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QUANTUM LEAP – A proposito del neurone-coscienza

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

ESTRATTI

8.2 A proposito del neurone-coscienza

Giunti a questo punto debbo chiarire che quando parlo di risposta empirica per spiegare la totalità del senso dell’essere, dei fenomeni e degli elementi che ne formano la sua struttura complessiva, io intendo qualsiasi interpretazione che possa essere spiegata sul terreno dell’esperienza umana, in modalità fattuale, sebbene non-necessariamente come esperimento provabile o provato. In altre parole, intendo qualsiasi interpretazione che possa tentare di risolvere l’enigma del senso dell’essere senza la necessità della presenza di un elemento come una Essenza-incorporea che estenda le possibilità di esistenza e di continuazione dell’Esser-Ci oltre il suo orizzonte temporale. Ciò per ribadire che in questa prima risposta il senso dell’essere farà equazione con il senso dell’essere dell’Esser-Ci, proprio come ipotizzato da Heidegger. O meglio, un eventuale ripensamento del suo lavoro può avvenire solo in termini di completamento, non di superamento (in senso tecnico). Un ottimale completamento sarebbe dunque rappresentato proprio da uno studio che faccia da pendant al lavoro che egli intendeva portare a termine fin dall’inizio, includendo quindi il terzo capitolo della seconda sezione di Essere e tempo e tutta la terza sezione mancante che nelle intenzioni avrebbe dovuto essere dedicata alla storiografia. L’ontologia fenomenologica, arricchita contenutisticamente di nuove e più corpose osservazioni sul comportamento dell’essere che si manifesta nell’ente-EsserCi, depurata da ogni possibilità di dubbio antecedente, diventerebbe insomma il vero punto di arrivo per una ontologia fondamentale così come auspicata da Heidegger e altri suoi colleghi.

Ciò detto mi preme precisare che, anche in questo specifico contesto, il mio approccio metodologico all’analisi resterà comunque molto diverso da quello adottato dal Martin Heidegger, il quale, per meglio studiarlo, ha preferito isolare un ente-EsserCi senza memoria e senza radici. Il mio tentativo di indagine sul senso e sulla natura dell’essere, sarà invece sempre totalizzante (l’ho dimostrato con la molteplicità di enti presentati), e per ovvie ragioni multidisciplinare. Non sono esperta di discipline mediche, e in genere preferisco non avventurarmi a dirimere sulle dinamiche di questo particolare mondo, tuttavia, come tutti, comprendo il meccanismo elettrico di funzionamento del nostro cervello, l’attività sinaptica che propaga gli impulsi e i segnali tra le cellule. Tra queste ultime, i neuroni si distinguono proprio per la loro sofisticata capacità di raccolta e conduzione degli impulsi nervosi. Non troppo tempo fa abbiamo avuto notizia della individuazione di un cosiddetto “neurone coscienza”, ovvero della scoperta di una macro-cellula che avvolgerebbe il cervello e sarebbe connessa con tutte le altre cellule nervose. Christof Koch, il neuroscienziato statunitense a capo della squadra di ricercatori che ha fatto questa scoperta, avrebbe affermato che con la stessa si è provato come l’area del cervello chiamata “Claustro” sia proprio quella che coordina i segnali in entrata e in uscita dal cervello e necessari per creare la coscienza.

Continua…

La presentazione a questo lavoro la trovi qui

Heidegger, nei contesti rurali preferiti

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