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Gioco di forza

Sullo scontro FLI-Berlusconi

di Rina Brundu. Considerazioni politiche a parte, questo gioco di forza imposto da Fini a Berlusconi è straordinario. Di sicuro, fa la felicità di un qualsiasi valido analista politico e senz’altro avrebbe fatto la gioia del miglior Machiavelli. Che di gioco di forza si trattasse lo avevamo già detto in tempi non sospetti, ma mai i finiani erano venuti allo scoperto come hanno fatto quest’oggi, se fosse vera la notizia pubblicata sui maggiori quotidiani di un Bocchino che conferma la disponibilità ad appoggiare un Berlusconi-bis a patto che il Cavaliere si dimetta.

Paradossalmente, da un punto di vista meramente strategico, io ritengo che questa opzione sia pure l’unica via d’uscita dall’empasse per FLI. In altre parole, Fini e i suoi, per considerarsi veri vincitori nella guerra da loro stessi dichiarata, debbono ottenere due risultati: da un lato la sicura caduta del governo-Berlusconi, dall’altro devono adoperarsi per ricostituirlo al più presto quello stesso governo, onde sgombrare il campo, presso l’elettorato di destra, dal dubbio che questa baruffa-chiozzotta interna al PDL sia stata innescata per mera brama-di-potere-personale. E, soprattutto, per dare a quello stesso elettorato certezza che l’intero affaire non porti al ribaltamento della volontà popolare, consegnando il governo della nazione ad altra forza, qualsiasi essa sia, non legittimata da una vittoria sul campo.

Come già scritto, a mio avviso, da un punto di vista strategico per FLI non ci sono via d’uscita, perché qualsiasi altra strada imboccata porterebbe ad una perdita di credibilità politica. Non sono d’accordo neppure con i molti analisti che sostengono che il futuro prossimo sia incerto, ovvero che politicamente parlando non sappiamo cosa ci riserverà il domani. Secondo me, infatti, ogni valido politologo avrebbe almeno il dovere di provare una qualche speculazione, proprio come avrebbe certamente fatto il grande pensatore fiorentino citato nell’incipit. A facilitare questo compito c’è il conforto che le linee guida delle strategie politiche sono in verità sempre le stesse. E di solito sono semplici. Nonché logiche.

Si potrebbe ipotizzare, per esempio, che, ferme restando le condizioni-operative e ideali di cui sopra, un eventuale Berlusconi-bis, con FLI che lo sostiene come forza indipendente, debba sicuramente reggersi su un contratto-brand-new ma, in ogni caso, assolutamente fiduciario. E ancora che, la fiducia, da che mondo è mondo, è difficile da crearsi finanche tra gruppi di pari-dignità-e-grado, figuriamoci quando si tratta di costruirla mettendo insieme vincitori e vinti! Ne deriva che per poter pensare ad una rinnovata coalizione di destra, capace di portare a buon fine la legislatura, occorre limitare i danni collaterali per tutte le parti in causa.

Come farlo? Penso, accontentando le richieste di ogni fazione. Per la precisione Berlusconi dovrebbe vedere rispettata la sua volontà di non-dimettersi, mentre FLI dovrebbe trovare il coraggio di andare fino in fondo e di sfiduciare il Premier il 14 di Dicembre. A questo punto la fenice, mercé l’indefesso lavorio delle colombe, potrebbe davvero rinascere dalle sue ceneri. Metafore ornitologiche considerate, non mi pare che ci siano altre soluzioni. Di sicuro, le elezioni a breve non sarebbero una determinazione positiva in questo momento. Chi le auspica non ha ben chiara l’idea di cosa sia la crisi-economica-di-questi-tempi. Perché qui non si sta parlando della classica congiuntura sfavorevole a cui ci siamo più o meno abituati nelle ultime decadi.

Dal crash della banca commerciale americana Lehman Brothers in poi, questa perniciosa recessione è stata soprattutto una specie di apolicasse, un momento di redde-rationem che ha castigato da par suo la follia del mondo. Non solo dei PIGS, ma anche di coloro che si sono sempre considerati virtuosi-tra-i-virtuosi. L’instabilità-Esecutiva è senz’altro l’ultima disgrazia che potrebbe capitare ad una qualsiasi nazione.  Ma, lo ripeto, guardando allo status-quo italico da un punto di vista meramente tecnico-analitico: una gioia per le meditazioni del miglior Machiavelli. Peccato che non sia più tra noi!

4 Comments on Gioco di forza

  1. Navigando fra le onde del web mi sono piacevolmente incagliato in questo bel blog.

    Complimenti per quel che scrivi e quel che pensi.

    Mi presento sono Josè Pascal (figlio del fù Mattia Pascal e Ederì Buendìa discendente del grande colonnello Aureliano Buendía).

    Volevo invitarti a visitare il mio blog ed eventualmente collaborare.

    Se ogni giorno vorrai una lettera mi invierai a inparolesemplici@gmail.com

    buona serata e a presto spero

  2. Ciao José francamente non sapevo se scherzavi o eri serio…. poi però ho appunto visto il tuo sito e anche io mi congratulo. Grazie per essere passato di qui. Mi sarebbe piaciuto sapere però perché il post ti è piaciuto. I complimenti non devono essere a-gratis:) Ciao RB

  3. Era un modo per invitarti a visitare il blog 😉

    su quell’articolo e sulla politica ballerina italiana è praticamente impossibile dire qualcosa. è un mondo a parte che esula dalle nostre possibilità 😉

    Comnque sei invitato insieme ai tuoi lettori a scrivere di questioni “più soft” nel mio blog 😉

  4. Ah… per il mio ego analitico! Comunque hai ragione José e certo ho visitato il blog con molto piacere. E ti sono grata. Si impara sempre in Internet… e io ho tanto da imparare.

    ps complimenti per il senso dell’umorismo! Ciao

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  1. Gioco di forza

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