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Campagne elettorali occulte: il caso Corriere della Sera e la lobby grillina dei commenti in calce: il 2014 come il 1984 di Orwell?

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

corrirere grillodi Rina Brundu. Se scrivo questo articolo è perché come molti connazionali penso che il Corriere della Sera sia un patrimonio giornalistico da difendere e non un altro giornaletto qualunque. Vero è che, a differenza di altri grandi quotidiani – vedi il The New York Times – il Corriere è rimasto tale (o quasi), solamente nella sua versione cartacea, mentre il Corriere.it – causa una specie di deriva gossiparo-scandalistica, nonché una organizzazione grafica non all’altezza – sembra sempre più in balìa di se stesso. Non fosse per alcune firme prestigiose che lo abitano, o per alcuni forum tenuti da professionisti del mestiere, questo giornale online sarebbe in tutto e per tutto uguale ad un altro blog di notizie. A volte, più lento nello stare sul pezzo.

Non è completamente vero però che il giornale sia totalmente in balia di se stesso, di fatto, dati alla mano, sembrerebbe che sia per lo più in balia di una agguerritissima lobby grillina afflitta dalla Sindrome del Commento Selvaggio (anche questo un insegnamento dei consulenti di programmazione neuro-linguistica assunti da Casaleggio? Il dubbio mi assilla, fermo restando la certezza che di roba da “neuro” si tratti). Costoro – i migliori rappresentanti di questa lobby – fanno infatti punto di prendere di mira qualsiasi articolo di tematica politica pubblicato (ma non solo di tematica politica), e di trasformarlo in una mini-campagna propagantistica e/o elettorale a favore dei loro guru di riferimento.

corriere2Un caso straordinario si è avuto ieri in calce all’ennesimo pezzo politico. L’ispirato lettore che si fa chiamare Lettore_5483301 (una persona? Una macchina?), è subito intervenuto con un commento lapidario quanto sgrammaticato: “Ha ragione grillo”. Per carità, lungi da me infierire sul refuso nel nome, ma certamente resto perplessa (così come diversi altri lettori che da tempo segnalano alla redazione online la problematica nel suo complesso), quando, nel breve, quasi 900 altri “commentatori” hanno eletto quella concisa “perla” dialettica “il contributo più votato”. Più votato da chi? Parenti di Grillo? Cugini di Casaleggio? Adepti della neuro-consulenza? Il circolo “I hate Oscar Wilde”?”, il club “Ennio Flaiano devi morire!”? O, piuttosto, giornalisti del Corriere che remano contro?

Qui, debbo ammetterlo, il dubbio mi assilla veramente e chiunque abbia a cuore il destino del Corriere (cartaceo o digitale che sia), non dovrebbe dirsi disinteressato alla faccenda. Da quando in qua il più grande giornale di un paese democratico fa “campagne occulte” per questo o quel partito politico? Di norma non le facevano pubblicamente a seconda di come ordinava la voce del padrone? O, forse, ad impedire qualsiasi azione-di-contenimento da parte della redazione è il fascino dei “cittadini” imbottiti di sapienti perle neuro-linguistiche, quindi capaci di imporre la loro dialettica avveniristica che tutto vede e provvede? Che il 2014 sia davvero il distopico 1984 di orwelliana memoria? Confessolo: mamma, ho paura!

Featured image, il “contributo più votato” del Lettore_5483301 che dava ragione a “grillo” a prescindere come direbbe Totò. Seconda immagine, lo screenshot di un secondo commento scettico sui reali meriti creativi del suddetto Lettore (cliccare sulle immagini per meglio visualizzarle)…