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Necessità, desideri e bisogni – Parte I

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

220px-Vilfredo_Paretodi Pietro Bondanini.  La gente comune, osservata quando guarda un manifesto pubblicitario, svela bisogni assai confusi nell'orientare le scelte su cose la cui desiderabilità si apprezza in termini di ofelimità. Pareto ci ha insegnato che l'ofelimità designa la qualità fondamentale degli oggetti economici: cioè il loro valore non sempre corrisponde al beneficio che attendiamo dal loro uso.

In ogni caso, l’utilità del bene nel soddisfare un bisogno, indipendentemente dal fatto che il bene stesso lo soddisfi effettivamente, si esaurisce con la sua ofelimità per cui, sul piano dell'economia, quando giunge sul mercato, un oggetto, prima di essere utile è ofelimo, cioè favorevole e idoneo per essere proposto in vendita.

Il prezzo di un orologio svizzero può superare cifre di quattro o cinque zeri, quando, per conoscere l’ora, oggi, basta guardarla sul telefonino; un grammo di cocaina non ha prezzo per chi ne ha dipendenza e, a tutti è noto che la cocaina, oltre ad arrecar danno alla salute, produce guasti psichici e sociali incalcolabili. Il bisogno si misura in quanto si è disposti a pagare per ottenere ciò che è necessario o che si desidera. L’economia giocata sul desiderio, orienta le persone su mezzi creduti idonei per soddisfare bisogni inconsistenti; le persone sono incoscienti e sprovvedute quando seguono percorsi che si esauriscono nel consumare la cosa stessa per ciò che immaginano capace di restituire; di contro le persone preparate, coscienti e consapevoli, prima di consumare, valutano i loro bisogni, indipendentemente dai desideri, sulla base del budget dedotto dal proprio progetto esistenziale, e, conseguentemente, orientano la scelta in senso efficace su quanto occorre al proprio percorso di vita.

Da questa stessa considerazione dovrebbe dedursi che un’economia abbandonata alle sole sue teorie, non possa, da sola, costituire l’ossatura di una politica che inizia dalla famiglia e si dirama nei vari gradi dei rapporti che si costituiscono nel gruppo di appartenenza.  Da persone sprovvedute, non si può crederle capaci di compiere scelte coerenti con un percorso orientato ad un modo di vita ragionevole, e dalla persone consapevoli non sono prevedibili comportamenti tali dal tenerle estranee dal fare scelte che esulino dal loro esclusivo tornaconto.

Quando il Governo del Paese, non avendo più credito né mezzi per far quadrare i conti disastrati dalla pressione del debito pubblico che aumenta in modo inverosimile, favorisce la diffusione delle slot machine con iniziative che dovrebbero indurre alla sollevazione moralisti, psicologi e sociologi, c’è da chiederci se i cittadini italiani saranno mai capaci di riacquistare un senso politico appropriato perché solo chi sia bravo, onesto e consapevole possa accedere alle stanze del potere per ricondurre la società ad equilibri compatibili con una vita civile decente e per portare a termine i cambiamenti resi necessari dai progressivi passi nello sviluppo delle tecnologie informatiche e della comunicazione.

Beni e servizi sono di due generi: beni e servizi che, usati, recano un beneficio corrispondente quello per cui sono predisposti, e beni e servizi che, usati, recano benefici apparenti e dannosi nell’essere proposti in forme ingannevoli e configurati per dare benefici incerti e quasi mai vantaggiosi per chi li usa. Libertari e Radicali sostengono che la valutazione del vantaggio è una questione soggettiva riguardante il consumatore libero di fare le sue scelte. Liberali e Socialisti, entrambi democraticamente, dovrebbero convenire che nessuna politica economica e sociale possa essere condotta quando ofelimità e utilità collidono in modo da recar danno ai patrimoni, alla società e all’interesse dei cittadini, considerati come classe che condivide interessi comuni.

In una Nazione civile, il mercato non può accettare commerci oscuri ed è triste constatare di essere ancora succubi di un mostro che ci fa giocare d’azzardo gli ultimi risparmi tanto da mettere alle corde chi non ha più i soldi, anche per pagare il ticket per le medicine.
E’ importante partire dalle slot machine per introdurre i rudimenti che reggono la teoria del dono e dello scambio. Gli economisti hanno detto tutto sullo scambio che consiste nell’osservare la dinamica del prezzo correlato alla quantità offerta e domandata, ma poco sul dono perché il dono non ha prezzo, anche se il donare rappresenta per tutti i popoli della terra il pilastro per sostegno della famiglia e delle associazioni umanitarie che tutelano salute e ambiente. Non c’è niente da misurare nello scambio di doni; il dono non ha valore misurabile in termini monetari ma vero amore e speranza di essere caritatevolmente contraccambiati, in caso di bisogno. Non ci dovrebbe essere scambio quando il bene sia disponibile in quantità esuberante alle necessità. In tal caso il detentore del bene tenderà a ridurne la disponibilità sul mercato con l’intento di stabilirne il prezzo. E’ il caso dell’acqua che in Puglia è sbandierata come merce rara, quando rara lo è per davvero quando i gestori trascurano le operazioni di manutenzione dell’acquedotto per cui l’acqua si disperda invenduta nei campi delle masserie.

segue …

Featured image, Vilfredo Pareto.

4 Comments on Necessità, desideri e bisogni – Parte I

  1. La seconda parte è pronta ma prego Rina Brundu di pubblicarla non prima che si risponda con qualche commento a questa prima. Sto terminando la terza parte, ma mi dovete chiarire le idee, che per essere espresse, devono essere chiare e ragionevoli.

    • Scusi per il ritardo con cui rispondo Signor Bondanini. Volevo dirle però che Rosebud non è un sito di commenti ma di contenuti e sulle tempistiche di pubblicazione non vi possono essere regole perché tutto il lavoro sul sito viene fatto a titolo gratuito e dunque togliendo molto tempo a tutto il resto… grazie comunque.

  2. Insomma, caro Gavino, mi sento ricambiato per la gioia che provo nel leggere il suo suggerimento di orientare i nostri desideri vani ed inappaganti per soddisfare le necessità primarie di chi ha appena il necessario per sopravvivere. Le necessità primarie sono essenzialmente medicine e beni di consumo, ma anche strumenti con tecnologia avanzata che consentano agli assistiti di cogliere le opportunità di soddisfare i bisogni con mezzi propri dopo un processo accelerato di acculturamento. Le missioni religiose e laiche assolsero questo compito ai tempi delle colonie. Ora è necessario continuare su questa strada in vista di trasformare l’intero terzo mondo, in paesi emergenti. Nutro profondo timore per le azioni di alcuni organismi non governativi veicolanti, oltre che armi e droga, ideologie distorte nate con lo scopo di introdurre il controllo delle nascite, e di intervenire per attuare modificazioni genetiche contro l’ordinamento della natura umana.
    Ricopio qui la sua definizione di necesssità.
    “E’ necessario ciò che serve, come il chiodo per unire due pezzi di legno o come il latte materno al neonato.” Il chiodo e il latte materno”, spero di rivederli sotto forma di titolo di un suo scritto nel quale il pezzo di legno e un martello saranno i protagonisti con un papà e una mamma.

  3. Grazie Gavino, credo che questa prima parte possa essere ancora trattata sotto l’aspetto del “senso” concepito per le azioni che gli uomini compiono durante il loro percorso di vita. Non si tratta di concepire le differenze tra i RITI che compiono gli uomini per evocare la pioggia o per purificarsi, ma si tratta di osservare quali siano le azioni, che in ogni tempo, siano state EFFICACI per disporre dell’acqua necessaria per placare la sete, per dissetare il bestiame e per coltivare i campi. Pareto, attraverso le teorie sulle azioni non logiche, dei residui, e delle derivazioni, riuscì, elaborando una specifica ulteriore teoria sulla circolazione delle élite (confuse tra nominate e elette) , a completare un trattato sulla “Forma Generale della Società”. Pochissimi lo apprezzano perché nessuna, tra le forme descritte, corrisponde al “Senso di vita” coltivato da ogni Persona singola nell’immaginare una società capace ad offrire a tutti benessere e felicità.

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