Advertisements
Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Sulla gravità dell’emergenza informazionale in Italia e sulla deriva penosa della balena democristiana renzista. Riflessioni e considerazioni.

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Oggi c’é un occhiello su Il Fatto Quotidiano di Travaglio che davvero si sarebbe voluto non vedere, un altro sputo sulla dignità del professionismo informazionale in questo Paese condannato al declino e al bigottismo anche intellettuale.  Ecco dunque che da cotanta finestra Vittorio Feltri pontifica: “Il Fatto scrive che sto con Renzi? Meglio renzista che figlio di puttana”.

Eh no, caro Feltri, su questo non c’é partita: meglio, centomila volte meglio figli di puttana che renzisti! ….

In fondo, l’ennesima dimostrazione che il giornalismo italiano è un mero apostrofo distopico e ridondante tra le parole “Capo, quanto vuoi che mi fletta?”.

(Dal “Diario dai giorni del golpe bianco” di Rina Brundu, prossimamente).

Rina Brundu

tgAlla fine la FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) si sarebbe svegliata e scagliata con la dovuta forza… contro l’immonda censura del caso Consip da parte dei maggiori giornali italiani? Contro la renzizzazione forzata del nostro servizio pubblico televisivo? Contro gli avvoltoi mediatici che hanno stalkerato la sindaca capitolina negli ultimi tre mesi? Contro i giornalisti che hanno diffamato Luigi di Maio? Contro la Stampa italiana che censura i quotidiani scandali PD da nord a sud? Contro la Stampa italiana che censura i danni nefasti procurati dal renzismo alla nostra nazione, alla nostra economia, alla nostra immagine e i convolgimenti di papà Renzi in situazioni dove davvero non si capisce perché vi è coinvolto? No, no, figuriamoci, la FNSI si sarebbe scagliata contro gli editti bulgari berlusconiani di venti anni fa e le cosiddette liste di “proscrizione” del M5S….

Mi fermo qui, è meglio. Mi fermo anche perché ho appena visto a Otto e mezzo (La7), un tal Scalfarotto (PD), che causa la faccia tosta con cui difendeva l’indifendibile renzista, mi ha procurato sostanziali conati di vomito e dunque non sto bene. Guardare il programma e ascoltare le pseudo-filippiche “garantiste” di questo esponente renzista, è stato un poco come accettare di mia spontanea volontà di subire un’offesa, uno sputo alla mia intelligenza, sebbene il solito Marco Travaglio, collegato in eterna, abbia fatto da par suo le difese di noi cittadini avviliti, indignati, esacerbati. Ieri sera invece era stato il turno del ministro Del Rio, sempre in un’altra trasmissione La7, di difendere in televisione le gesta epiche del ducetto di Rignano, salvo poi “confessarsi” nei fuori-onda e implicitamente lamentarsi del ruolo attivo che sta avendo il suo principale nella distruzione di quello che una volta era il principale partito di sinistra in Europa. Altri conati faticosamente repressi!

Cosa scrivere di più? Ci sarebbe da scrivere tanto in verità, ma quel “tanto” è stato pure tutto già scritto, almeno in questo luogo virtuale, fin da quel giorno terribile in cui questo signore arrivista come nessuno si è messo in testa di governare il nostro Paese, con le buone o con le cattive. Mai, ai tempi della mia gioventù in un’Italia tutto sommato libera, avrei pensato di vivere nella mia patria una emergenza informazionale e democratica così profonda, una emergenza informativa che forse non abbiamo vissuto neppure durante il ventennio fascista!

Non ho difficoltà però a trovare il tempo per ribadire che sulla coscienza degli scribacchini che hanno sostenuto e sostengono questo pseudo-regime infame pesa non solo l’onta, la vergogna, per avere assoggettato la loro dignità intellettuale a cotanto arrivismo spudorato e interessato, ma anche la morte, finanche fisica, come è accaduto poche settimane fa con il caso del giovane precario Michele, di diverse generazioni di giovani italiani, ignorati, dimenticati. Di diverse generazioni di giovani italiani derisi e sviliti nei loro sogni da politicanti da strapazzo così indegni che fin da ora bisogna sperare in un futuro depennamento del loro nome dalle pagine dei nostri libri di Storia.

Mai prima, in vita mia, mi sono così profondamente vergognata di essere italiana e mai prima in vita mia avevo così chiaramente compreso le ragioni di questa vergogna: questo è infatti ciò che fa male di più, il realizzare che siamo svegli, che questo non è un incubo, un brutto sogno, ma che il domani si presenterà solamente nell’unica maniera in cui si potrà materializzare da noi, uguale a oggi!

Rina Brundu

Advertisements

info@ipaziabooks.com

Leave a Reply.... Lascia un commento...

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: