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Una vita per la ricerca e la cultura. Tullio Gregory, un omaggio

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

TULLIO

dal sito della Treccani.

Tullio Gregory, filosofo e storico della filosofia, è scomparso a Roma sabato 2 marzo, all’età di novanta anni. La sua è stata una vita dedicata alla ricerca e alla cultura, densa di riconoscimenti accademici, arricchita dall’impegno nella divulgazione e da una notorietà ampia, dovuta al manuale scolastico di storia della filosofia da lui realizzato con Francesco Adorno e Valerio Verra e all’impegno ai vertici della Rai nella breve stagione ‘dei professori’ (1993-1994).

Tullio Gregory si era laureato in filosofia nel 1950, con una ricerca sul rapporto fra eredità platonica e speculazione sulla natura nella scuola medioevale di Chartres. Da questo suo interesse nacque la sua prima opera Anima mundi (1955), che lo inserì a pieno titolo nel ristretto nucleo degli specialisti del platonismo medioevale, argomento a cui dedicò anche l’opera intitolata appunto Platonismo medievale (1958). Dagli anni Sessanta in poi i suoi interessi si allargarono, con una particolare attenzione alla cultura libertina e alle rivoluzioni del pensiero che sono al fondamento della modernità, a cui consacrò opere come Teophrastus redivivus (1979) ed Etica e religione nella critica libertina (1986).

La sua carriera accademica fu precoce e densa di impegni. La sua prima cattedra universitaria fu nel 1961, Storia della filosofia medievale presso l’Università di Roma; nel 1967 Gregory, pur rimanendo nella stessa facoltà, passò alla cattedra di Storia della filosofia. In seguito, insegnò anche a Parigi, alla Sorbona (1986-87).

Nel 1951 era entrato nell’Istituto della Enciclopedia Italiana, con cui sviluppò una collaborazione appassionata, duratura e fruttuosa, seguendo e dando il suo contributo nel corso degli anni a numerosissimi progetti: al Dizionario enciclopedico italiano, al Lessico universale, alle numerose Appendici della Grande enciclopedia, al Dizionario biografico, alla Dantesca, alla Virgiliana, all’Enciclopedia del Novecento, alla Storia del ventesimo secolo. Un altro impegno di grande rilievo è stato quello per l’Istituto del lessico intellettuale europeo e storia delle idee (ILIESI) che Gregory aveva fondato nel 1964 assieme a Eugenio Garin e Tullio De Mauro, nell’ambito del Consiglio nazionale delle ricerche, assumendone in seguito la direzione e mantenendola fino al 2007.

Tullio Gregory è stato attivo fin agli ultimi giorni, fedele al suo ruolo di intellettuale rigoroso ma attento anche a campi eterogenei del sapere, come la moda e la gastronomia, senza tralasciare mai la ricerca e la scrittura (Origini della terminologia filosofica moderna, 2006; Speculum naturale. Percorsi del pensiero medievale, 2007).

Il suo impegno civile lo aveva portato negli ultimi tempi ad esprimere preoccupazione per la decadenza in Italia del settore della cultura e della ricerca, accerchiate dalla logica dominante, puramente utilitaristica e incapace di guardare al presente con uno sguardo di ampie prospettive.

Lunedì 4 marzo sarà allestita la camera ardente nella sede dell’Enciclopedia Italiana Treccani a Roma.

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