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Filosofia dell’anima – Se un professore fa gli auguri di compleanno a Hitler. Conosciamo il male che è stato il nazismo e chi lo ha fatto vivere: Dietrich Eckart, il mentore di Hitler e Rudolf Hess, l’uomo che per primo lo chiamò “Führer”.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

 

eckart

Dietrich Eckart

A volte si leggono notizie che davvero ci fanno cadere le braccia. Proprio come quella che è apparsa qualche giorno fa, su diversi quotidiani italiani: un professore di una nostra scuola avrebbe fatto gli auguri di compleanno a Hitler! Naturalmente, conoscendo il giornalismo italiano e i tanti giornalisti proni a fare giornalismo politically-correct - i.e. guai a scrivere contro gli ebrei (come se costoro fossero immuni da qualsiasi peccato), salvo poi voltare le spalle a ciò che sta combinando l’Hitler dei nostri tempi in Turchia - non mi stupirei se questa fosse una fregnaccia ingigantita tanto per fare notizia. Sappiamo bene come funzionano le inchieste giornalistiche da noi, il caso Spelacchio docet!

hitlerPer la verità voglio andare anche oltre e dare credito a questo professore che non avesse mai voluto venirne fuori con una castroneria simile, che sia stato frainteso. Del resto nessuno che conoscesse un minimo della Storia indecente di cui è stato protagonista Hitler, penserebbe di dedicargli un qualunque omaggio. Il dubbio però è che quella Storia non la conoscano soprattutto i giornalisti che stigmatizzano queste gaffe del popolino, però poi tacciono quando in Italia vengono riportate, peraltro senza chiedere il permesso al popolo, le spoglie di re fascisti e nazisti, a loro modo collaborazionisti.

Mi chiedo per esempio se questi signori sappiano che il mentore di Hitler, grande sponsor del suo antisemitismo, è stato nientepocodimeno che un poeta. Un poeta che rispondeva al nome di Dietrich Eckart, autore dell’infame “Sturm, sturm, sturm… Deutschland erwache”, la più datata poesia nazista (1). Costui è stato uno dei fondatori del Partito dei lavoratori tedesco durante gli anni pesantissimi della Repubblica di Weimer, ma soprattutto è stato colui che si prese sotto l’ala protettrice il rampante e anelante Adolf Hitler, che ne ascoltava i discorsi animati da fervente passione politica ma sgrammaticati e senza struttura, li editava e glieli restituiva in forma di capolavori che grazie alla grande capacità oratoria del leader avrebbero affascinato e rincoglionito le masse di tutta la Germania.

Eckart era anche un convinto antisemita, asseriva che le “colpe” degli ebrei  erano cominciate al tempo in cui questo popolo aveva tentato di rovesciare il potere del faraone in Egitto, ed era un abituale consumatore di droghe, un alcolizzato. Tuttavia, è stato proprio quest’uomo, questo artistetto senza prospettiva, insieme ad un altro incapace quale fu Rudolph Hess, quello stesso che si catapultò in Scozia con il paracadute sperando di portare Churchill a più miti consigli e di negoziare una improbabile pace con il Reich, a creare il mito di Hitler. Hess per la verità, animato da uno spirito paraculo come nessun altro, fu anche il primo che lo chiamo “Führer” e lo amò per tutta la vita. Hitler dal canto suo quando Hess si paracadutò in Scozia non esitò a trattarlo da pazzo scatenato, mentre con Eckart fu più tenero: alla morte di costui fece finanche indossare il segno del lutto alle sue SS!

Quando si dice la nobiltà d’animo e la riconoscenza verso i propri maestri! Uomini davvero “probi”, non c’è che dire, capaci tutti e tre insieme di dare vita alla fucina di quel circolo del male che poi avrebbe dato il benvenuto ad altri criminali di prima qualità come Goering, Goebbels, Himmler, Heydrich e compagnia… e avrebbe messo a ferro a fuoco l’Europa, fatto vivere l’Olocausto e procurato tanto orrore e tanto dolore che l’eco di così tanta infamia lo sentiremo per millenni.

Ripeto, voglio dare credito al professore che non abbia mai inteso dire ciò che ha detto, se invece lo ha fatto ci rifletta  e se non fosse la sua materia, studi un po’ di Storia, non potrà mai farle troppo male!

Rina Brundu

 

(1) Dietrich Eckart, autore

|: Sturm, Sturm, Sturm, Sturm, Sturm, Sturm!
Läutet die Glocken von Turm zu Turm! 😐
Läutet, daß Funken zu sprühen beginnen,
Judas erscheint, das Reich zu gewinnen,
Läutet, daß blutig die Seile sich röten,
Rings lauter Brennen und Martern und Töten,
Läutet Sturm, daß die Erde sich bäumt
|: Unter dem Donner der rettenden Rache! 😐
|: Wehe dem Volk, das heute noch träumt! 😐
|: Deutschland, erwache, erwache! :||: Sturm, Sturm, Sturm, Sturm, Sturm, Sturm!
Läutet die Glocken von Turm zu Turm, 😐
Läutet die Männer, die Greise, die Buben,
Läutet die Schläfer, aus ihren Stuben,
Läutet die Mädchen herunter die Stiegen,
Läutet die Mütter hinweg von den Wiegen.
Dröhnen soll sie und gellen die Luft,
|: Rasen, rasen am im Donner der Rache, 😐
|: Läutet die Toten aus ihrer Gruft! 😐
|: Deutschland, erwache, erwache! 😐
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