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Toponimo di Villanova Strisaili – un omaggio di Massimo Pittau.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Informazioni sugli studi di Massimo Pittau sul toponimo Strisaili sono state inserite nel sottostante volume (cliccare sulla coperta per maggiori informazioni) e dunque questo post è stato aggiornato. Grazie.

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8 Comments on Toponimo di Villanova Strisaili – un omaggio di Massimo Pittau.

  1. Mi dispiace contraddire, ma avendo scritto del poleonimo altrove, pare evidente che esso come le altre varie attestazioni similari: Strisai (col suffisso paleosardo -ai), Strizailis (con -is egualmente paleosardo) hanno poco di latino. Peraltro avremmo *istrissaili, cioè la geminata, che manca invece sempre. Lo stesso Pittau ha riconosciuto che un sostantivo come caràili ‘grosso masso’ (Isili) è del sostrato, e qui abbiamo la stessa terminazione. Nel mio saggio ho avanzato un’altra ipotesi. Visto che il territorio di V. Strisaili è ricco di macchia mediterranea, con profluvio di essenze e piante medicinali, e non manca, anzi abbonda, la genziana (vedi wikipedia), ho avanzato il confronto con il nome della stirsozila ‘centaurium umbellatum’ o ‘centaurium erythraea’, entrambe specie di genziane. La parola stirzosila era in uso presso i Daci, cioè presso un popolo parlante un dialetto tracio settentrionale. E credo questo sia il mio omaggio. Floreale.

  2. Inserisco qui di seguito il commento inviatomi via email dal prof. Pittau.

    I) Nel mio piccolo saggio sul toponimo sardo Strisàili io non faccio alcun accenno al latino.
    II) Da tre ricchi repertori di botanica sarda che ho controllato, non risulta che esistano in Sardegna le piante che egli cita.
    Massimo Pittau

    Vorrei fare un piccolo addendum se posso.

    Per quanto riguarda il termine “Strisaili” ricordo che sin da bambina sentivo discutere sulla sua origine un po’ dubbia. La versione che passava allaora, e credo ancora in quel di Villanova – anche se era per lo più vox-populi e non ho mai avuto modo di verificarla – era che “Strisaili”, significasse “tre ovili”, e la radice fosse un /tres ailis/ che scrivo così in forma di writing fonetico perché non ho alcuna idea a quale idioma o dialetto, appartenga. Se qualcuno potesse illuminarmi, gliene sarei grata.

    Diverso è il discorso relativo al villaggio che esisteva nei secoli andati prima di Villanova. Un paese sostanziale rispetto a quello attuale e di cui chiunque a Villanova sa bene, dato che tutti, chi prima chi poi, abbiamo fatto scorribande, da piccoli, tra le collinette circostanti dove si vedono ancora i muri dell’antico borgo, dove sono stati trovati tanti reperti in ceramica, dove fino a circa 50 anni fa esisteva ancora la chiesetta. Come non bastasse, la nonna raccontava anche tante storie relative alle ricche signore di quel villaggio che nei giorni di festa uscivano agghindate con i loro ori, storie tramandate nel tempo e che nel tempo si sono ammantate di un fascino davvero unico. E poi si potrebbero riportare tanti altri fatti e fatterelli, ma questo non è il luogo….

    Mi preme invece menzionare, qua sotto, una chicca. Di fatto, quella vecchia casa della nonna che ho messo come featured image, casa che non esiste più da tanto tempo, mi raccontavano i miei zii, fu anche la casa natale di un cantautore sardo molto noto, credo si chiami Masala. Mi piacerebbe, qualora passasse di qua, se potesse confermare questa notizia, anche scrivendo via email. O che altri la confermassero per lui, grazie.

  3. MI dispiace contraddire: ma le specie “centaurium umbellatum” ed “erythraea centaurium” risultano invece attestate in Sardegna ed endemiche. Cfr. qui http://www.sardegnaflora.it/linkerbe%20a-l/centaurium_erythraea.html.

  4. Inserisco qui di seguito un nuovo commento

    1) Rallegramenti al mio oppositore perché, circa la presenza di due piante in Sardegna, egli ha corretto, non me, bensì tre recenti cultori di botanica sarda.

    2) Sul piano linguistico invece non gli posso muovere alcun rallegramento, anzi! Ma quale è la esatta scrittura della pianta dei Daci? stirsozila o stirzosila? Ed egli non vede la enorme distanza fonetica esistente tra questo fitonimo e il toponimo sardo Strisàili? E non vede la enorme distanza geografica tra le antiche Dacia ed Illiria?

    3) Rispondo alla richiesta fatta dalla nostra amica dott.a Rina Brundu: la interpretazione di Strisàili come «Tre Ovili» non regge in nessun modo.

    Massimo Pittau

    ______________
    grazie professore, magari questa cosa deriva da una vecchia leggenda, pero’ cosi si diceva e immagino cosi si dica ancora in quel di Villanova.

    Francamente so che molti villanovesi sono esperti in materia – della cosa ho discusso spesso con diverse persone – per cui se volessero intervenire lo apprezzerei molto…

    grazie

  5. La ringrazio per i complimenti. Dunque la genziana è pianta stanziale, quindi può avere avuto un nome o dei nomi prelatini. La forma giusta (o quella maggiormente credibile per i filologi) è stirsozila/tircosila, ove -zila, ricorrente in altri fitonimi daci, si pensa che valga ‘erba’ sulla base del russo žile. Da stirso con banale metatesi si ottiene striso-

  6. Dimenticavo l’osservazione poco propizia del Pittau: “E non vede la enorme distanza geografica tra le antiche Dacia ed Illiria?”. Ma se da lunga pezza sono tate trovate isoglosse UNICHE di albanese con rumeno, e si pensa che risalgano ad un antico sostrato balcanico? Esiste una ricchissima bibliografia in merito, ad esempio qua: http://groznijat.tripod.com/balkan/ehamp_biblio.html. La posizione originaria degli odierni albanesi sembra essere stata un po’ più a Nord di dove si trovano oggi.

  7. 1) Con la dimostrazione che in Sardegna esistono effettivamente due varietà di genziane, il mio eterno oppositore ha pure messo una solida base per una sua evidente contraddizione: siccome quelle erbe in Sardegna sono dette «erba de China, éiva ‘e sa malàrica, èiba di freba», quale mai connessione fonetica egli è in grado di (di)mostrare col toponimo ogliastrino Strisàili?

    2) In precedenza egli aveva spostato i confini dell’Albania dal Mare Adriatico al Mar Nero (Bulgaria), in questi giorni li ha allargati fino a comprendervi la Romania: quando vi vedremo incluse anche l’Ucraina e la Russia?

    3) Non attacca con me il fare sfoggio di cultura citando tutta la vasta bibliografia linguistica relativa all’intera Penisola Balcanica, ma egli deve citare soltanto quella relativa alla erba della Dacia (= Romania) che egli ha chiamato in causa trascrivendola in maniera abbastanza pasticciata.

    Massimo Pittau

  8. 1) “eterno oppositore” ?. Qui c’è una scritta “leave a reply”, e uno interviene o per plaudire ( e verosimilmente non aggiungerà nulla) oppure per esprimere una diversa posizione. Se altri oltre al Prof. Pittau, avessero il coraggio di esporsi a “leave a reply” ben ne verrebbe per la disucssione riguardo l’ardua conoscenza del nostro lontano passato. Riguardo al significato odierno delle nostre piante, esso può esser un aiuto eventuale (ma non una certezza) per interpretare il significante striso- /stirso, se giusta la mia connessione. Di più non si può dire. Certo le connessioni si sostanziano sulla base di diverse concordanze e risonanze ,non di solo una e per certi versi insicura. Questo lavoro fu fatto nel mio saggio e in altri articoli.

    2) E quando mai spostai i confini dell’Illiria al Mar Nero ? Dai, diciamocela: quando a uno non sai cosa rispondere, digli (garbatamente) che non sa neanche la geografia!

    3) Okay, però quella bibliografia, in buon parte io l’ho letta, quindi so che esiste, come mi son letta quella relativa al mondo etrusco e almeno quella non in basco stretto del Lakarra, sul versante iberico

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