivalente di un cambio automatico che ci consenta di procedere senza sforzo verso la meta, in questo caso la spiegazione degli avvenimenti – tragici o meno – che accompagnano la nostra vita quotidiana.

L’aveva compreso molto bene il sottovalutato Samuel Huntington che, nel suo celebre volume “Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale”, tracciò uno scenario in cui i conflitti venivano spiegati in base a fattori culturali e religiosi più che economici, riferendosi soprattutto al futuro prossimo. E contrapponendosi in tal modo alle ottimistiche tesi di Francis Fukuyama, il quale invece prevedeva il totale trionfo della liberaldemocrazia occidentale fondando la propria analisi su basi tratte dalla filosofia hegeliana.

Grazie all’impetuoso processo di secolarizzazione, in Occidente i più sono abituati a pensare che la religione sia – come nota Belardelli – “il regno dell’illusione e della mera apparenza”. Il fatto è che, in altre parti del mondo, si è invece diffusa la convinzione opposta. Illusione e apparenza sono i segni distintivi dell’economia e del capitalismo, e a ciò si abbina la ricerca spasmodica di una identità perduta e il tentativo di ricostruire – anche ricorrendo al terrorismo – una comunità originaria presente in testi considerati sacri, e oggi perduta.

Il ragionamento, tuttavia, non è confinato in ambito islamico. Quando qualcuno si azzarda a sostenere che l’attuale espansionismo cinese trova la sua motivazione principale nella tipica volontà di potenza di una nazione a lungo dominata da Paesi stranieri, spunta subito qualcuno che s’incarica di riportare il discorso ai classici canoni marxiani.

La Cina vuole estendere il suo controllo agli innumerevoli isolotti del Mar Cinese Meridionale perché là vi sono enormi giacimenti di petrolio e gas naturale, senza contare che quelle rotte consentono di controllare una parte assai cospicua del traffico marittimo mondiale.

C’è del vero in tutto questo. Ma, come si notava all’inizio, simili spiegazioni sono unilaterali e trascurano altri fattori altrettanto importanti ai fini di una corretta comprensione di quanto accade intorno a noi. Adottare un solo punto di vista non è mai utile, soprattutto quando si ha a che fare con una realtà terribilmente complessa come quella al cui interno si dipanano le nostre vite.

Advertisements