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Sul renzismo e sulle esternazioni in politichese di Pippo Civati…

icebergdi Rina Brundu. Dai nemici mi guardi Iddio che dagli amici mi guardo io. È un proverbio, un detto, che pare pensato a bella posta per il nuovo Premier italiano in carica. In virtù di ciò ecco il suo diretto concorrente alle primarie PD, il criptico Pippo Civati, che, senza spiegarsi meglio, sprezzante del pericolo (e della crisi occupazionale in corso), decide: “Matteo sbagli ma voto la fiducia”. Ed ecco Enrico Letta e Pierluigi Bersani che si incontrano alla Camera e si abbracciano con un sospetto trasporto stile “Carramba, che sorpresa!”. Manca solo qualche formidabile “baruffa chiozzotta” tutta interna alle vecchia dirigenza PD e tesa a demonizzare il look kennediano di Matteo Renzi, poi il repertorio sarebbe completo.

Visti dall’esterno, gli amici-nemici di Matteo Renzi sembrano davvero tanti. O almeno sembrano davvero tanti coloro che, dai suoi stessi ranghi, pare lo stiano aspettando al varco, gustando fin d’ora l’inevitabile passo falso. Il passo falso che ci sarà come è normale che sia. E se l’abbraccio “esagerato” Bersani-Letta può starci tutto, è difficile, davvero difficile, comprendere le esternazioni di quelli come Civati… Quelli che come Civati hanno una responsabilità di partito ma sembrano non avere ancora capito che il tempo del politichese, delle correnti, delle cordate – proprio come ha ricordato alcuni giorni fa Papa Francesco ai cardinali della Chiesa di Roma – è finito e che la gente, là fuori, ha perso la pazienza. Quelli come Civati che se togli l’anti-berlusconismo per partito preso non si è ancora ben compreso come immaginino il mondo di oggi. Quelli come Civati che twittano di voler creare il Nuovo Centro Sinistra e non si è ancora capito a che prò. Quelli come Civati che se hanno una qualche nuova portentosa ricetta per risolvere la crisi la tengono ben stretta, segreta, e soprattutto non si riesce ad indovinare nell’aftermath di quale fondamentale esperienza operativa sul campo l’abbiano partorita.

Nell’Irlanda del boom tecnico prima e finanziario poi, ho visto trascorrere le giovinezze di infiniti ragazzi brillanti che mercé le loro capacità, il loro istinto per la concretezza, hanno saputo creare società che hanno dato lavoro ai tanti. Hanno permesso ai tanti, agli altri, di inseguire i loro sogni, di formare famiglie, di colorare le loro esistenze di tinte diverse e bellissime. Nessuno di loro parlava il politichese civatiano, nessuno di loro l’ho mai visto confondere l’idealità col lavoro, nessuno di loro metteva il piede in due scarpe, nessuno di loro rilasciava dichiarazioni tese ad uccidere la speranza tanto per fare, nessuno di loro somigliava a quelli come Civati: sarà un caso?

Featured image, Renzi e Letta durante la cerimonia del campan… pardon, due iceberg.