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CITTÀ REGIONI MONTI FIUMI D’ITALIA: Origine e significato dei nomi – SPOLETO

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Uno studio di Massimo Pittau.

Cittadina dell’Umbria, nella zona di Perugia e quindi in piena area etrusca. Le prime testimonianze di insediamento risalgono almeno all’età del bronzo finale (XII-XI secolo a.C.): i reperti di maggiore interesse sono venuti alla luce alla sommità e sui pendii del colle Sant’Elia, dove molti secoli più tardi sorgerà la Rocca Albornoziana. Durante l’età del ferro Spoleto fu uno dei maggiori centri abitati, in posizione dominante sulla vallata umbra. Rimangono numerose sepolture ad inumazione con ricchi corredi databili all’VIII-VI secolo a.C. trovate soprattutto nella necropoli di Piazza d’Armi. Rimangono inoltre resti delle mura poligonali del V-IV secolo a.C., dette “mura ciclopiche, costituite da enormi massi di pietra calcarea in forma poligonale. Purtroppo non è sempre chiaro se questi ritrovamenti siano propriamente umbri oppure etruschi: ci saranno e gli uni e gli altri.

Il toponimo odierno deriva dal lat. Spoletium, Spoletum, finora di origine ignota (DTI). A mio parere esso deriva dall’appellativo lat. spelta «grano farro» “Triticum spelta L.” (sorta di frumento) (Editto di Diocleziano e Girolamo, Ez., 4.9), che, per una origine dalla Pannonia non dimostrata da Gerolamo, gli etimologisti hanno finora giudicato di matrice germanica (DELL, Etim).-

A mio giudizio invece spelta è di origine etrusca, dato che corrisponde abbastanza chiaramente al gentilizio etrusco Splatur, Splaturi(a), Splaturias, Splaturś «(di) Splatorio-a» (ThLE²), il quale è da confrontare con quello lat. Splatorius (RNG) e che io interpreto come originario cognomen = “produttore o venditore di spelta”.

A questa mia spiegazione non si oppone alcuna difficoltà fonetica, dato che nella lingua etrusca si constata una grande mobilità fra tutte le vocali come conseguenza del fatto che soprattutto quelle atone erano pronunziate indistinte /ə/ (LEGL) e neppure una difficoltà cronologica, dato che, pur essendo l’appellativo spelta documentato soltanto in epoca tarda, non è detto che il vocabolo non fosse adoperato anche molto prima.- Inoltre faccio notare che troppe volte i linguisti sono soliti definire di “origine germanica oppure celtica” vocaboli che non riescono a spiegare in altro modo. E invece spesso sono vocaboli di origine etrusca.

D’altronde altri numerosi toponimi toscani derivano da spelta: Alle Spelte, Spòltale, Colle Spoltajo, Spèrtali, Sperdale, Spertaglia, antico Spiltari, quasi tutti in Lucchesia (TVSL, TopIt).

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