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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Fenomenologia del renzismo: quinta parte. La sceneggiata europea e i miti moderni, da quando c’era Berlinguer alle “ragioni” di Civati.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Tempi duri per i Cavalieri! L’impressione, dopo il tour europeo di Matteo Renzi, è che si sia mandato alla guerra “el ingenioso hidalgo” Don Chisciotte de la Mancha ma che la Merkel ci abbia restituito indietro il solo scudiero Sancho: sortilegio teutonico o malia italica?  Che poi dicono che la “grande sceneggiata” è morta. Crepa di invidia Mario Merola ma il birbante parte-nopeo-parte-fiorentino Matteo Renzi, con le sue sentite-trame innegabilmente italiche – oltre a ricevere un buffetto intenerito dalla teutonica Cancelliera – è riuscito a “coinvolgere” anche il presidente della Commissione UE Barroso e il presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy. In Europa non ridevano così dai tempi di Berlusconi; del resto un momento di svago non lo possiamo negare a nessuno, neppure ai burocrati blustellati….

Articolo inserito in “Diario dai giorni del golpe bianco” (Ipazia Books 2017). Continua la lettura, clicca qui (o sulla sottostante coperta) per il link alla pagina Amazon dove potrai visionare sia la versione e-book che la versione cartacea del testo.

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1 Comment on Fenomenologia del renzismo: quinta parte. La sceneggiata europea e i miti moderni, da quando c’era Berlinguer alle “ragioni” di Civati.

  1. certo che aveva ragione Civati. Come sempre

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