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Gertrude Stein tra il ritratto di Picasso e i racconti beduini di Hassan Najmi

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Gertrude“Gertrude” di Hassan Najmi
una recensione di Frances Khirallah Noble

La “Gertrude” del titolo è la Gertrude Stein dei primi anni a Parigi quando creò il suo famosissimo salotto letterario nel quale i più importanti artisti dell’epoca, da Picasso a Hemingway, si radunavano il sabato sera. Tra gli altri ospiti c’é Muhammed, un beduino marocchino, che Gertrude e Alice Tokals incontrarono durante un viaggio a Tangeri, dove lui fece loro da guida e divenne l’amante di Gertrude. In ultimo, Muhammed accetta l’invito di Gertrude di andare a Parigi e si trasferisce nell’attico della casa di lei per diversi anni. Agli occhi di Muhamed Gertrude ha una personalità magnetica ed eccitante e il suo corpo è irresistibile. Sebbene egli sia una presenza di secondaria importanza nel salotto, può comunque incontrare gli illustri ospiti che passano di là e colà si radunano, il tutto mentre il suo ruolo nella casa rimane un mistero e una fonte di pettegolezzo. Un giorno, Gertrude all’improvviso e crudelmente si libera di Muhammed che ritorna a Tangeri distrutto raccontando storie della sua vita parigina che nessuno crede.

Il romanzo inizia con Muhammad morente che chiede a un giovane poeta e giornalista chiamato Abu Hasan, marocchino anche lui, di scrivere la sua vita con Gertrude. Mentre Hasan apprende la verità nella storia di Muhammed, inizia una relazione con un diplomatico afroamericano che è anche lei una donna forte ed esigente. Costei gli apre le porte dell’Occidente e lo conduce al Metropolitan Museum di New York a vedere il ritratto di Gertrude fatto da Picasso. Si tratta di un momento importante nella ricerca di Hasan ma lo sfuggente ritratto non c’é più quando egli arriva essendo stato prestato a un museo londinese.

In “Gertrude” Najmi intreccia liricamente storie d’amore assortite, scontri tra Est e Ovest, arte e artisti e una visione immaginata di una più dolce e malleabile Gertrude Stein.

(traduzione di Rina Brundu)

“Gertrude” di Hassan Najmi Interlink Publishing Group, Inc. Boston, 2014

————— Original English Review ———————-

The Bedouin and Gertrude Stein

Gertrude
By Hassan Najmi
Interlink Publishing Group, Inc.
Boston, 2014

By Frances Khirallah Noble

The “Gertrude” in the title is Gertrude Stein in her early years in Paris when she establishes her famed salon where some of the most important artists of the era, including Picasso and Hemingway, congregate on Saturday nights. In addition, there is Muhammad, a Bedouin born Moroccan, whom she and Alice Toklas met on a trip to Tangier, where he was their guide and became Gertrude’s lover. Ultimately, Muhammad accepts Gertrude’s invitation to go to Paris and lives in the roof apartment above her house for several years. In Muhammad’s eyes, Gertrude is magnetic and thrilling and her flesh, irresistible. A peripheral participant in her famous salon, he nevertheless meets the illustrious visitors as they congregate and pass through, while his role in the household remains a mystery or source of gossip. One day, Gertrude abruptly and cruelly dismisses Muhammad and he returns to Tangier a broken man, with stories about his life in Paris that no one believes.

The novel begins as Muhammad lies dying and asks a young poet and journalist named Abu Hasan, also a Moroccan, to record his life with Gertrude. As Hasan discovers the truth of Muhammad’s story, he becomes involved with an African American woman diplomat, another strong and compelling woman. She opens doors to the West for him, including an introduction to the Metropolitan Museum in New York to view Picasso’s portrait of Gertrude. This is to be a highpoint in his research, but the elusive portrait is gone when he arrives, having been loaned to a museum in London.

In “Gertrude,” Najmi lyrically intertwines an assortment of loves,  jousting between East and West, art and artists, and an imagined view of a softer sweeter Gertrude Stein.

This review appears in Al Jadid Vol. 18, no. 67.

http://www.aljadid.com

© Copyright 2013 AL JADID MAGAZINE


And more about Gertrude Stein….

DP220028

Gertrude Stein

Pablo Picasso
(Spanish, Malaga 1881–1973 Mougins, France )

Date: 1905–6
Medium: Oil on canvas
Dimensions: 39 3/8 x 32 in. (100 x 81.3 cm)
Classification: Paintings
Credit Line: Bequest of Gertrude Stein, 1946
Accession Number: 47.106
Rights and Reproduction: © 2014 Estate of Pablo Picasso / Artists Rights Society (ARS), New York

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Gertrude Stein (Allegheny, 3 febbraio 1874 – Neuilly-sur-Seine, 27 luglio 1946) è stata una scrittrice e poetessa statunitense.

Con la sua attività e la sua opera diede un impulso rilevante allo sviluppo dell’arte moderna e della letteratura modernista. Trascorse la maggior parte della sua vita in Francia. Apertamente lesbica, la sua relazione praticamente “matrimoniale” con Alice Toklas è una delle più celebri della storia LGBT.

Celebre è il Ritratto di Gertrude Stein del 1906 che le fece Picasso, conosciuto nel 1905 grazie al collezionista d’arte Henri-Pierre Roché. Il quadro, riconosciuto dagli storici dell’arte come il primo passo embrionale verso lo stile cubista, è attualmente al Metropolitan Museum of Art di New York.

Nata il 3 febbraio 1874 alle ore 8 in un sobborgo (annesso a Pittsburgh nel 1907) di Allegheny (Pennsylvania) da Daniel Stein e Amelia Keyser, da una famiglia tedesca di origine ebraica ebbe tre fratelli (Michael, Simon e Leo) ed una sorella (Bertha), tutti maggiori.

All’età di tre anni si trasferisce con la famiglia prima a Vienna ge poi a Parigi. Due anni dopo la famiglia fa ritorno in USA e si trasferiscono ad Oakland in California dove Gertrude inizia gli studi. Nel 1893 si trasferisce con il fratello Leo a Cambridge, dove studia biologia e filosofia al Radcliffe College (la versione femminile della più famosa Harvard University), laureandosi nel 1897. Fecero seguito due anni alla Johns Hopkins Medical School (Baltimora) dove studiò psicologia e medicina (esperienza negativa per Gertrude che comunque le servì come base per il racconto Melanctha).

Nel 1902 si trasferì in Francia, che era allora al culmine del momento di creatività artistica, a Montparnasse. Dal 1903 fino alla sua morte la Stein visse a Parigi. Fino al 1914 divise la casa con il fratello Leo, che divenne un raffinato critico d’arte. Per l’intera vita, la Stein non ebbe preoccupazioni finanziarie, vivendo di un vitalizio garantito dall’azienda del fratello Michael.

Stein incontrò la compagna della sua vita, Alice B. Toklas nel settembre 1907, in compagnia di Harriet Levy. Gertude e Alice s’innamorarono, e la loro relazione (nonostante momenti difficili, specie a causa dei numerosi tradimenti con altre donne da parte di Gertrude) durò per tutto il resto della loro vita, fino alla morte della Stein.

Alice andò a vivere con Leo e Gertrude nel 1909, fornendo un sostegno importante al lavoro della Stein, della quale diventò ufficialmente la dattilografa, ma di fatto manager e nume tutelare. Fu un rapporto di co-dipendenza, reso possibile da un amore intensissimo, apparentemente modellato sul rapporto butch-femme, in cui la Stein era l’elemento dominante, ma nel quale la Toklas (che amava ostentare il ruolo di “moglie” femminile e dominata, al punto da voler essere sepolta sì assieme alla Stein, ma con il nome scritto sul retro della lapide) giocava il ruolo dell'”eminenza grigia”. D’altro canto, a ulteriore conferma del rapporto di co-dipendenza della coppia, non si può non osservare come l’opera della Stein più nota al grande pubblico sia la Autobiografia di Alice Toklas, scritta da lei e non da Toklas.

Leo e Gertrude Stein misero insieme una delle prime collezioni di arte cubista, includendo tele di artisti come Pablo Picasso, Henri Matisse, André Derain. Letteralmente tappezzato di quadri dell’avanguardia, lo studio condiviso da fratello e sorella in rue de Fleurus 27 a Parigi ospitò scrittori e artisti come Ezra Pound, Ernest Hemingway, Thornton Wilder, Sherwood Anderson e Georges Braque. Per alcuni degli scrittori americani lontani dalla propria terra che ebbe modo di ospitare coniò il termine Lost Generation (generazione perduta).

Entrata all’ospedale americano di Neuilly-sur-Seine il 19 luglio 1946 per essere operata allo stomaco per un cancro, morì il 27 luglio. Riposa poco distante nel cimitero di Père Lachaise.

Curiosità

Quando la Gran Bretagna dichiarò guerra alla Germania, durante la Prima guerra mondiale, Stein e Toklas stavano visitando il Regno Unito con Alfred North Whitehead. Tornate in Francia, e dopo che la Stein ebbe imparato a guidare grazie al suo amico William Edwards Cook, si offrirono volontarie per guidare veicoli di rifornimento per ospedali francesi, ricevendo poi un’onorificenza del governo francese per questa attività.

Opere

L’importanza di Gertrude Stein nella letteratura del Novecento supera la sua seppur ragguardevole produzione dato il ruolo che ella assunse «per la letteratura degli “espatriati”, fulcro e centro di tutta la più attiva produzione letteraria americana contemporanea». (fonte wikipedia)

Featured images, cover e ritratto di Gertrude di Pablo Picasso

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