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Filosofia dell’anima – Hitler e Mussolini

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

Fascist Friends

September 1937: Italian fascist dictator Benito Mussolini (1883 - 1945) and Adolf Hitler (1889 - 1945), the leader of Nazi Germany, in Munich. (Photo by Fox Photos/Getty Images)

Non conoscevo la produzione tedesca “Hitler & Mussolini - Eine brutale Freundschaft” diretta da Ullrich Kasten e Hans von Brescius nel 2007, e trasmessa stasera da Rete 4, ma confesso che mi lascia perplessa sotto diversi punti di vita, in alcuni casi negativamente in altri l’impressione è invece molto positiva. Peraltro il voto di IMDB per la stessa è un 7.0 su poco più di 45 voti, mentre per Rotten Tomatoes la produzione manco esiste. Conoscendo molto bene queste dinamiche "critiche" digitali, so che il solo fatto di essere in una lingua diversa da quella inglese la penalizza, tuttavia questa “penalizzazione” mi pare eccessiva. O quasi, per cui tenterò di spiegarmi meglio.

MV5BN2RhNzE0MTYtMTcxOC00ZWZjLThjYzgtM2Y4ZDIxYTJiZmM0XkEyXkFqcGdeQXVyNjU5NTUyNDA@._V1_Da un punto di vista contenutistico, per quanto mi riguarda il programma è stato straordinario. Di fatto io conosco molto molto bene la storia del Terzo Reich e dei suoi principali protagonisti, dubito anche che potrò scordarla mai, ma del ruolo giocato da Mussolini durante la seconda guerra mondiale non so quasi nulla. La causa di questa “ignoranza” è naturalmente da cercarsi nel fatto che tutti i miei studi, dal primo giorno dell’università in poi, sono sempre stati portati avanti da prospettiva anglosassone, con tutti i danni che un simile modo di procedere mi ha procurato (oltre i vantaggi, s’intende!).

Visto da prospettiva anglosassone il ruolo dell’Italia durante la Seconda Guerra Mondiale risulta molto diminuito, laddove Mussolini appare strategicamente importante solo quando insieme a Göring si adopera per far temporeggiare Hitler sull’invasione della Cecoslovacchia, o come scrissi in Sulla natura del male “Il primo screzio (nda: il primo screzio tra Hermann Göring e Hitler) si ebbe con lo scoppiò della questione cecoslovacca e l’annessione del territorio occupato dai Sudeti, la popolazione di etnia tedesca della Cecoslovacchia. Hitler avrebbe preferito una guerra lampo, ma Göring, tirando Mussolini dalla sua parte, lo convinse a temporeggiare. La discussione portò all’accordo di Monaco del settembre 1938, un accordo firmato da Regno Unito, Francia, Germania e Italia, ma non dai rappresentanti del territorio del cui futuro si discuteva, i quali non furono neppure invitati alla conferenza. Questa scelta attendista, nel quale Mussolini giocò un ruolo di primo piano, fu strategicamente importante dal punto di vista militare, perché diede la possibilità alla Gran Bretagna di prepararsi in maniera più accorta per la guerra, soprattutto nel caso in cui Hitler avesse deciso di invadere anche la Polonia, come di fatto avvenne[1]”.

Un altro momento in cui la figura del Duce emerge è purtroppo quando si prodigò per promulgare le infami “leggi di razziali”, peraltro applicandole anche alla maniera tipica italiota, un po’ a scazzo e andando a colpire sempre gli ultimi tra gli ultimi. Il Mussolini che ho visto stasera, non ho difficoltà a confessarlo, per me è un Mussolini inedito, finanche capace di tenere un intero discorso in tedesco, ovvero capace di fare ciò che a tutti i politicanti post-seconda guerra non sono mai riusciti a fare, imparare una lingua straniera anche fosse solo a livello base.

Confesso però che tutto il resto mi ha colpito in maniera molto “negativa”, cioè non riesco a capire come un uomo che era tutt’altro che una cima, con un esercito tutt’altro che preparato, abbia potuto tanto. Certo bisogna considerare il background storico, bisogna considerare il background culturale della nazione as-a-whole, laddove persino parlare di “nazione” nella terra dei cento campanili rurali pare una esagerazione in sé, e tuttavia si resta davvero impressionati da ciò che è successo in Italia. Dico questo perché so benissimo cosa ha portato Hitler ad emergere in quella Repubblica di Weimar dove di possibili-Hitler ce n’erano tanti, tantissimi, alcuni orientati a destra, altri a sinistra, ma non ho un’altrettanto buona conoscenza di cosa accadeva in Italia in quel periodo. Then again, malgrado questa mia “ignoranza”, la stessa non è tale da non portarmi a speculare che in Italia la situazione fosse all’opposto, proprio perché non esisteva un elemento come il “popolo italiano”, esistevano tanti popoli abitanti la penisola italica che è cosa ben diversa.

Il programma di Kasten e Hans von Brescius ha quindi avuto il merito di metterci a confronto con la nostra Storia in maniera molto diretta. Splendidi anche i tanti filmati che almeno io non avevo mai visto prima: non avevo mai visto prima le immagini di Hitler in Italia né di Mussolini a Berlino. Aggiungo, inoltre, che continua a sorprendermi questa strana liaison tra i due personaggi protagonisti di codeste deleterie “imprese”. Hitler non era un tipo facile a lasciarsi sedurre e non aveva una buona opinione degli altri leader: disprezzava i burocrati russi più degli altri, ma anche gli inglesi e gli americani. Come sappiamo la sua amiciza la concesse con il contagocce, anche a causa del suo essere un imbranato sociale… ma per Mussolini evidentemente stravedeva, senza ragione a mio modo di vedere. Insomma, un’altra delle sue follie di pittore fallito.

Se dovessi fare un appunto al “programma”, un appunto che a mio avviso spiega anche il rating relativamente basso dato dai buoni siti internazionali di critica, è il “detachment” troppo forte della voce narrante e il tono “patinato” del racconto. Ecco, detto semplicemente secondo me mancava il “pathos”, il coinvolgimento che un film del genere avrebbe dovuto ricercare con maggiore forza. In ogni caso, si è trattato di una serata di ottima programmazione in tv che ne è valsa la pena, miracoli di Ferragosto!

Rina Brundu

[1] Cfr. 4.4

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