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Cinema – Qualche dubbio amletico sui film di Nanni Moretti dopo l’ennesima marchetta del TG1.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Ivan_Groznyj_posterdi Rina Brundu. Premetto che è già la seconda o terza marchetta sul prossimo film di Nanni Moretti che mi è capitato di vedere sui canali RAI. Di norma cambio immediatamente canale ma questa volta lo spot propagandistico mi ha colto di sorpresa perché in coda al telegiornale della sera. Troppo tardi dunque per fare zapping e troppo tardi per impedirmi di sentire il solito canovaccio agiografico senza arte ne parte.

Premetto pure che il cinema è una delle mie passioni. Dai grandi capolavori in bianco e nero al mio veneratissimo Sergei Eisenstein, agli italiani (sì questa volta anche gli italiani!) Fellini, Sergio Leone, fino ai film comici dell’immenso principe Antonio de Curtis, ma soprattutto ad una vastissima dvd-teca sci-fi ricca di effetti speciali in Real3D, non mi sono mai fatta mancare nulla. Ho anche studiato storia del cinema e ho sempre trovato molto interessanti gli strumenti critici che mette a disposizione la tecnicalità specifica di questi canovacci. Soprattuttto sono una ammiratrice del genio strabiliante di alcuni grandi sceneggiatori americani dei giorni nostri, primo fra tutti l’incredibile Aaron Sorkin.

Confesso, invece, di non capire e di non avere mai capito tutto il much-ado-about-nothing (secondo me, almeno), intorno all’arte di Nanni Moretti. Per carità!, ho pure provato a guardare i suoi film, da “Caro diario”, “Alla stanza del figlio”, e poi un giorno ho finanche deciso che vivaddio-mi-sarei-acculturata-in-merito e in un momento di aberrazione ho persino acquistato il dvd “Habemus Papam”. A tutt’oggi quest’oggetto lo posso ancora scorgere, solitario e ramingo, infilato tra i tanti dvd della collezione come un malinconico protagonista del malotiano “Senza famiglia”, mentre il solo guardarlo da lontano ispira ad un tempo sconforto e rassegnazione.

Mi rendo conto che potrà essere una faccenda di background culturale ma davvero non riesco a mettere dietro ai ritmi lenti, posticciamente pregnanti, le sceneggiature semplici e lineari (quasi bambinesche) del cinema morettiano. Mi riesce anche difficile capire perché – in questi tempi che non sono più il 68 pasoliniano – Moretti si ostini a voler produrre significazione mediante connotazione e l’utilizzo di strategie tecniche che favoriscono quel fine. L’arte vera, con tutto il rispetto, denota e non connota, perciò rimando chiunque avesse dei dubbi in merito ad una attenta lettura (ne basta anche una svagata a dire il vero!) dello script originale sorkiano per The Social Network, il fim diretto da David Fincher nel 2010, una sceneggiatura che è un capolavoro di capacità autorale a tutto tondo.

Ne deriva che la domanda amletica nasce spontanea: perché ogni volta che c’é un film morettiano in arrivo la RAI-TV ci fa due balle così (balle d’antan, tra l’altro) con queste marchette? Ah, saperlo!

Featured image, theatrical poster of Ivan the Terrible by Sergei Eisenstein.

11 Comments on Cinema – Qualche dubbio amletico sui film di Nanni Moretti dopo l’ennesima marchetta del TG1.

  1. E per chi volesse saperne di più sul genio sorkiano
    http://en.wikipedia.org/wiki/Aaron_Sorkin

  2. Mi associo al tuo giudizio cara Rina. Me lo sono chiesta anch’io tante volte. Buona domenica delle palme. Isabella

    • É una opinione come un’altra cara Isabella. Vero è che ho bisogno di “tanto” per tenermi incollata alllo schermo e soddisfare il neurone rincoglionito, credo che questo accada per tutti in questi tempi in cui abbiamo una offerta variegata su fronti multipli. Tutto ciò che non capisco è il perché di questa evidente priorità data a Moretti che tra l’altro non ha mai vinto nulla di rilevante in campo internazionale (a parte i soliti premi Venezia-Cannes che italiani e francesi ancora si scambiano per illudersi di essere) e di sicuro se dovessi dare priorità in campo italiano troverei altri players più validi che ci sono. Cioè servono risultati… purtroppo con la RAI cheabbiamo è sempre così: più soffice è la poltrona in pelle umana dove siede il tuo amico protetto dal potentato di turno più “visibilità” acquisti. Che poi questa “visibilità” è controproducente oggidì. Mai avrei trattato l’argomento Moretti nel sito se non fosse stato per la rottura di balle procurata da un ente pubblico che tra l’altro io sovvenziono non volendo. Almeno i telegiornali bisognerebbe renderli liberi da queste paccotaglie informative grotttesche che si possono tranquillamente relegare in programmi dedicati che chi ha interesse segue.

      • Buona domenica anche a te.

        PS Delle palme? Mi ricorda qualcosa di quando ero piccola… ma non seguo le liturgie. Ciao.

      • Mia cara Rina è vero che la Rai spesso chiude i telegiornali con ”paccottaglie informative grottesche”. Altre volte possono essere anche pillole interessanti ma non sopporto in particolare una cosa. Ci sono ad esempio rubriche come quella del sabato ”Doreciakgulp” a cura di Mollica, che dà sempre molto spazio a personaggi che personalmente oramai trovo solo noiosi e ripetitivi. Parlo di Fiorello e di Benigni. Troppo inflazionati. Per quanto abbia apprezzato di Benigni ” La vita è bella” film su cui non posso dire assolutamente nulla quanto dire che l’ho trovato molto bello, non posso altrettanto dire delle sue gag trite e ritrite. Lo stesso dicasi di Fiorello. Invece il caro Mollica me li passa di continuo come non ci fosse nessun altro a poterli rimpiazzare. Forse sarà vero, ma tutto ciò non mi piace. Per le ”palme”ognuno è libero di pensarla come crede. Un abbraccio. Isabella

  3. Non ho tv e non amo Moretti. Vivo d’altro e leggendoti, aggiungo che è una gran fortuna.

    • Più che di tv si tratta di cinema e quindi si ha almeno la fortuna di poter gestire il tutto da noi. La tv serve anche se si vuole essere persone informate, per esempio io non voglio fare a meno di un telegiornale (anche se oggi a dire il vero è ridondante grazie alla rete)…. non capisco però cosa abbiano a che fare le news pregnanti del mondo con l’anticipazione sul film morettiano. Lo stesso vale per il disco del cantante noto, lo spettacolo di Tizio e di Caio. Ripeto è il vizietto del nepotismo italico assolutamente deleterio che in tempi digitali – con una infinità di blogger che non rispondono ai padroni e che comunque tutti insieme formano opinione online dicendo ciò che pensano davvero – diventa ridicolo quando non deleterio per lo stesso autore sotto esame. Mah…

      Ciao, grazie.

  4. @Tachimio. Concordo perfettamente, di fatto stai dicendo le stesse cose che sto dicendo io su Moretti. È come se questi “others” (li chiamo di norma cosi, come i morti che non sapevano di essere tali del mitico film di Alejandro Amenabar, 2001), siano fantasmi del passato che non vogliono sloggiare e che Mollica celebra. Non si accorge questa gente che il tempo è cambiato, che il sentire è cambiato e che il mondo muove con altre velocità. Il peggio è che questa continuata attività restaurativa viene fatta con i nostri soldi a discapito del futuro delle generazioni che verranno. Non è uno scherzo.

    PS No, figurati, non c’era nessun intento polemico con le palme. Di fatto il tuo commento mi ha ricordato che in Italia da piccola celebravamo questa festa, qui non si usa e io comunque non segue le cose di chiesa. Tutto qui, nulla di che. Buon per chi lo fa. Ciao.

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