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Apologia di Francesco. Un modello di azione anche politica. E sull’incontro di domani a Berlino del direttorio Merkel – Hollande sui migranti.

Francesco segue messa, dalla Rete

Francesco segue messa

di Rina Brundu. Le ultime notizie di ieri lo davano intento a seguir messa mattiniera come un altro fedele qualunque e a mettersi in coda per l’eucarestia dopo avere celebrato messa lui stesso. Lo descrivono insomma intento a far ciò che sa fare meglio: confondersi tra la gente, ultimo tra gli ultimi e a fornire un esempio plastico di cosa sia l’interazione, l’azione e un efficace modello del fare che dovrebbe dar da pensare soprattutto alla nostra classe dirigente.

Così, mentre i vescovi italiani, chi più chi meno, sono tutti compresi in ciò che hanno sempre fatto meglio, ovvero lectiones magistrales, cogitazioni pseudo-filosofiche e sostanziali interferenze dentro le dinamiche politiche del paese, Francesco, il capo della Chiesa Cattolica, riesce ancora ad insegnare. E a dare occasione per riflettere. Ai suoi fedeli, senz’altro, ma anche a chi (e siamo in tanti), non sponsorizza le dinamiche religiose, le ritiene fortemente diseducative e ritiene che il mondo sarebbe un mondo migliore senza queste convenzioni di tipo pseudo-metafisico che sono state responsabili, nel corso della nostra Storia, dei crimini più efferati. Di tutti i crimini più ignobili che sono stati commessi in nome di dei improbabili e di paradisi altrettanto irraggiungibili.

Insomma, Francesco riesce a ridare dignità alla dottrina in cui crede, riesce a renderla apprezzabile all’esterno, a distillarne gli insegnamenti di tipo etico e umano che pur contiene e che in quanto tali sono validi per ogni essere, per ogni individuo, credente o ateo, cristiano o musulmano, filosofo o intellettualmente apatico che sia. Riesce finanche ad imporla con una rinnovata autorità. Di fatto, è proprio procedendo in questo modo che Francesco è diventato in breve, brevissimo tempo, qualcosa di più del capo della Chiesa di Roma, è diventato un leader vero a livello globale. È diventato un modello di azione anche politica che potrà fare una differenza importante nel destino del mondo che verrà, nonché quando si tratterà di ridefinire i modelli dirigenziali che dovranno guidarci nel nuovo millennio e di sostituire gli obsoleti schemi opportunistici e fallimentari che propongono il loro canto del cigno in questi anni.

Come a dire che avere il coraggio delle proprie idee, delle proprie azioni, avere il coraggio di sporcarsi le mani, nonché il coraggio dell’impopolarità alla fine paga e porta molto lontano. Non ho dubbi nel concludere che se fosse il modello di leadership applicato da Francesco a governarci, forse domani anche noi avremmo fatto parte del direttorio franco-tedesco che si incontrerà a Berlino per decidere pure del destino dei migranti che arrivano sulle nostre coste. Cioè, forse anche noi, come la Chiesa dei poveri di questo grande papa moderno, saremmo stati padroni del nostro destino.

1 Comment on Apologia di Francesco. Un modello di azione anche politica. E sull’incontro di domani a Berlino del direttorio Merkel – Hollande sui migranti.

  1. claudio // 24 August 2015 at 14:30 //

    questo papa dovrebbe essere rispedito in argentina a fare danni a casa sua. un chiaro errore dello spitito santo. e tutti i fedeli rimbambiti e osannanti si astengano dal votare e si limitino a fare una bella indigestione di ostie!

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