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Filosofia dell’anima – Sulla relativizzazione del concetto di “autorità” e ancora sulla Chiesa dei poveri di Francesco.

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Ogni interesse della mia ragione (tanto quello speculativo quanto quello pratico) si concentra nelle tre domande seguenti:
Che cosa posso sapere?
Che cosa posso fare?
Che cosa ho diritto di sperare?
(Immanuel Kant)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

Quelli che la dialettica in politica è l’arte di far interagire due tesi o principi contrapposti allo scopo di indagare la verità ed eventualmente arrestarla. (Rina Brundu)

Rina Brundu

dsc02135di Rina Brundu. Non faccio alcuna fatica a scrivere che l’atmosfera da regime che si respira in Italia negli ultimi anni ha profondamente cambiato la mia metodologia informativa: ormai non guardo quasi più la televisione italiana e l’unico sito scritto nella lingua di Dante che visito è quello de Il Fatto Quotidiano. Per disposizione mentale avverso tutto ciò che tenta in un qualsiasi modo di modellare il mio pensiero oltre la mia volontà: non sono neppure rari i momenti in cui da quassù questa specie di feudo tosco-vaticano che è l’Italia di oggi mette pure un pò di paura.

Tuttavia non mi sono sfuggiti dati titoli degli ultimi giorni che mi hanno davvero dato da pensare: tra le tante nuove moralmente opinabili si è letto di un “parroco” di Gorino, ridente cittadina del ferrarese,  il quale, mentre impegnato in crociata anti-islamica, avrebbe più o meno detto a Papa Francesco di starsi zitto e di farsi i cazzi suoi (scrivo cazzi perché se scrivessi “fatti” starei fuori tema); e poi ancora di un tal sindaco leghista che avrebbe affermato di essere “orgogliosamente razzista” e che dalle loro parti i “negri” troveranno ciò che cercano, and so on and so forth.

Diversamente dall’establishment giornalistico italiano che ancora non si fa ragione di come la Rete abbia pesantemente intaccato il loro atavico privilegio a dire, fare, sparlare da pseudo-pulpiti tutti da verificare nella loro “autorità morale” senza essere contraddetti, io penso che l’avvento della dimensione digitale sia stato una sorta di miracolo capace di regalarci una tipologia di libertà a cui non si sarebbe mai potuto aspirare prima. Se c’era un tempo in cui Andy Warhol pensava che in un futuro tutto da definire chiunque avrebbe potuto essere “famoso” per 15 minuti, oggi sappiamo che a volte bastano 140 caratteri indovinati per far conoscere dovunque sotto il sole anche l’ultimo ominide disperso nella giungla amazzonica. Ma non solo: Internet ci ha liberati mentalmente come non è riuscita a fare nessuna rivoluzione liberale prima, ha liberato il nostro linguaggio, ci ha dato maggiore coscienza dei nostri diritti di cittadini di un paese e del mondo, ci insegna ogni giorno a ritmi che in altri tempi non si sarebbero mai potuto immaginare.

Per me il macro-cervello che è la Rete è soprattutto espressione di tutto il meglio che l’umanità è riuscita a produrre ad oggi: anche quando racconta il “male” che è purtroppo dell’uomo e nell’uomo. Credo infine che sia stato sempre un merito dell’attuale età digitale se siamo infine riusciti ad avere finanche un Papa come quello che attualmente occupa il Soglio pontificio: un pontefice che in qualche modo ha relativizzato il concetto di “autorità papale” anche agli occhi di coloro che, per profonda convinzione religiosa, non avrebbero mai pensato che lo stesso si potesse mettere in discussione. Un pontefice che ha insomma teso una mano ai tanti e così facendo ha in qualche modo fatto balenare l’idea, nelle teste di diversi altri personaggi dubbi, che si potessero prendere pure il braccio.

Le mie opinioni sulla religione sono note a chi frequenta questo sito: in realtà sono anche più rigide, specie quando si tratta di educazione dei minori, laddove considero l’elemento religioso il traviamento peggiore che le loro giovani menti possano subire e l’unico che perpetra danni irreparabili alle loro possibilità di esprimersi al meglio nella loro vita adulta. Per la serie “non tutto il male vien per nuocere”, è indubbio che io guardi a paesi come l’URSS e soprattutto la Cina, che sono riusciti a costruire seconde generazioni di esseri di fatto privati del concetto di religione, come a terre del bengodi rispetto a tutto ciò che rende l’uomo, gli esseri umani, esseri migliori “in nuce”: vale a dire la possibilità di cogitare senza ridicoli condizionamenti, ammaestramenti di tipo obsoleto e morale.

Tuttavia, queste mie opinioni generali sulla religione non mi impediscono di mettere dei paletti, specie sul rispetto minimo che dovrebbe essere garantito a chi – relativizzando di proposito la sua stessa autorità – ti tende una mano. È questo è il caso della ideale diatriba Papa Francesco e la sua Chiesa dei poveri vs il don di Gorino. Se è bene infatti che il parroco di Gorino esprima liberamente il suo dissenso contro Francesco – anche quando si presenta come primo rappresentante della Chiesa – sarebbe pure bene che tale “don” mostrasse maggiore rispetto e facesse uso della sua libertà al meglio. Nello specifico io mi domando infatti che Chiesa sarebbe una chiesa che mette le barricate contro gli ultimi? Che sponsorizza il razzismo? Che tace contro una qualsiasi altra “autorità” che si permette di ingiuriare il prossimo-suo in virtù del colore della sua pelle?

Sarebbe una Chiesa che non avrebbe neppure la minima-legittimazione per esistere così come esiste: altro che grandi cogitazioni teologiche sulla probabilità o improbabilità del divino! Insomma, la relativizzazione del concetto di autorità va bene ma con un limite: dopo c’é solo la legge della giungla, i nostri istinti più nefasti in libertà, e a quel punto è logico pensare che, oltre a Ponzio Pilato, anche qualsiasi Dio-improbabile se ne sarà lavato abbondamente le mani!

Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Attività editoriali per scrittori e autori

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