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Esclusivo – Dal diario “segreto” di Pier Luigi Bersani (1): la riunione d’emergenza e la conferenza “Marxismo, socialismo: cui prodest?”.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

414px-Hammer_and_sickle_svgBotteghe Oscure, mercoledì 9 Gennaio 2013.

Ragass… caro diario,

da quando ho saputo che il Mario tiene un diario “segreto” molto visitato non c’ho dormito più la notte! Non dormendo oggi non dormendo domani – ma restando sempre perfettamente conscio della necessità di dover essere quanto meno assonnato possibile in questa epocale campagna elettorale senza esclusione di colpi – alla fine ho rotto gli indugi e ho convocato una riunione d’emergenza del Comitato Centr… pardon, del Comitato Direttivo.

Presenti tutti, ho subito esordito: “Ragassi e/o compagni (cosa non si fa e cosa non si dice pur di non scontentare la Base!), non vi ho buttati giù dal letto nel cuore della  notte per pettinare bambole. Naturalmente potrei dire “pectere pupas” ma, come ho già fatto notare in altre occasioni, occorre volare basso!”.

In quella – debbo confessarlo – un timido applauso da parte del Matteo (Renzi) mi ha dato il coraggio per continuare con maggiore convinzione: “L’evidenza odierna dimostra – ho rimarcato piccato – che l’attacco che ci viene portato con inusuale sfrontatezza è ancora una volta di natura fondamentalmente dialettica. E allora dico: con la dialettica risponderemo! O, in alternativa, dico che chi di dialettica ferisce di dialettica perisce, ma mi pare che qui più volare basso stiamo proprio raschiando il fondo del barile!”.

Una rapida occhiata al Nichi (Vendola) mi ha dato il conforto d’intelletto necessario per proseguire sulla stessa linea decisionistica: “E quindi dico pure: basta insinuazioni! Basta illazioni! Basta maldicenze giornalistiche e mediatiche tutte rivolte a delegittimare il nostro sacrosanto diritto a governare questa nazione! Soprattutto – cari ragassi e/o compagni – basta con le reiterate e più o meno velate accuse di obsolesc… pardon, di inadeguatezza intellettuale e/o operativa e/o di incapacità di visione moderna”.

“Bravo! Bravissimo!” ha esultato indi la Rosi (Bindi) alzandosi dalla sedia e battendo un colpo sul tavolo con convinzione! “Che donna! E che tempra anche a quell’ora antelucana! Di prima di diverse guerre mondiali: indistruttibile e mai doma!” ho pensato tra me e me ma non ho voluto darle troppa soddisfazione per non portare il Partito ad indulgere eccessivamente in pericolosi entusiasmi facili. “Ti prego siediti ragassa e/o compagna Presidente! – l’ho dunque ammonita; – la situazione contingente richiede ben altre risposte. Ragion per cui, mettendo da parte, una tantum, l’usata prassi delle Primarie, mi accollerò l’onere e l’onore di pianificare e di lanciare subito un fondamentale piano quinquennale capace di ammortizzare qualunque nefasto impatto d’immagine procurato nell’esercizio delle future, quanto inevitabili, responsabilità politiche derivanti dal governo del popolo, operai e sporchi capitalisti, nel breve, medio e – auspichiamo – lungo termine!”.

È stato allora, ovvero quando anche il solitamente pacato collega ragasso e/o compagno e/o vicesegretario Letta batteva i piedi sul pavimento all’unisono con tutti gli altri, che ne ho quindi profittato per sferrare l’attacco finale: “Detto ciò, ragassi e/o compagni, allo scopo di far fronte in maniera massiccia alla suesposta offensiva delegittimizzante, metto all’ordine del giorno di questa riunione d’emergenza del Comitato Centr… pardon, del Comitato Direttivo l’immediata riassegnazione delle correnti competenze primarie di ciascuno dei suoi membri”.

“Specificatamente: – ho spiegato rivolgendomi a Renzi, seduto alla mia destra (naturalmente avrei potuto anche usare una costruzione avverbiale più sofisticata del mero avverbio “specificatamente” ma un leggero tocco sulla spalla del Nichi mi ha consigliato altrimenti) – tu, Matteo, incaricati di telefonare a Silvio e fatti restituire in giornata il tomo imprestato dieci o dodici anni fa “Capitalismo schizzato e Finanza-curiosa for Dummies”: una rinfrescata ai fondamentali non ci farà male! Quindi, vedi di aggiornare il titolo della conferenza-dibattito di domani sera da “Marxismo e socialismo: quali prospettive di rinascita nella contemporainetà?” in “Marxismo e socialismo: cui prodest?”. Meglio ancora: scarica Eugenio come relatore e invita Giulio!”.

Caro diario, debbo confessarti che nell’euforia del momento mi sono sentito invincibile, l’adrenalina scorreva a fiumi e il Mario era già stato idealmente declassato a Ministro delle Finanze: “Tu, Nichi – ho ordinato allora – basta con le raccolte vintage e cult di “Komsomol’skaja Pravda”, rispolveriamo Keynes. Anzi, dato che ci sei, invita anche lui come relatore straniero!!”.

“Ma… ma… ma… ragasso e/o compagno Segretario…. Keynes è….è morto!” ha osservato cauta la Bindi che resta sempre la più pronta e perspicace di tutti!

“Ecchisenefrega, compagna!”.

Caro ragass… uhm, caro  diario, era da prima della Perestrojka che provavo quella frase ad effetto ed ora che mi è riuscito di dirla in un adeguato contesto mi è tornato pure il sonno dei giusti: un’altra paginetta da “Vita e opere del Papa buono”, l’usato Padre Nostro e le quattro Ave Maria e poi finalmente… a nanna!

To be continued…

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Nota bene: a scanso di equivoci questo è un articolo di natura meramente satirica!

Rina Brundu, all rights reserved MMXIII.

Featured image, la falce e il martello erano il simbolo dell’URSS.

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2 Comments on Esclusivo – Dal diario “segreto” di Pier Luigi Bersani (1): la riunione d’emergenza e la conferenza “Marxismo, socialismo: cui prodest?”.

  1. Hai proprio ragione

  2. Sei molto generoso Gavino: in realtà sul diario di Pier Luigi c’é ancora da lavorare:))! Però profittiamone magari per ringraziare – qualora un giorno parlassero di qui – sia lui, la Bindi, Renzi, Vendola, lo stesso Monti e tutti i personaggi citati in questi pezzi di satira… se non altro per la “pazienza”. Occorre essere infatti spiriti validi per stare al gioco. Di fatto tutto questo ci ricorda che – nonostante tutto – viviamo un Paese fortunato dove si può ancora ridere e scherzare. Non dovunque è così ma noi questo spesso lo dimentichiamo. Un caro abbraccio.

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