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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

On leadership: siamo uomini o caporali?

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

All’epoca vi erano i miglioristi di Napolitano, banditi allora ed oggi, anche se Renzi ha ucciso proprio Napolitano, il suo creatore. E costui, nonostante i colpi, proprio come un Golem, non muore mai. (Roberto Renzetti)

Rina Brundu

Considerazioni e riflessioni.

Non è assolutamente vero che un leader riesca ad “ispirare” tutti. Per quanto trascinatore di folle, ci saranno sempre degli individui, o gruppi di individui, che resteranno immuni al suo carisma e alla sua “affabilità”. Naturalmente, quando parlo di “individui, o gruppi di individui”, non sto parlando di “oppositori” alla sua linea (politica, affaristica, etica), quanto piuttosto di cellule interne alla sua sfera d’influenza e al suo raggio d’azione. In altre parole, sto parlando di quell’opposizione-silenziosa che, senza eccezione, si forma dentro microcosmi governati da una presenza indiscutibilmente dominante.

In epoche neppure troppo lontane dalla nostra, il destino dei nuclei-irrequieti era fondamentalmente segnato. Di fatto, il leader di turno doveva semplicemente attendere un tempo propizio prima di procedere ad una “salutare” epurazione.  Mentre il riuscire ad annichilire i diversi centri-di-dissenso, a schiacciarli, finanche a sopprimerli, diventava la conditio-sine-qua-non per assicurare la sopravvivenza dello status quo, o per propiziare il consolidamento del progetto politico, civile, amministrativo in-progress. Non avrebbe potuto essere altrimenti! Sicuramente, non dentro le oliate dinamiche dei regimi, più o meno illuminati, che hanno fatto da palcoscenico ai grandi avvenimenti della nostra Storia.

Molto più problematica può diventare invece una negoziazione con simili “frange-in-disaccordo”, dentro un universo democratico moderno. Il va sans dire, per esempio, che una politica liberale di-questi-tempi, chiami un’etica gestionale in grado di supportare la qualità della sua linea d’azione. Tuttavia, è pure difficile credere che le “oliate dinamiche” di cui sopra, particolarmente quando legate ad una leadership “importante” (ovvero, quando riguardano il governo di una nazione, il management di una grande società di business e via così) possano mutare per appagare la vanagloria della moda politically-correct in auge nel dato momento.

Non è possibile! Mentre un pensarla altrimenti, potrebbe diventare gioco molto pericoloso. Queste dinamiche si reggono, infatti, su precisi meccanismi interattivi (et non) che da soli ne hanno sempre giustificato l’esistenza e garantito la sopravvivenza nei secoli. Meglio ancora, si potrebbe forse dire che simili “situazioni” sono figlie di archetipi comportamentali che dicono davvero tutto di noi. Dicono chi siamo, cosa facciamo, come ci relazioniamo. Soprattutto, dicono a cosa guardiamo. Definiscono, in maniera straordinaria, il nostro personale orizzonte d’attesa. Quello vero. Quello importante. Specificando, insomma, anche il ruolo che, in virtù del raggiungimento del target che abbiamo in mente, ci proponiamo di giocare.

Detto altrimenti, tali peculiari-dinamiche chiariscono in maniera inequivocabile il nostro essere prime-donne o comparse. O l’uno o l’altro, perché a dati livelli non ci sono vie di mezzo! Ma se il ruolo di una prima-donna nasce dannato alla radice (come già detto si trattava e – ahimè, si tratta ancora – solo di una questione-di-tempo prima che si arrivi ad una sua “salutare” epurazione), molto più importante resta, secondo me, la partita portata sul tavolo dalle “comparse”.

Non ho dubbi nel ritenere che sia stata sempre la “comparsa”, o più particolarmente l’evoluzione della sua figura, a garantire la stabilità di un qualsiasi principato, e dunque la leadership del principe che lo abitava. E, dato che nella vita tutto-si-paga (questa è una legge ferrea-e-immutabile a cui non sono mai riusciti a sfuggire neppure i leader di ogni tempo e di ogni luogo), ecco allora i libri di Storia riempirsi delle “eroiche gesta” di molti emeriti sconosciuti. Ovvero, di uomini-come-tanti improvvisamente assurti al ruolo di potentissimi e temibilissimi vassalli, valvassini, valvassori, grazie, soprattutto, alla comune e non-trascurabile afflizione procurata dalla pericolosissima Sindrome di Richelieu.

Sempre in virtù delle necessità importanti dei nostri moderni universi democratici, ci fa un poco-strano scomodare termini quali “vassallo”, “valvassino”, “valvassore”. Fortunatamente, la verità recita che le notti insonni dagli illuminati leader di oggidì sono per-lo-più procurate dagli “uomini” (altrimenti detti “lo staff”) di cui si circondano. Nonché dai loro caporali.

Distinguere tra “l’uomo” ed il “caporale” non è così semplice come si potrebbe pensare. Di fatto, leggenda vuole l’uomo (ideale) sinceramente animato da intenzioni lodevoli e notevoli, nonché dotato di altrettante rare virtù. Ne deriva che l’uomo-leader non potrà che rivelarsi exempla da cui imparare, l’uomo-comparsa non potrà che risplendere di-sua-saggezza, l’uomo-politico non potrà che “pretendere” gli interessi del popolo che serve, l’uomo-d’intelletto non potrà che servire-verità, mentre l’uomo-di-strada, destinatario ultimo di tanta “onorabilità”, dovrebbe avere ben poco di cui lamentare.

Temo però che lo status-quo sia leggermente diverso. Lo temo, soprattutto, in virtù dell’idea che l’uomo-accorto (che tiene-famiglia, un mutuo subprime da ripagare, nonché una memoria da elefante quando si tratta di ricordare il destino di ogni prima-donna-de-noiartri che si rispetti) sia suo-malgrado portato ad “aggiustare la mira”. E a trasformarsi di conseguenza. Magari, proprio in un caporale! Detto così, terra-terra, il caporale sembrerebbe perciò… solamente un altro uomo-qualunque determinato a non soccombere davanti ad un futuro altrimenti segnato.

Siamo uomini o caporali dunque? Difficile dire. Di certo vi è che in genere la nostra esistenza – così come quella dei leader-di-qualunque-specie – è nelle mani dei caporali. E che, a volte – a livello di gerarchia-di-gregge, e particolarmente negli italici lidi – quei caporali possiamo essere pure noi. Magari, senza rendercene conto. Magari, facendo finta di ignorare-verità.

Tuttavia, assodato che il leader (in teoria, solo un leader spirituale potrebbe vivere liberato da tali viziose dinamiche!), e dunque la nazione, la società d’affari, la parrocchia su cui egli/ella esercita la sua leadership è davvero nelle mani dei caporali, sarebbe sciocco comportarsi come se così non fosse. Senza dimenticere che, benché nobile, la speranza che s’inneschi un reverse-process capace di riportare il caporale ad un più congeniale status-originario di “uomo”, è senz’altro meno utile da coltivare (nell’immediato, almeno), della speranza che esista comunque una qualche etica-governante il diverso-universo e a cui ci si possa raccomandare.

Se il fattore dovesse cadere malato, infatti, l’esperienza insegna che spunta sempre un qualche spirito-generoso-abbastanza, nonché disposto – pur di vedere garantita la felicità in fattoria – a condurre il carro di cucuzze fino alla fiera di paese. Ma, nella terribile eventualità, che la cancrena (altrimenti detta, “il malaffare”) dovesse cogliere finanche una sola cucuzza, sarebbe un attimo prima che il contagio mandi in rovina tutto il cucuzzaro. Per la fattoria, inutile dirlo, cavoli amari!

Rina Brundu

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Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Lo disse… Diogene il Cinico

(ad Alessandro che gli chiedeva cosa potesse fare per lui) “Sì, stai un po’ fuori dal mio sole”

Lo disse… Joseph Pulitzer

Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce.

Ipazia Books 2017

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