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Rosebud, Dublin, Ireland – Year 7º. Breaking News

Visti dall’estero. Informazione RAI e disastro annunciato in Puglia e sulla peggior “ARS POLITICA” all’opera. Su Renzi che arriva in elicottero: NOT IN MY NAME!

AFORISMI MEMORABILI – QUOTES TO REMEMBER


Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti.
(Jacques Séguéla)

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No, niente appello! Qui non si tratta di riformare una sentenza, ma un costume. (…) Accetto la condanna come accetterei un pugno in faccia: non mi interessa dimostrare che mi è stata data ingiustamente.

Giovannino Guareschi (lo disse dopo la sentenza di condanna ricevuta per l’accusa di diffamazione mossagli da Alcide De Gasperi)

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Diario dai giorni del golpe bianco (paperback) di Rina Brundu .

Per l’E-Book clicca qui.

PERLE DI ROSEBUD – LISTA AGGIORNATA DEI DERETANI INAMOVIBILI

Resistere, resistere, amico mio, con un popolo di pecore la vittoria del lupo non potrà che essere questione di tempo.

(Clicca qui per conoscere tutti i deretani di cui sopra)

Rina Brundu

binariodi Rina Brundu. I blog: a cosa servono? Me lo chiedo spesso dato che ne ho uno che mi ha sempre preso del tempo, sovente anche quel tempo che non ho. Mi rispondo che sono qualcosa che viene “dopo di te”, vale a dire che se tu non fossi come sei non avresti mai un blog come quello che hai costruito. Per certi versi penso che l’autoesaltazione dell’io è qualcosa che appartiene più a chi pubblica su giornale patinato trendy che al blogger il quale non può che proporsi così com’é, nel bene e nel male. E poi ci sono momenti in cui queste spiegazioni non ti bastano e trovi magra consolazione dello spirito solo quando puoi occuparti su quelle stesse pagine virtuali di una qualche causa “nobile”, renderti utile agli altri, nel tuo piccolo. Confesso però che il mio blog mi serve anche per esprimere la mia privata indignazione, il mio disappunto... per manifestare la mia libertà di esprimere quell’indignazione e quel disappunto. Una scelta che faccio in piena coscienza (l’altra opzione sarebbe tacere e acconsentire ma non fa per me),  e che a ben guardare quando riguarda le cose italiane mi porta a trattare sempre i soliti argomenti: l’informazione (specie del Servizio Pubblico) e la politica.

Prendiamo per esempio l’ultima tragedia italica, ovvero il terribile disastro ferroviario annunciato in quel di Puglia, e fanculo chi pensa che non bisogna fare polemica perché è il momento del dolore: un cazzo! È invece questo il momento di fare polemica proprio nella speranza – vana, considerando come vanno di norma le cose in Italia – che il futuro possa presentarsi diverso. Dicevo… guardiamo per esempio all’ultima tragedia italica e allo story-telling della Rai in materia. Di fatto io ho appreso la notizia dalla CNN che le ha dato sin da subito grande visibilità. Di norma sarei prudentemente rimasta sulla CNN ma trattandosi per lo più di un fatto di cronaca mi sono detta che si sarebbe potuto seguire con ragionevole serenità sulla Rai.

Sbagliavo! Di grosso! Giuro su quanto ho di più caro al mondo che non ho fatto in tempo a cambiare sul TG1 che il sagace conduttore mi informava ad un tempo è del disastro e di come Renzi si fosse già messo all’opera sullo stesso. Tale era l’enfasi nel dare l’informazione del dealing politico che quell’elemento quasi si presentava come la “notizia”, mentre il disastro di vite umane era già stato ridotto al ruolo di complemento, di comparsata, il tutto mentre immagini di pessima qualità, indegne di un paese civile, venivano mostrate sullo schermo. Mi fiondo disgustata sull’altro canale RAI: stessa identica solfa e così è stato per tutta la giornata di ieri in un crescendo “informazionale” o pseudo tale che mi ha fatto vergognare di ogni volta in cui ho speso anche un solo centesimo per sovvenzionare un tale disastro informativo. Addirittura c’é stato un momento in cui in diretta hanno mostrato l’elicottero del Renzi che si “precipitava” in quel di Puglia alla stregua delle comparsate dei divi holliwoodiani d’antan… Una scena, questa dell’elicottero, che non dimenticherò mai e che nel mio immaginario privato resterà per sempre come una sorta di marchio indelebile della peggior politica e della peggior vetrina mediatica, da quella dipendente, testimoniata in questi anni in Italia.

Renzi sul luogo del disastro? Se non fosse che stiamo vivendo l’ennesimo momento di emergenza politica e amministrativa causata anche dall’eterna latitanza di chi di dovere, parrebbe quasi una barzelletta. Miracoli dei sondaggi spietati: che cosa non si fa pur di sopravvivere politicamente dopo 30 mesi in cui le necessità del Paese e degli ultimi tra i suoi poveri cristi  sono venute dopo!! Dopo… tutto, finanche dopo l’upgrade del cellulare.

Ah… sì… un blog serve anche a questo… serve a dire NOT IN MY NAME! Serve a dire che né questa tipologia di informazione genuflessa né l’ARS POLITICA renzista adattata alle circostanze nefaste (le sue, non il disastro in Puglia), mi rappresentano. Né ora né mai: NOT IN MY NAME! E il mio pensiero va a chi ancora una volta farà da capro espiatorio…

PS: Come diceva quello… non si fa neppure in tempo a buttare giù i pensieri nero su bianco digitale che il primo capro espiatorio è stato già trovato: IL CAPOSTAZIONE!

No, siori e siori non siete su Candid Camera di Nanny Loy o su film di Totò…. Sob!

capri

 

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