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Perché l’Ordine dei Giornalisti (ODG) interviene solo quando c’é da sparare sulla Croce Rossa? Perché interviene sulla Barbara D’Urso e compagnia e mai sui contenuti RAI? E sulla marchetta editoriale odierna del TG1.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

untitleddi Rina Brundu. Dopo l’incredibile odierna marchetta del TG1 delle 13.30 agli oroscopi 2015 di tipologia sentimentale della signora Melissa P, ho pubblicato il solito post ironico sul sito. Tuttavia, più il tempo passa più mi rendo conto della gravità di quanto è accaduto. Non si tratta insomma dell’ennesimo favore agli amici, all’editore di grido, al libro cool del momento, qui la faccenda, ritengo, è ben più seria: si tratta di capire quale giornalismo abbia in mente la RAI per il futuro, che tipo di servizio stiamo pagando come contribuenti e che tipo di educazione si vuole dare ai giovani che guardano. Che tipo di esempio. Formativo ed etico.

Dove sono insomma le varie associazioni di categoria a difesa del consumatore, a difesa dei minori e cosa fa l’Ordine dei Giornalisti per impedire tutto questo? Tempo fa – durante le spericolate avventure della signora Barbara D’Urso in quel di Sicilia, nell’aftermath del delitto del piccolo Lorys Stival (avventure spericolate a cui peralto la signora in questione, e non solo lei, non è nuova), l’Ordine dei Giornalisti è arrivato buon ultimo a stracciarsi le vesti in piazza. A lanciare il suo anatema contro la Croce Rossa et varie et eventuali. Poi il silenzio. Poi tutto è caduto nel dimenticatoio e i servizi pseudo-professionistici hanno continuato a inondare le reti di tutti i canali generalistici, su ogni delitto impunito sotto il sole. Tale è stata l’indottrinazione ricevuta che – non ho difficoltà a scriverlo – se io dovessi tirare le cuoia in simili circostanze misteriose autorizzo fin da ora la signora D’Urso a fare tutti i servizi che vuole sul mio conto. Di più, cominci a guardare subito dentro i contenuti di questi pezzi pubblicati sul sito perché a mio avviso il movente non potrà essere troppo criptico a identificarsi.

Non solo. Di fatto non mi faccio nessun problema anche a dire che trovo molto meno sconvenienti e diseducativi i servizi della signora suindicata e dei suoi colleghi – servizi peraltro trasmessi su un canale non a pagamento e per la cui visione io non sborso un centesimo – delle marchette editoriali come quella che si è vista oggi. Da quando in qua il primo telegiornale italiano sponsorizza l’astrologia, la lettura dei tarocchi, le esternazioni delle maghe Ester, Genoveffa, Brendana e Camilla? Da quando sponsorizza una visione del mondo superstiziosa e diseducativa al punto che dobbiamo rimpiangere finanche il recente exploit benignesco in materia di leggi che avrebbe probugnato il di(vino) in noi?

Ma soprattutto, e qui mi ripeto, perché su queste datate prassi editorial-giornalistiche opinabili di uso del servizio pubblico e soprattutto di “deflagrazione” (il termine stupro sarebbe più appropriato però!), della dignità della professione e della dignità dell’ascoltatore, nessuno interviene? Cosa sta facendo e cosa intende fare l’ODG in merito a questa e a simili altre faccende? Qual è la sua posizione?

Pensare che dati filosofi antichi si ponevano solo domande decisamente sciocche e semplici al confronto: chi siamo? Da dove veniamo? Come cambiano i tempi!

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9 Comments on Perché l’Ordine dei Giornalisti (ODG) interviene solo quando c’é da sparare sulla Croce Rossa? Perché interviene sulla Barbara D’Urso e compagnia e mai sui contenuti RAI? E sulla marchetta editoriale odierna del TG1.

  1. L’ODG… e poi la RAI a cui paghiamo i balzelli per vederci serviti, dentro i telegiornali, messaggi di una forza diseducativa eccezionale. Meglio sarebbe stato avessero mandato in onda un film porno, almeno, soddisfatta la voglia, il pensiero sarebbe tornato libero…

    Ma mandare in onda queste menate è davvero assurdo. E’ terrorismo formativo. Oroscopi?? Astrologi? Maghi? Ma quando mai?

    Ciò che sconvolge è che evidentemente non se ne rendono conto. Provino ad infilare una simile marchetta nelle BBC news!!! Ma scherziamo???

    E naturalmente il tutto resta impunito…. si può fare…. e chi protesta….

    Mi sto convincendo infatti che forse sto sbagliando io…. Se quello è il modello culturale imperante, chi sono io per farmi il sangue amaro?

    Vivi e lascia vivere di pratiche magiche et giornalistiche dubbie. Se però lo facessero con i lor soldi sarebbe francamente più onesto…

    Domanda: chi è il direttore del TG1? O è orfano, senza padre ne madre?

  2. No, per carità – non mi permetterei mai di fare offese personali – mi chiedevo se il TG1 ha una persona responsabile, un direttore… un qualcuno che risponde sui contenuti. Non mi stupirebbe non esistesse… sembrerebbe non esista a giudicare da ciò che passa.

    No, non sono “melissate”….. Melissa P, o chi per lei, non può essere ritenuta responsabile di ciò che passa il TG1 tra le sue notizie…. Se la chiamano fa benissimo ad andarci, perché no? Noi però dobbiamo poter avere la possibilità, visto che pure paghiamo, di rivolgerci ad un garante…

    Non credo infatti che stare zitti aiuti la causa: è proprio la mentalità mafiosa che in Italia si è sempre privilegiato che ha procurato queste pratiche malsane… che ora sono diventate quasi tradizione… quindi non censurabili…. non scalfibili… finanche qualcosa di cui non stupirsi.

    Ma francamente io puttanate così spero di non vederne mai più. Mai più! Questo pomeriggio non riuscivo a credere ai miei occhi… E poi c’era pure da ridere… Perché subito dopo la lectio su quello che sarebbe una sorta di oroscopo-sentimentale, non saprei, una cazzata del genere…. il compito conduttore… di cui ora non ricordo il nome… ha continuato a leggere le notizie come nulla fosse….. sebbene si fosse ormai in chiusura….

    Robe dell’altro mondo!

  3. non se ne può (quasi) più. Poveri libri! Ormai sembrano il badge necessario per una comparsata in questa o quella trasmissione e dunque, colmo dei colmi per opere che non faranno la storia, anche nelle news. Avete notato come entrano in scena gli scrittori? Portano in mano il loro bambino quasi con pudore…(ipocriti) Il successo degli oroscopi? mah!, io credo che stiano diventando il rifugio degli sconsolati, annebbiati, delusi e mortificati. Ogni tanto faccio un sogno meraviglioso: la deflagrazione totale e inarrestabile dei televisori, dei computer, dei tablet, dei cellulari etc etc. Poi mi sveglio e torno a confrontarmi con la mia inconcludenza e il mio quasi asservimento alla modernità. Mi sento una digital immigrant che quasi sente come un imperativo categorico imparare a “dominare” gli strumenti della modernità. E confrontando sogni e realtà, da brava mediatrice, cerco di trovare il mio equilibrio. Ma le schifezze continuano a farmi male e dunque ad alimentare il mio sogno. Paradossale, vero? Direttori responsabili? ODG? Diritti del consumatore? Facciamoli conoscere ai nostri figli, studenti, bambini, magari loro avranno più forza, visione e determinazione per farli esistere davvero, con dignità ed efficacia! Ciao e scusa lo sproloquio.

    • Figurati! Ho sproloquiato io abbastanza ieri… Sorprende anche me la passione con cui difendo questo cose. Ma ripeto non è un problema editoriale. A mio avviso uno può pubblicare e scrivere ciò che vuole, per me non ci sono dogmi, non ci sono temi intoccabili…. e ognuno è libero di fare ciò che vuole.

      I problemi che ponevo erano sostanzialmente due.
      1) Una questione di deontologia giornalistica (Sarò cretina ma per me il primo telegiornale nazionale ha dei doveri, e tra quelli rientra il rispetto di una data deontologia ed etica, non si fanno marchette a vanvera).
      2) Una questione educazionale e formativa che è pure un dovere di un notiziario così importante. Ma che messaggi mandiamo ai giovani? Che debbono acquistare libri inneggianti alle pseudo-scienze in salsa sentimentale?

      Tutto qui. Ma forse sbaglio io. Magari è normale dentro dati contesti culturali (o pseudo tali). Certo però non mi va di pagare un canone per sponsorizzare questi messaggi altamente diseducativi. Non ho figli ma se li avessi avuti avrei dovuto lamentarmi anche in altri modi. Sarebbe mio dovere farlo comunque.

  4. non se ne può (quasi) più. Poveri libri! Ormai sembrano il badge necessario per una comparsata in questa o quella trasmissione e dunque, colmo dei colmi per opere che non faranno la storia, anche nelle news. Avete notato come entrano in scena gli scrittori? Portano in mano il loro bambino quasi con pudore…(ipocriti) Il successo degli oroscopi? mah!, io credo che stiano diventando il rifugio degli sconsolati, annebbiati, delusi e mortificati. Ogni tanto faccio un sogno meraviglioso: la deflagrazione totale e inarrestabile dei televisori, dei computer, dei tablet, dei cellulari etc etc. Poi mi sveglio e torno a confrontarmi con la mia inconcludenza e il mio quasi asservimento alla modernità. Mi sento una digital immigrant che quasi sente come un imperativo categorico imparare a “dominare” gli strumenti della modernità. E confrontando sogni e realtà, da brava mediatrice, cerco di trovare il mio equilibrio. Ma le schifezze continuano a farmi male e dunque ad alimentare il mio sogno. Paradossale, vero? Direttori responsabili? ODG? Diritti del consumatore? Facciamoli conoscere ai nostri figli, studenti, bambini, magari loro avranno più forza, visione e determinazione per farli esistere davvero, con dignità ed efficacia! Ciao e scusa lo sproloquio.

  5. L’obbligo di pagare per una televisione che dopo quarant’anni ti manda in onda i programmi d’altri tempi per ricordarsi dei “bei tempi”, quando si era usciti dalla guerra, l’economia girava, le mani pulite s’allungavano e tutti tacevano, è già cosa strana di per se. Pagare per un tg che prima commenta in 12 secondi l’isis e poi, senza aggiungere altro, se non un sorriso passa alle interviste sulle vacanze italiane, o magari alla chiaro veggenza è… nauseante.

    Sinceramente comincio a credere che l’unica salvezza per l’Italia siano gli italiani stessi, di qualunque origine siano. Sotto forma di aziende private, di lavorati indipendenti, di ditte che si organizzano da sole senza aiuto dello stato.
    Credere è forse troppo, in un italiano che ascolta un suo compaesano (qualunque sia l’origine) che ha preso da solo in mano la pala o che da solo ha tirato su una casa editrice indipendente, navigando controcorrente. Poi forse è ancora troppo viva quella filosofia rurale di Verga e della sua aragosta, ma se penso ad un TG come quello di La7 (che diciamocelo… si salva), o ai tanti giovani, che scrollandosi di dosso tanto di quel letame di palude, cercano una strada diversa, un’Italia 3.0.
    L’Italia si sarà pur desta, ma il popolo è andato a dormire.

    • Se pensiamo che anche il “Sun” inglese ha “smesso” la sua famosa terza pagina piena di donnette nude perché “non più adatta ai tempi…”. Noi evidentemente il Medioevo ce l’abbiamo nel dna e nel dna giornalistico (o pseudo-tale) in particolare.

      • Aggiungo – Ho appena visto un servizio TG1 proprio sulla decisione del Sun
        Era quasi commovente come sponsorizzavano la decisione “etica” dei colleghi anglossassoni….

        Detto che siamo contenti che il Sun abbia finalmente messo la testa a posto, francamente ritengo che sia molto più immorale il servizio sull’oroscopo-sentimentale di una bella ragazza a seno nudo…

        Pazzesco che si debba anche ribadirlo!

  6. Da ritenere immorale è la stessa “sponsorizzazione di decisione etica” del TG1, in quanto buona parte dei compaesani di tale telegiornale sono conosciuti come temibili … “sessuaioli” in paesi come l’Austria o la Moldavia. (A casa tutti bravi e fuori?…)
    Mi viene da pensare che facciano più informazione programmi come Striscia la Notizia e le Iene, qualunque possa essere l’opinione al riguardo.

    Si, è assolutamente pazzesco e quasi sbagliato doverlo ribadire.

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