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“Quando un popolo non sa più ridere diventa pericoloso” – Un omaggio al coraggio di un uomo. LONG LIVE DARIO FO e GRAZIE!

L’AFORISMA DEL GIORNO – DAILY QUOTE

Filosofia significa, in verità, essere in cammino. Le interrogazioni e le domande sono per essa più essenziali delle risposte, e ogni risposta viene nuovamente e continuamente rimessa in questione.
(Karl Jaspers)

I NOSTRI AFORISMI – OUR QUOTES

La ragione è l’illusione dello spirito di essere arrivato. (Rina Brundu)

Rina Brundu

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Non dobbiamo permettere ai politici

di agire senza controllo,

e visto che non ci danno gli spazi

per esercitare questo controllo,

dobbiamo prenderceli. (Dario Fo)

di Rina Brundu. Non sono incline per natura ai coccodrilli postumi. Secondo me la morte non implica automaticamente rispetto: il rispetto, l’ammirazione, infatti, li guadagniamo in vita. Chi vive da ignavo muore da ignavo e chi vive da coglione muore da coglione.

Ma nel giorno della scomparsa dell’attore italiano Dario Fo, scrivo queste poche righe proprio per il motivo opposto, ovvero per testimoniare quel rispetto che questo attore italiano si è guadagnato negli anni, specie nell’ultimo periodo della sua vita. E tale è stato il suo impegno, il suo coraggio, il suo commitment “politico”, soprattutto di recente, che stavolta non è retorica dire che oggi questo paese lacerato e diviso come in pochi altri momenti della sua storia, si sveglia ancora più povero, che oggi noi tutti siamo ancora più soli.

Siamo tutti più soli perché, nel tempo, Dario Fo era davvero diventato una sorta di guida, di luce ideale e più saggia, soprattutto per quei milioni di italiani che non si riconoscono nel regime autoritario che viviamo, che amano la libertà e la loro patria, così come per tutti quegli italiani che avevano bisogno di sapere che lassù – al tempo del fascismo 2.0 – c’era rimasto almeno qualcuno ancora capace di difendere valori come la giustizia, l’onestà, la dignità anche civile di una nazione, ancora capace di vivere con coraggio il suo sentimento d’artista, di mantenere una schiena dritta. Quel qualcuno era senz’altro questo ometto a suo modo buono e buffo, che aveva ben capito che “un popolo che non sa più ridere diventa pericoloso”, e al quale – proprio a causa di questo suo coraggio e di questa sua ferma determinazione nel ribellarsi ad una autorità politica imposta – non sono stati risparmiati i più immondi attacchi da parte di tutti i più vili scagnozzi asserviti al potere imperante.

Il resto credo sia stato già detto tutto o al più lo racconteranno, a modo loro, i coccodrilli più panzuti degli stessi media italiani che lo hanno avversato o ignorato fino al momento del suo ultimo respiro.

LONG LIVE DARIO FO, e per quel che può valere GRAZIE!

PS Inutile commentare che se il Premier italiano oggi avesse evitato di esprimere le sue “condoglianze”, specie nella solita maniera retorica e forbita for-dummies, a mio avviso avrebbe fatto più bella figura: un’altra occasione persa!

Leggi anche questo commento su uno degli ultimi attacchi sferrati dall’Espresso renzista a Dario Fo e medita di conseguenza:

Quello che il renzismo non dice (256) – Critica al critico: una apologia di Dario Fo dopo l’attacco de “L’Espresso” renzista. E sulle analisi della “contemporaneità” di Marco Belpoliti tra Pasolini e Sartre.

 

Lo disse… Nietzsche

Bisogna avere in sé il caos per partorire una stella che danzi. -- (---) -- Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Lo disse… OSHO

Non voglio seguaci, persone ubbidienti. Voglio amici intelligenti, compagni di viaggio.

Lo disse… NEWTON

Platone è il mio amico, Aristotele è il mio amico, ma il mio migliore amico è la verità.

Attività editoriali per scrittori e autori

4 Comments on “Quando un popolo non sa più ridere diventa pericoloso” – Un omaggio al coraggio di un uomo. LONG LIVE DARIO FO e GRAZIE!

  1. Ciao RIna, desideravo leggere il tuo racconto La mosca, ma è bloccato, ovvero mi dice che serve una password per accedere. Ma questo è solo un inciso. Leggendo invece questo tuo articolo, ho trovato che hai definito Dario “un ometto”. Beh, io che l’ho conosciuto bene, posso ben dire che era alto di statura e che la sua statura artistica e culturale era addirittura immensa. L’ultima volta che l’ho incontrato è stato qui a Legnano, al Teatro Galleria, a fine gennaio scorso. Eravamo andati ad assistere allo spettacolo di Marco Travaglio “Slurp”, ed essendo Fo un suo accanito sostenitore, era presente seduto nelle prime poltrone, ed io dietro a lui. Già allora camminava a piccoli passi, ma ancora in gamba, tanto che mai mi sarei attesa una dipartita tanto vicina.
    L’11 gennaio 2013 mio figlio, traduttore e insegnante delle lingue inglese e danese, era a casa di Dario Fo, quando è arrivata la notizia della morte di Mariangela Melato. Lui è stato il suo talent-scout, perché aveva subito intuito la grande potenzialità dell’attrice.Dicevo che mio figlio si trovava a casa di Dario, perché ha collaborato con lui per alcuni mesi, nella traduzione di testi storici dal danese, in quanto l’autore desiderava scrivere un libro imperniato sulla vita di Cristiano VII di Danimarca, ritenuto pazzoide. Questo re era nato esattamente 2 secoli prima di me (giusto per puro caso, io sono nata 2 secoli dopo di lui!!) . In base alle ricerche storiche, per le quali mio figlio si era fatto inviare direttamente dalla biblioteca reale i relativi testi, Fo ha scritto il libro “C’è un re pazzo in Danimarca”. In quei primi mesi del 2013 la moglie Franca si era spezzata un polso per una banale caduta, ed era in casa, dove smaltiva sul pc la posta a loro indirizzata. Anche la brava attrice se ne è andata quello stesso anno, il 29 maggio, e nessuno avrebbe potuto immaginare quella sua repentina dipartita. Alla domanda che venne fatta recentemente a Fo: “Cosa ti manca?”lui rispose senza indugi: “Franca”. Erano una coppia davvero molto affiatata, sia nella vita che nell’arte. Ovviamente, data l’età, il figlio Jacopo è stato il loro manager amministrativo, ma lo studio dell’artista era sempre invaso da qualche studente o neo-laureato, che si occupava di seguire assecondare e fiancheggiare il Maestro nei suoi ingegnosi lavori artistici. Il telefono suonava in continuazione e molte delle telefonate provenivano da Beppe Grillo e sennò chi, visto che entrambi erano due comici, e legati dalla stessa ideologia politica? Da poco è uscito il suo nuovo libro: “Quasi per caso una donna – Cristina di Svezia.. Questo conferma che Dario Fo era affascinato dai regnanti nordici. Ecco, queste sono notizie inedite, mio figlio non desidera che io ne parli, essendo piuttosto riservato nella sua attività lavorativa, ma non può nascondere quello che è evidente: nei ringraziamenti del racconto del re di Danimarca, viene citato il suo nome. Di traduttori in lingua danese, in Italia ce ne sono molto pochi, a parte Bruno Berni che è il più conosciuto, ma che vive a Roma e quindi piuttosto distante da Milano, dove viveva Fo.
    Ciao Dario, ci sarà certo un luogo nelle galassie, dove volerà il tuo spirito immortale, chissà!
    Danila

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    • Grazie per il bel commento molto illuminante.
      Ci tengo a precisare che nel post ho definito Fo “ometto” usando un nomignolo dolce e senza nessun intento sminuente, anzi!

      Tuttavia, diversamente da te, io non penso Dario Fo – e questo l’ho scritto pure nel mio pezzo relativo al suo Nobel che ha ricevuto centinaia di letture in questi giorni – un letterato o un artista “immenso” come lo descrivi tu, e ciò che mi racconti mi pare solo un altro dei tentativi che sempre tutti gli attori fanno per percorrere le orme di Shakespeare… il fatto è che quelle sono scarpe troppo larghe da portare, per tutti, non solo per Fo.

      Con molta onestà dico che io Fo l’ho ammirato solo come intellettuale contro corrente, vale a dire per il suo presentarsi come tutti i veri intellettuali dovrebbero essere. Per la sua forza e il suo coraggio, la sua determinazione a non vendere le sue idee al bossetto di turno, come hanno fatto una buona parte degli scribacchini italici in questi due anni. Insomma per me è stato una persona che – indipendentemente dai suoi meriti di artista –si è posto come esempio da ammirare. In ultimo, per quanto mi riguarda, anche con il suo funerale laico.

      In generale, un’altra grande perdita per l’Italia dopo quella di Eco. Ora siamo rimasti con gli Scalfari e tutto ciò che ha prodotto durante la sua lunga vita. Sic. Meglio non parlarne, non voglio angustiarmi oltre.
      Ciao

      PS Come ho scritto nel post dedicato a suo tempo, nel sito ci sono diversi articoli per il momento bloccati da password, magari un giorno la togliamo, almeno per alcuni. Ciao.

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  2. Ma certo, io penso che ogni essere umano è come un diamante, con diverse sfaccettature, alcune brillanti, altre più opache e quindi ognuno di noi vede brillare ciò che gli sta di fronte, ovvero quel lato che meglio gli i si addice. A prescindere dalle ideologie politiche, ammiro le persone coerenti, che portano avanti la loro idea, e non saltano di qui o di là, dove li porta il vento della convenienza. Ho visto troppi politici cambiare direzione, per utilitarismo e non per convinzione personale. Lui, Fo è stato coerente con se stesso tutta una vita. In ogni caso, commediografo, attore istrionico, scrittore,pittore, beh, diciamo che si è dato da fare, in ogni campo dell’arte, fino alla fine dei suoi giorni. Il suo funerale laico, esattamente come quello avvenuto per sua moglie, dimostra fino in fondo la sua libertà. E’ vero!
    Per quanto riguarda i post bloccati, peccato, avrei letto volentieri quello della mosca!
    Buona giornata e buon lavoro
    Danila

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