PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10

Quanto dura un fatto di cronaca? OGNI PERSONA HA CINQUE LIBERTÀ

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Isola_di_Utopia_Morodi Pietro Bondanini.  (continua dalla seconda parte) Per avviare il procedimento, a mio parere, occorre uno sfondo sul quale far apparire il risultato: è un insieme paragonabile ai colori che il pittore sparge sulla tela prima di dare corpo al soggetto che ha in mente.
Lo sfondo va cercato nella memoria di una passata esperienza, o diretta o riferita da qualche conoscente, oppure in un libro, in un oggetto, in un documento che possa contribuire a riordinare gli avvenimenti in modo da dare maggior luce al nostro presente.
La ricerca va ovviamente fatta su una base di conoscenza preesistente ed aggiornata costituita, "a mio parere" da queste quattro prescrizioni:

  1. Superare le ideologie ed ogni disegno utopistico, religioso o laico, che riduca la persona ad essere suddita di un potere, ovvero di qualsiasi organismo istituzionale o associativo che vincoli l’appartenente in modo irreversibile a scelte contrastante con le libertà (non i diritti) fondamentali della persona.
  2. Tener presenti i fattori di resistenza al cambiamento che si riscontrano ancora per il sopravvivere di movimenti ispirati alle anzidette ideologie.
  3. Osservare l’evoluzione dei rapporti interreligiosi e culturali che assumono un’importanza rilevante specie per la ricomparsa di atteggiamenti sospinti da una visione catastrofica del mondo futuro.
  4. Seguire le politiche emergenti che portano i popoli verso la pace e libertà valorizzando le loro tradizioni storiche, etniche e linguistiche in un quadro evolutivo della Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo tendente ad una concezione esistenziale meno utilitaristica e più spirituale.

Al riguardo, ho da rilevare che, dagli eventi di questi ultimi tempi, rilevo che gli “Agenti del cambiamento”, faticano ad introdurre provvedimenti con un modello coerente con i quattro principi anzidetti.

Infatti, costoro sono costretti a muoversi in contrasto a sollecitazioni di poteri che mascherano i disegni attraverso una sconclusionata dialettica prodotta da dottrine politiche e sociali orientate indurre i singoli ad esprimere il consenso come beneficiari di provvedimenti che piacciono a pochi e non soddisfano molti. Molti che, abbagliati da vane promesse restano delusi di aver creduto e di aver così mal riposto le proprie speranze.

Ancora oggi, la politica, la scuola, la stampa, la televisione, i media per non dire anche i poteri costituiti, cercano l’approvazione e la diffusione di tutto ciò che viene proposto ed inventato indipendentemente da ciò che realmente serve: si è creato un ipermercato di idee e cose attorno al paradigma di una società che fa sua l’etica del successo nel vendere al meglio se stessi e ciò che si fa e dove il consumismo diventa merce da diffondere per alimentare un circolo continuo ed auto rigenerante.

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E’ questo l’insegnamento dei Grandi, tra i quali i più vicini a noi, Gandhi, Madre Teresa di Calcutta, Papa Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e, infine non ultimo di Francesco?

Altri innumerevoli personaggi, chi più noto e chi meno, segnano la strada giusta, ma compaiono raramente perché le loro tracce si manifestano in modo silente e si perdono nelle ineluttabili complicazioni che segnano il cammino della storia del nostro tempo: ma esistono, si fanno strada coi fatti e non con le parole; al manifestarsi di ogni opportunità, cercano la condivisione di progetti costruiti attorno alla solidarietà e all’amore degli uni verso gli altri.

Ora, ispiratore e più efficace sostenitore di questi progetti ha iniziato Benedetto XVI: Deus Caritas est costituisce un forte invito a proseguire ed un richiamo a molti altri di collaborare!

Come laico, dico con mie parole ciò che credo di capire dalla lettura di questo importante documento sulla dottrina sociale della Chiesa:

Secondo proprie aspirazioni e con progetti condivisi, essere liberi di partecipare al conseguimento di obiettivi di benessere sociale diffuso, col sussidio dei sentimenti di solidarietà e di amore che tengono legati indissolubilmente tutti gli esseri umani.

Oggi la scienza e la tecnologia sono sufficientemente avanzate per farci comprendere che le risorse della natura sono in misura sufficiente per liberare l’umanità dal bisogno. La coscienza di questa realtà stimola molte associazioni umanitarie nelle quali operano persone che trovano la propria identità esistenziale offrendo loro stesse per compiere opere benefiche col supporto di una solidarietà condivisa da tutti.

Peraltro, l’insistere sulle passate costruzioni ideologiche, lasciano libero il campo allo sviluppo di queste tendenze in modo lento e faticoso. Ritengo anche che, nel contorno politico-economico, il più intenso fattore di resistenza al cambiamento sia costituito dalle azioni di chi mantiene in atto la consuetudine di fondarle su teorie pseudoscientifiche che riducono l’uomo a privarsi della propria spiritualità nel restringersi tra le pareti ristrette dell’immanente.

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Stando in tema, e per sottolineare il contrasto insuperabile esistente tra una forma di pensiero emergente e le anzidette ideologie, rappresento ciò che accade nel rilevare che i governanti continuano a collezionare inequivocabili fallimenti perché pretendono di usare mezzi che avrebbero potuto essere efficaci solo se in passato avessero avuto un qualche successo.

Infatti gli aspetti politici da affrontare si presentano complessi ed in ambiti così eterogenei che richiedono un trattamento del tutto nuovo con cambiamenti radicali nel modo di affrontarli.

L’errore fondamentale nasce nel voler semplificare i problemi, sezionandoli in parti per trattarle indipendentemente le une dalle altre. Un altro errore consiste nel ritenere prioritario ciò che costa meno e, in tal modo al posto di un appalto per una grande opera, si fanno dieci appalti per dieci piccole opere che restano incompiute.

C’è infine l’illusione di credere che chi grida di più nel proclamare un diritto sia il più verace, e, con quest’ultima fattispecie, chiudo l’elenco perché, se da un fenomeno complesso si ricavano singoli elementi che sembrano veri, nel considerarli isolati, significa che, ricomposti, la complessità dà luogo ad una complessità ingovernabile.

Sotto il profilo sociale, la novità è un Evento che dura vari secoli. Si tratta di percepire, con sempre maggior chiarezza, la misura entro la quale si è liberi dal bisogno e, per questo è auspicata la richiesta di rinnovare la società secondo un modello valido per Tutti, perché Tutti sono detentori di cinque Libertà immutabili ed inderogabili:

  1. Tutti hanno coscienza che l’uomo è re nella natura e la natura è asservita all’uomo per i propri bisogni.
  2. Tutti possono comportarsi liberamente in modo da non portare nocumento ad alcuno.
  3. Tutti agiscono in modo trasparente e nel rispetto di sé stessi e del prossimo.
  4. Tutti possono scegliere l’occupazione più gradita alla propria indole volta ad operare sui quattro fattori primari di produzione economica (terra, capitale, impresa, lavoro) associandoli ad un super-fattore che potrebbe essere personificato nello “Artefice di propagazione economico-sociale”.
  5. Tutti possono associarsi per la tutela della propria personalità.

Di tal genere può essere il paradigma dell’evo nuovo che oggi sentiamo nascere. Non utopia perché le cinque libertà sopra accennate non sono imposte e perché chi è libero non necessita di vincoli per ottenere ciò che desidera. Lo stato moderno deve ora assimilare la democrazia in modo da affrancarsi dalle lobby portatrici di interessi particolari: ciò al fine di rendere possibile, attraverso apposite forme associative rette da organismi di propagazione economica e sociale, il coinvolgimento degli interessi in conflitto verso una crescita armonica.

Le prime comunità cristiane, possono essere il modello per questa nuova società rinnovata. Ma attenzione! Non voglio essere frainteso: non si tratta di un ritorno al passato. Si tratta di formare un progetto su basi sperimentali e di conoscenza più approfondite rispetto ai mezzi già disponibili dai tempi remoti.

Si tratta anche di ascrivere questa nuova realtà tra i gli Eventi della Storia, legittimando i cinque Poteri della Persona già operanti nel avverare un Regime di consapevolezza attorno ad un Progetto di vita coinvolgente l’umanità intera.

Gli Organismi di propagazione economica e sociale esistono già: si riconoscono perché creano ricchezza per tutti dal nulla e nulla costano alla comunità.

A tal fine occorre Pensare, Fare e buttar via la dialettica!

Featured image, illustrazione del 1516 per la prima edizione di “Utopia” di Tommaso Moro