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CONTROCORRENTE. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 8. Breaking News

Tomi editoriali epocali che ti cambiano: il direttore renzista Luciano Fontana e “Un paese senza leader”(Longanesi). Una critica breve (diversa da quella di Verderami e da quelle di D’Orrico) e qualche domanda per l’autore.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

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Il libro di Fontana in “prima” sul suo stesso giornale….

Luciano Fontana, ottimo uomo, per carità, è anche quell’attuale direttore del “Corriere della Sera” che con l’input del CDA di RCS (lo diciamo non perché questo sia un dato provato ma perché non si riesce a trovare altra spiegazione per il misfatto), negli ultimi tre anni ha trasformato quell’ex giornale che fu di Fallaci e Montanelli in un giornalino asservito alle smanie del duce di Rignano, ha prostituito politicamente la sua mission giornalistica, lo ha svilito, lo ha letteralmente umiliato e anche fatto precipitare nella classifica delle vendite.

Ora però lo stesso Fontana, in uscita con un tomo editoriale che immaginiamo di “denuncia” epocale e che oggi “splende” sulla home di quello stesso giornale, corredato da una nota divertente di Verderami (ora manca solo quella del critico D’Orrico che fece l’epocale, quella sì, esegesi al tomo intriso di “vanishing publishing” di Matteo Renzi) viene a dirci che il nostro sarebbe un Paese “senza leader”: ma davvero?

Ecco alcune domande che vorrei fare al direttore caso mai passasse di qui, scusandomi in anticipo naturalmente perché le stesse non saranno tanto accomodanti come le note dei suoi notisti:

  • È così sicuro che questo Paese non abbia leader, o i leader sono solo quelli che lei ritiene tali?
  • Perché sente la mancanza di “altri” leader, per asservire il “Corriere” anche alla volontà di quelli?
  • Perché dovremmo leggere il suo libercolo? Forse per la “credibilità” che il Corriere fontaniano si è guadagnato in questi anni?
  • Se lei non fosse stato il direttore del “Corsera”, ritiene che avremmo saputo mai di questo suo tomo? Sta usando la sua posizione per attrarre attenzione editoriale, laddove non riescono a farlo le sue idee e la sua capacità di fare giornalismo deontologico?
  • Di recente, e in seguito al supposto scandalo pentastellato sui rimborsi, che peraltro il suo giornale ha cavalcato alla grande, alla stregua di una tv Mediaset che insegue l’ennesima puzzetta gossipara, Beppe Grillo ha regalato a quei “rei” il testo: “Come smetterla di fare quotidianamente schifo”: non ritiene che se quel testo venisse regalato anche a tutta la classe politica della quale il “Corsera” ha difeso le ardite gesta in questi anni miserabili, la possibilità di creare altri leader validi si accrescerebbe molto di più di una lettura del suo libro?
  • Non ritiene di essere uno dei personaggi maggiormente responsabili per il funesto status-quo politico, civile, culturale, mediatico, per la vergognosa emergenza informazionale in cui versa la nazione?

Accettasi risposte pubbliche e private, ma quelle “sensate” sarebbero preferibili. Sic!

Rina Brundu

schifo

Ecco un libro che ha un senso… mica come quelli di Fontana….

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ROSEBUD TV – LITERATURE: Goethe