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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Adesso che Paolo VI verrà fatto santo vorrei fare domanda pure io. Riflessioni.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

paolo viPer i posteri, specie nel caso in cui questo straordinario sito dovesse esistere anche fra mille anni, come spero bene che sarà, vorrei chiarire che il mignolo dell’ossario, quello elevato agli onori degli altari una domenica sì e l’altra pure, a dispetto di ciò che denuncia il carbonio 14, è molto improbabile che sia il mio dato che mi sono fatta cremare. Considerando poi che i “mignoli” che mi vengono attribuiti sono tre, in tre diverse parrocchie tutte ansiose di vedersi giustamente riconosciuta la padronanza di un mignolo “vero”, capite bene che c’è qualcosa che non torna. Io, in tutta la mia vita, ho sempre avuto solo due mignoli, uno a destra e uno a sinistra, dato che non possiamo considerare “mignoli” i “ditini” del piede.

Questo lo specifico soprattutto nell’eventualità in cui un pro-pro-pro-pro nipote del professor Renzetti, con lo scopo di insinuare dubbi sulla legittimità della mia “santità”, non stia pensando bene di scrivere un libro titolato “La grande rapina, o della tratta di “mignoli” e “ditini” per rimpinguare le casse di una società di affari creata lucrando sui contenuti di un libro criminale e criminogeno”. D’accordo, il titolo è di una certa lunghezza ma sono certa che l’editore saprà editare. Il “gist” però non cambia: ci sarà sempre qualcuno che vorrà mettere in dubbio le mie pretese di “santità”. E lo farà accampando sciocchezze inverosimili, come per esempio la farloccata che io non abbia mai fatto miracoli. Se consideriamo, per esempio, che non ho mai fatto fuori tanti dei personaggi poco raccomandabili che hanno girato intorno a questo sito, davvero non mi riesce di capire come si possano pretendere miracoli più grandi di questo!

Come si evince la vita dei santi non è mai stata facile, né quando erano in vita né dopo, quando ormai assurti nell’empireo (dotati di vestitino trendy su statua di marmo e magari ricoperti di tante spillette, collanine d’oro e altra oggettaglia preziosa che può sempre tornare utile al parroco e al cardinale di turno), potrebbero finalmente godere di un momento di meritata pace. Che poi di norma alla “pace”, al quieto vivere, i “santi” ci tengono davvero. Prendiamo a caso il futuro santo Paolo VI, il Papa della mia infanzia, quello che si faceva scarrozzare qua e là come fosse stato il primo imperatore della Cina, uno che alle statue di marmo non aveva nulla da invidiare, neppure la flemma; orbene, codesto futuro santo pur di mantenere pace, pur di salvaguardare il “quieto vivere” non denunciò mai i crimini pedofili di cui pure era al corrente sia come Papa che come semplice religioso facente parte della chiesa cattolica apostolica romana.

Pensate ai bimbi irlandesi nei loro conventi lager, pensate alle tante donne che in duemila anni di criminalissima storia della chiesa cristiana, hanno subito di tutto e di più nel silenzio connivente, omertoso, colpevole di tutti quanti, a cominciare proprio dai vertici di quell’istituzione. Invero, non si hanno dubbi che, se esiste un luogo di dannazione proprio come descritto dalla superstizione predicata da questa scaltrissima comunità, Paolo VI ci sarà dentro in qualità di ospite permanente, vestito e calzato. Però da noi lo fanno santo. E speriamo che ci riescano… Se riesce nell’intento lui, perché non dovrei riuscirci io? O anche la sora Cesira? Di mio, intendo presentare domanda già domani mattina che, essendo la burocrazia vaticana degna figlia di quella italiana, è meglio azionarsi in anticipo. Sto anche considerando di farmi inserire un terzo mignolo via intervento di chirurgia plastica. Davanti agli altari “tres mignolos son meglios che uan” checché ne dicano i professori atei di questo mondo… o come diceva l’immenso “Abbondandum abbondantis”.

Rina Brundu

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