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Laerru – Un toponimo

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Panoramic view of Laerru by Francesco Canu . Source Wikipedia in English

Panoramic view of Laerru by Francesco Canu . Source Wikipedia in English

di Massimo Pittau.

Laerru (Comune di L., SS). L’abitante Laerresu – Le più antiche documentazioni del toponimo si trovano nel Condaghe di Silki come Lauerru e Lauirru (ovviamente da pronunziarsi Laverru e Lavirru) (CSPS 82, 140). Di queste due forme la seconda è di epoca successiva come dimostra la forma Layrru documentata nell’atto di pace fra Eleonora d’Arborea e Giovanni di Aragona del 1388 (CDS I 837/1) ed è effetto di un influsso linguistico del dialetto gallurese, come ha detto giustamente M. Maxia (AnglM 243, 430) e risulta tuttora vitale fra gli anziani della Gallura come Lairru (NLAC 208). Questa forma Lavirru poi compare come cognome in documenti successivi. Inoltre è notevole che un toponimo Laerru esista anche nel cuore della Sardegna centrale, ad Onanì, tra Bitti e Lula.- Tutto ciò premesso, non esito a prospettare che il toponimo Laverru, Laerru derivi da un originario *Lavernu(m) col significato di “villaggio dedicato e sotto la protezione della lat. Laverna, dea del guadagno (lecito ed illecito) e quindi anche dei razziatori e dei ladri, di origine etrusca (cfr. antroponimo etr. Lavelna (ThLE, DELL; suffisso –ern-; LLE, Norme 9). Si deve tenere ben presente che mai i popoli razziatori o dediti alla pirateria hanno accettato di considerare quella loro una attività illecita e inoltre che i Tirreni (Nuragici ed Etruschi insieme) erano largamente famosi e famigerati come “pirati” che esercitavano le loro razzie piratesche in tutto il Mediterraneo. Inoltre si deve tenere presente che nella Sardegna attuale i pastori della Barbagia non considerano affatto le loro bardanas «grassazioni» o razzie di bestiame come un’attività illecita, anzi tutt’altro. Tanto è vero che i Barbaricini considerano tuttora San Francesco – titolare di un famoso santuario vicino a Lula, ma gestito dai Nuoresi – il loro protettore, al quale offrivano pure una parte del bestiame razziato (corrige NPC, TSSO).- Il villaggio di Laerru è citato pure nella Chorographia Sardiniae (176.7) di G. F. Fara (anni 1580-1589) come oppidum Laerri della diocesi di Ampurias.

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