Breaking News

Filosofia dell’anima: Fidel Castro

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Filosofia significa, in verità, essere in cammino. Le interrogazioni e le domande sono per essa più essenziali delle risposte, e ogni risposta viene nuovamente e continuamente rimessa in questione.
(Karl Jaspers)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

La ragione è l’illusione dello spirito di essere arrivato. (Rina Brundu)

Rina Brundu

cheAvevo dimenticato che c’era ancora in vita uno di quei vecchi leoni che, nel bene o nel male, hanno  fatto la grande Storia: Fidel Castro. Adesso se n’é andato anche lui e il mondo nuovo, da oggi in poi, impera un poco di più. Ai millennials, ai nativi digitali, forse questo nome non dice proprio nulla, come è giusto che sia, ma per noi che siamo nati durante la guerra fredda, che eravamo bambini e giovanetti al tempo della forte opposizione Usa-Urss, il nome Castro significa ancora qualcosa. Qualcosa di diverso per ciascuno di noi. Alla mia memoria riporta immagini epiche di popolazioni in rivolta, di leader coraggiosi, di grande idealità.

Ma sul castrismo, così come sul cheguevarismo, anche quelli della mia generazione hanno dovuto imparare per lo più sui libri, sulla montagna di letteratura pro e contro che è stata partorita per raccontare le gesta di questi veri e propri eroi dell’età moderna (o antieroi, che da un punto di vista letterario non cambia nulla). Proprio per questo quindi non mi va di raccontare fatti che gli altri sanno già, che chiunque può scoprire googlando questi argomenti. Preferisco concentrarmi su ciò che significa per me la scomparsa di Fidel Castro. Non troppo tempo addietro, infatti, avrei detto chiaramente che la sua scomparsa significa nulla, nada, nisba: Castro non è mai stato un mio idolo e, debbo confessarlo, io non ho mai ammirato troppo neppure il Che. Non perché pensassi che non lo meritava, semplicemente perché la mia anima non lo sentiva un mio idolo.

Oggi però voglio, debbo, fare un discorso di altra natura. Come sovente accade infatti il mito di dati personaggi supera i loro confini cronotopici, dello spazio-tempo che può occupare il corpo che ha fatto vivere quel mito, quindi si presta a diventare figura retorica, metafora, sineddoche, ma non solo. In realtà si presta a diventare una parte del discorso, un simbolo che connota e che serve a raccontare tante altre cose, anche il presente, soprattutto il presente. Non a caso la prima considerazione che mi porta a fare la morte di Castro riguarda l’attualità politica, cioè mi porta a chiedermi come sia cambiata la politica nel tempo. Ne scrivevo anche pochi giorni fa quando parlavo dei Kennedy, dello stile dei Kennedy. Di fatto può sembrare un incongruo paragone storico, ma in realtà guardando agli insegnamenti impartiti dalle vite che hanno estrinsecato la Cuba rivoluzionaria il discorso non cambia: colpisce insomma come si sia svilita la politica in questi ultimi decenni, e come sia diventata cosa-piccola da cosa-grande che era!

Sì, perché al tempo dei Kennedy, al tempo di Castro, al tempo del Che, l’idealità contava ancora in politica e faceva la differenza! Ben inteso, questi personaggi appena citati erano tutt’altro che santi! Il decano dei Kennedy aveva fatto la sua fortuna intendendosela con la mafia, e ricevendone in cambio i suoi buoni favori, dal tempo del proibizionismo in poi, mentre è inutile scrivere in questo contesto tutto il male, proprio così, anche il male, soprattutto il male, che ha portato sulle genti cubane la dittatura del liberatore-castrista durante l’ultimo mezzo secolo. Non erano santi, proprio no, ma è indubbio che le loro azioni fossero determinate da degli ideali: gli ideali di giustizia e di pace, di diritti univerali per tutti, di JFK e di RFK e gli ideali molto simili, seppure guardati da diversa prospettiva politica e geopolitica, di Castro e del Che!

C’era l’ideale, la passione, nel background e quindi, mi ripeto, la grande politica giustificava in questo modo il suo esistere, perché da che mondo e mondo la politica non è mai cosa buona o cattiva: é semplicemente espressione di un sentire diverso che può piacere ad alcuni e ad altri di meno. Da qui gli scontri, le guerre, le lotte senza fine nella giustificata tema che tale fine possa segnare anche la fine di chi l’idea l’ha partorita in primo luogo: chapeau! Proprio così: tanto di capello per questi uomini e queste donne che, a torto o ragione, hanno fatto queste grandi battaglie, sovente rimettendoci la vita. E che schiaffo in fronte per i leaderini che governano il nostro tempo: o scranno mai guadagnato, o morte! Sic!

Rina Brundu

Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Attività editoriali per scrittori e autori

2 Comments on Filosofia dell’anima: Fidel Castro

  1. In theory his death should be just another boulder out of the way for the march of neoliberalism – but things never work out that way

    Like

  2. They never work that way because, like with all other “isms”, there isn’t any neoliberalism anymore, just vultures that exploit big wording to make more money. Hard times… just like (although different) the Dickens ones. Rgs

    Like

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s

%d bloggers like this: