Advertisements
PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 9. Breaking News

Esclusivo – Dal diario segreto di Mario Monti (5): la “salita” della Befana e la campagna vota Mario, vota Mario, vota Mario…

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

vota_antonio-300x258Palazzo Chigi, sabato 5  Gennaio 2013.

Caro diario,

non c’è nulla che non farei per i miei nipotini Spread e Pil. Mi si è quindi stretto il cuore quando li ho visti rientrare dall’asilo in lacrime. Capirne il motivo è stato un poco come interpretare gli incisi in minuscolo della legge sui rimborsi elettorali. Capire poi perché additassero me come responsabile dell’orrendo crimine che li aveva ridotti in quello stato, ha richiesto più acume di quanto ne servì alle “Risorse Umane” di PDL, Lega e Margherita per assumere Fiorito, Belsito e Lusi come tesorieri.

Cazzarola, sembrerebbe che a fregarmi sia stata la semantica! Mercé le mie recenti (avventate? A questo punto me lo chiedo), dichiarazioni sulla necessità di “salire” in politica, Spread e Pil si sono convinti che quest’anno la Befana non si fermerà da noi. Del resto il ragionamento è logico: non potendo più volare sul comignolo ma dovendo “salire” anch’ella sul tetto, come tutti (considera che io mi sono riservato l’attico di questo atavico maniero!), data l’età, non opterà forse, l’anziana signora, per un salto di comignolo?

Che a sentire Vendolino (il nipote secchione di Nichi Vendola che frequenta lo stesso asilo di Spread e Pil, sebbene in diversa sezione), quello sarebbe il minor male, dato che impedendo alla Befana di svolgere il lavoro che più l’allieta e la rende femmina-orgogliosa e arrivata, di fatto io starei impedendo “lo sviluppo di una fase più avanzata della società comunista (??) in cui sarà scomparsa la subordinazione asservitrice degli individui alla divisione del lavoro e quindi anche il contrasto fra lavoro intellettuale e fisico. Lo sviluppo di una fase in cui il lavoro sarà diventato non soltanto mezzo di vita, ma anche il primo bisogno della vita. Lo sviluppo di una fase in cui con il progresso onnilaterale degli individui saranno cresciute anche le forze produttive e tutte le sorgenti della ricchezza collettiva scorreranno in tutta la loro pienezza. Perché solo allora l’angusto orizzonte giuridico borghese potrà essere superato e la società potrà scrivere sulle sue bandiere: ad ognuno i doni della Befana secondo le sue capacità; a ognuno i doni della Befana secondo i suoi bisogni”.

Stigazzi! Rimpiango i bei tempi da Goldman quando l’intellettuale e azionist… pardon e aforista di riferimento era Warren Buffet: “La prima regola è non perdere. La seconda è non scordare la prima”.  E adesso che Spread e Pil si sono finalmente calmati a ben pensarci è proprio di questo che mi dovrei preoccupare: di non perdere! Facile a dirsi però: io non ho il savoir-faire di Pier Ferdinando che con i suoi santi in paradiso, o comunque nelle sfere ecclesiastiche che contano, si può permettere di dire tutto e il contrario di tutto; non ho neppure le schiere di intellettuali impegnati a tessere e trafficare per dare allo spettro che fu il comunismo sostanza apparente, meno che meno ho nel mio capello i trucchi di quel marpione di Silvio e a farmi invitare da Santoro manco ci penso. Del resto noi tecnici abbiamo già dato quando Corrado – con fare cortese ma battagliero – si precipitò nello studio di quel programma a smentire che fosse uomo dell’Ilva. Che per noi tecnici lo stile è tutto e sappiamo sempre quello che facciamo, o per dirla con le sempre ispirate parole di Warren: “Quando voglio prendere una decisione di gruppo mi guardo allo specchio”. Questo si che è parlare, comunisti del cacchio!

Basta! Ho deciso: non sarò mai un ministro in un governo altrui e la campagna elettorale me la faccio da me. Borsellino alla mano mi resta ancora qualcosina dal pagamento della seconda rata dell’IMU e se non ho dormito più del dovuto (mi accade, purtroppo, tra un tweet e l’altro, di appisolarmi sul divano), lo pizzicarolo all’angolo dovrebbe essere ancora aperto. Comprerò quel megafono che ho visto in vetrina quando con Elsa ci recammo ad acquistare i botti di fine anno proibiti (che sarà mai, si vive una volta sola!), e inizierò seduta stante la campagna “Vota Mario, vota Mario, vota Mario…”. Nel dubbio che possa riuscire a salire tutti i tetti – del resto l’età avanza anche per me e gli impacchi lenitivi della zia della cara Adolf… Angela arrivano dove arrivano – comincerò a fare propaganda dal comignolo della mia famiglia, poi – contanto sul fatto che prima o poi mettano la testa a partito-giusto – mi sposterò in quello di Pier Ferdinando (speriamo bene con le guglie!), quindi muoverò verso Villa San Martino e per ultimo scalerò quello di Scalfari che in termini di sostegno alle “lotte” di Pierluigi dà maggiori garanzie.

Sarà meglio però non fare troppo affidamento su una tale manica di scalmanati e la famiglia resterà il perno del mio predicare: del resto in casa siamo almeno 6 e sei voti sono sempre un bel cominciare. Certo – qualora alla fine della conta Vespa dovesse annunciare che ne ho raccattato solo 5 – Dio lo assista quando mi ritroverò tra le mani il franco tiratore….

Rina Brundu – All rights reserved MMXIII.

Per leggere gli episodi precedenti clicca qui.

Featured image, l’incommensurabile Totò.

Advertisements