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Filosofia dell’anima e Sulla natura del male – Sul processo del tribunale di Münster all’ex SS Johann Rehbogen (94 anni).

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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L’ex SS Johann Rehbogen

Johann Rehbogen ha 94 anni. Secondo il tribunale di Münster, in Germania, in gioventù sarebbe stato un agente delle SS che si sarebbe macchiato di altri inenarrabili crimini in un campo di concentramento a Est di Danzica. Rehbogen si dichiara innocente e in questi giorni il processo è stato sospeso per suoi problemi di salute, seguendo le “severe” regole della giurisprudenza teutonica. Amen.

Avendo passato buona parte di questo anno a studiare molto bene il nazionalsocialismo e le gesta di tanti criminali, ben più “grandi” di Rehbogen, il leggere di questo ennesimo processo-farsa mi rende davvero perplessa. Prima di tutto non bisogna dimenticare, infatti, dove sta avvenendo tutto questo. Di fatto sta avvenendo in quella Germania che non è stata solo la Grande Madre del Nazismo, che il nazismo lo ha votato in buona parte e poi convintamente seguito, ma è stata anche la nazione che dopo la caduta del Reich ha attivamente sostenuto, tramite l’organizzazione Odessa, i suoi criminali in fuga, li ha protetti. Non solo, in alcuni casi, come avvenne con la principessina delle SS, la pasionaria figlia del criminale dei criminali, meglio noto con il nome di Heinrich Himmler, li ha tirati su, fatti crescere e vivere nella bambagia a lungo, orgogliosi della loro origine, fieri delle “gesta” dei loro padri…. Ecc… ecc.

E mi fermo qui che è meglio, anche perché altrimenti la lista sarebbe infinita e non potrebbe non comprendere, per esempio, gli intralci che la moderna Germania mise sulla strada di Simon Wiesenthal che di “caccia ai nazisti” se ne intendeva davvero. Questo per dire, quindi, che cotanto accanimento contro Rehbogen, il novantenne Rehbogen, in terra di Germania, fa semplicemente ridere i polli. Sì, perché, se le loro coscienze fossero davvero “pulite” potrebbero pure decidere di liberarlo e tentare di mettere una qualche parola fine tra le fila di queste storie indegne. Di fatto, la capacità di liberare un colpevole-certo, proprio come è Rehbogen, proprio come colpevoli-certi sono tutti i tedeschi di quell’età, piaccia o non piaccia, è un tratto che contraddistingue le società davvero libere, le società che non temono il ritorno del nazismo, perché sanno bene di essersi ripulite “dentro”.

E davvero così? La Germania potrebbe essersi “ripulita”? Naturalmente, no. Come non bastasse dare addosso a questo vecchio fa ancora un po’ cool, un po’ come si sentono molto “cool”, quei tanti, anche in Italia, specie in Italia, pseudo-intellettuali dei miei coglioni, che di cosa sia stato il nazionalsocialismo non ne hanno la più pallida idea, ma quanto serve, quanto torna utile, utilizzano una parvenza di antifascismo, antinazismo, per dare “sostanza” al loro impegno. Una sostanza necessaria perché altrimenti quello, il loro impegno, si mostrerebbe per quello che è, un guscio vuoto, nudo, fatto di nulla.

Personalmente, non mi è neppure chiaro cosa cerchino da questo signor Rehbogen: forse vogliono sentirlo ripetere menzogne a non finire, come quando si dichiara “innocente”? Mi ripeto, certo, che è colpevole! Proprio come tutti i loro padri, i loro nonni, e le moltissime altre “prominent personalities” che in Germania non hanno mai pagato. Non hanno mai pagato mentre in vita, naturalmente. Staranno pagando adesso qualsiasi sia il fondo dell’inferno dove saranno stati buttati dopo che hanno esalato l’ultimo respiro, proprio come accadrà a Rehbogen tra non molto.

Altrimenti ci spieghino: perché Speer, il criminale Speer, ha potuto vivere i suoi ultimi decenni da uomo libero, da personalità mediatica, e il povero, malato, decrepito Rehbogen, no?

Be’, lo sappiamo, la giustizia umana non è parziale solo alla razza, al colore della pelle, alla ricchezza, ma è parziale soprattutto alla carica ricoperta: vuoi mettere la considerazione dovuta a un ex Ministro degli Armamenti rispetto a quella che si deve a un qualunque agente SS? Noblesse, oblige!

Il problema è che a volte, a “obbligarci” dovrebbe essere anche l’intelligenza, ma in quei casi, lo sappiamo bene, la questione si complica.

Rina Brundu

 

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