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Filosofia dell’anima, metodo scientifico e lotta alla superstizione – Ancora sul metodo didattico Stern e Wu. Sul “digital divide” che interessa tanti bimbi italiani.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

farfallaIeri sera ho pubblicato un post dedicato a Edith Stern, l’ingegnere IBM la cui futura vita intellettuale è stata quasi programmata fin dal primo vagito dal padre Aaron Stern, un insegnante di lingue sopravvissuto all’Olocausto, il quale poi su questo suo “esperimento” ci scrisse un libro, The making of a genius (1971). In realtà il “Progetto Edith”, come fu chiamato a suo tempo, non era stato il primo del suo genere. Molto simile fu infatti l’esperimento didattico fatto dal padre del fisico teorico Wu Jianxiong, la cosiddetta Marie Curie cinese, il quale partì però dal presupposto che le donne avrebbero potuto raggiungere gli stessi risultati degli uomini se educate come loro.

Inutile dire che, sia nel caso di Aaron Stern, che nel caso del meraviglioso signor Wu, entrambi avevano ragione. Avevano ragione nel dire che in realtà non ci sono differenze di capacità intellettuale tra i sessi (sebbene lo status-quo in questi anni si stia paurosamente girando dalla parte delle donne, laddove nelle scuole dei paesi più industrializzati in genere le ragazze ottengono migliori risultati), avevano ragione nel sostenere che la “genialità” non è collegata a un fattore genetico (sono infiniti i cosiddetti “geni” che hanno avuto figli non solo poco geniali, ma per dati versi quasi stupidi), avevano ragione quando hanno sempre sostenuto che tutto dipende dalla educazione che i bambini ricevono fin dalla nascita!

Già! Tutto dipende dall’educazione ricevuta, e qui purtroppo casca l’asino quando guardiamo a situazioni che non è azzardato definire “patologiche”, come quelle italiane! Di fatto non ne parla nessuno perché questi argomenti sono taboo, ma ciò che sta avvenendo in Italia è gravissimo. In Italia ci sono ancora bambini che vanno alle elementari e sono costretti a recitare preghierine; ci sono ancora bambini indottrinati all’oratorio; ci sono ancora bambini che giurano su un libro criminale come quello biblico; ci sono ancora bambini che fanno penitenze in Quaresima, pellegrinaggi, che parlano di madonnine e di santini, che vengono elogiati per questi discorsi!

Naturalmente, non ci vuole un “genio” per capire che quei bambini non diventeranno mai Wu Jianxiong, o l’ingegnere da 200 brevetti tecnici Edith Stern. O meglio, qualcuno potrà diventarlo, certamente, è la legge dei grandi numeri, ma il vero problema è dato dalla possibilità che avranno mancato tutti gli altri. Tutti quelli che non hanno genitori in grado di capire il sommo danno procurato a questi intelletti fragili da date predicazioni, tutti quelli che non hanno neppure la più pallida idea di cosa sia il “digital divide”, tutti quelli che non sanno che sarà questo fattore a determinare il well-being a tutto tondo (soprattutto intellettivo ed economico) dei ragazzi nel futuro prossimo, che è quello che già lo determina nelle società più avanzate!

Ma cosa facciamo noi per lottare contro questo status-quo incancrenito? Cosa facciamo per potenziare lo studio delle materie scientifiche, l’utilizzo di un sano metodo scientifico, l’introduzione di un altrettanto sano e valido metodo filosofico nelle scuole, che aiuti i piccoli a gestire anche le altre esigenze del loro Essere (per inciso, quelle che hanno trasformato Edith Stern in una donna anche compassionevole, dolce, saggia, etc)? Nulla, noi non stiamo facendo nulla! Il problema non lo contempliamo neppure perché mettersi contro queste insane pratiche superstiziose significherebbe perdere voti nel presente!

Dunque meglio l’uovo oggi che la gallina domani! Di fatto è proprio così che muore ogni giorno il nostro futuro, e che i nostri piccoli diventano anziani in un batter d’ali di farfalla, senza neppure accorgersene!

Rina Brundu

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