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Io non sono il corpo io sono la mente: ritratto di Rita Levi Montalcini (1909-2012) in dieci aforismi.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Rita_Levi_Montalcini_alla_Nunziatella_(1990)Oggi ci ha lasciato una grande donna italiana. Una donna bellissima. Una di quelle rare donne, e rari esseri, che  a dispetto della lunga lista di riconoscimenti, premi e lauree, riescono a farsi conoscere al meglio anche nelle poche parole utilizzate. Nei dieci aforismi riportati in calce, il Premio Nobel per la Medicina nel 1986, racconta, infatti, in maniera completa e concisa la sua straordinaria visione dell’Essere, dell’essere-al-mondo, dell’essere-donna, dell’essere-donna-capace-ed-impegnata, dell’essere valido-scienziato, dell’essere spirito-che-si-interroga e interpreta la vita non come una forma di lotta, un compito da assolvere, quanto piuttosto come un servizio da rendere. Agli altri. Aggiungere di più sarebbe inutile. Finanche indelicato.

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A cento anni ho perso un po’ la vista, molto l’udito. Alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene. Ma penso più adesso di quando avevo vent’anni. Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente.

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A vent’anni volevo andare in Africa per curare la lebbra. Ci sono andata da vecchia, ma per curare l’analfabetismo, che è molto più grave della lebbra.

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A me nella vita è riuscito tutto facile. Le difficoltà me le sono scrollate di dosso, come acqua sulle ali di un’anatra.

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Dico ai giovani: non pensate a voi stessi, pensate agli altri. Pensate al futuro che vi aspetta, pensate a quello che potete fare, e non temete niente. Non temete le difficoltà : io ne ho passate molte, e le ho attraversate senza paura, con totale indifferenza alla mia persona.

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Geneticamente uomo e donna sono identici. Non lo sono dal punto di vista epigenetico, di formazione cioè, perché lo sviluppo della donna è stato volontariamente bloccato.

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Purtroppo buona parte del nostro comportamento è ancora guidata dal cervello arcaico. Tutte le grandi tragedie, la Shoah, le guerre, il nazismo, il razzismo – sono dovute alla prevalenza della componente emotiva su quella cognitiva. E il cervello arcaico è così abile da indurci a pensare che tutto questo sia controllato dal nostro pensiero, quando non è così.

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 Ognuno può essere della religione che vuole: cristiana, musulmana… io sono della religione laica.

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Non esistono le razze, il cervello degli uomini è lo stesso. Esistono i razzisti. Bisogna vincerli con le armi della sapienza.

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Le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente. Hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale. Le donne sono la colonna vertebrale delle società.

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Nella ricerca scientifica né il grado di intelligenza né la capacità di eseguire e portare a termine il compito intrapreso sono fattori essenziali per la riuscita e per la soddisfazione personale. Nell’uno e nell’altro contano maggiormente la totale dedizione e il chiudere gli occhi davanti alle difficoltà.

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A cura di Rina Brundu, 30 dicembre 2012, in Dublino.

Featured image Rita Levi Montalcini durante una lectio magistralis alla Scuola militare Nunziatella (1990). Fonte Wikipedia.

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2 Comments on Io non sono il corpo io sono la mente: ritratto di Rita Levi Montalcini (1909-2012) in dieci aforismi.

  1. Sono un frate cappuccino e psicologo. Rita, quando ho avuto il rpivilegio di conoscerla, è stata sempre apprezzata e stimata da me per l’amore alla ricerca, per la passione per il lavoro e la sua etica imperniata sulla responsabilità e sul ispetto degli altri. E’ UNA DONNA CHE ONORA LE DONNE E LE INVITA AD ESSERE SE STESSE SPECIE NELLE DIFFICOLTA’.

  2. Grazie per la Sua bellissima testimonianza diretta della signora Montalcini. Senz’altro un esempio da imitare per tutte le donne. E non solo!

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