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Spoon River d’Ogliastra 8: ottobre

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

Ottobre. Parliamone, ecchesaramai, sono trascorsi cinque anni, sai. Ottobre. E quel suo appressarsi muto, gioco usato, falsato dal tempo, ma in fondo ben conosciuto. Che il silenzio lo sentivi fratello e a suo modo ti faceva più bello. Ottobre. Parliamone, ne converrai, sono passati cinque anni, ormai. Ottobre. E quel suo appressarsi lento, carico d’ogni malinconia e degli umori capricciosi del vento. Con il quale danzavano foglie, imbrattate di ruggine, d’ogni afflitto colore, abbandonate, perdute, smarrite, annullate nel loro infinito dolore. Parliamone, concorderai, perché non ne parliamo mai. Ottobre. Che sapeva di scuola, di grembiuli e fiocchi vivaci. Ottobre. Che sapeva di pioggia, di stradoni bagnati, di timide braci. Di orti intristiti intorno al villaggio, cataste di legna, storie senza coraggio. Ottobre. Che sapeva di noi, dei nostri sogni, del domani, di infiniti istanti strani. Ottobre. Dolce, infingardo. Ottobre. Cortese, bastardo. Ottobre. Che giuro per l’anima mia non avrebbe mai dovuto portarti via.

Rina Brundu, 1 Ottobre 2007 – 1 Ottobre 2012

Featured image, Autumn  by Frederic Edwin Church (1826–1900)

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12 Comments on Spoon River d’Ogliastra 8: ottobre

  1. Ah no Gavino… non c’entra nulla la Poesia con me. E’ che io sono memoria. Spesso. Molto spesso.

  2. Nello specifico una persona carissima venuta a mancare 5 anni fa in questo giorno. In generale tutti gli spoon river che pubblico riguardano le mie foglie morte, le mie formiche della montagna che ora riposano sulla collina. E le loro storie che sono state. E io sono memoria perche’ …. Be quella e’ faccenda piu’ complessa ma non e’ ancora tempo di scriverne. Serve maggior saggezza… E tempo….

  3. Bello e commovente

  4. Aggiungo, Gavino. La Memoria é finanche illusione sul passato. Illusione sul presente. Diminuisce il futuro ma in fondo fa una differenza. Nell’istante. Forse è una droga. Un tempo l’avrei considerata di più ora ritengo sia per lo più… consequentia rerum.

  5. Rina continua a sostenere che la sua non è poesia! Se sono graffianti, allora definisce i suoi versi URLI, se sono malinconici, dolci e pieni di ricordi, allora si tratta di MEMORIA: Chiamali come vuoi, Rina, per me è poesia sublime, quando declami i tuoi Spoon River!!
    E fai bene a ricordare, a fare memoria di chi ha calpestato le strade di questo mondo, di chi ha lasciato un’impronta, più o meno profonda, nella tua vita e nel tuo pensiero. Per chi non crede nell’aldilà, il ricordo è un valido modo per mantenere in vita chi ci ha lasciato…dimenticare,è come far morire di nuovo, e definitivamente, chi abbiamo scordato!

  6. Ninetta // 2 October 2012 at 14:08 //

    Cara Rina, da quando ti ho scoperto ti leggo spesso perchè i tuoi scritti sono vicini alle mie corde,forse perchè anch’io sono nata e ho respirato il vento d’ogliastra..questo tuo scritto è vera poesia da cui traspare l’amore per la nostra terra.Ottobre di colori, di malinconia, di foglie cadenti leggere sui prati, del giorno che sorge stanco, ma caldo,come l’anima che esplode in turbe gioiose.Ottobre di ricordi, di luoghi rivisitati attraverso la memoria in un giorno triste che ti riporta con il pensiero alla persona che è nel tuo cuore e che quì non è più.
    Un caro saluto.

  7. Cara Ninetta ti ringrazio torna a trovarci spesso. Se sei ogliastrina sono certa che un giorno ci incontreremo. Grazie.

  8. Cari Gavino e Danila vedo che continuate a perorare la causa, ma mi permetto di contraddirvi ancora, per l’ultima vez come dicono in Spagna. Ho avuto la fortuna di studiare all’università molta poesia, più o meno tutta, o quasi, la poesia prodotta in Inghilterra e in diversi Paesi. Quindi la Poesia che va da Chaucer a Blake, da Donne ai Romantici-veri, da Emily Dickinson a Marianne Moore, e soprattutto tutta la grande produzione poetica elisabettiana. Dai sonetti di Spencer a quelli di Shakespeare, nonché tutta la poesia intrinsecamente contenuta nelle opere sia drammatiche che leggere (i.e. le commedie) del bardo. Ho studiato la metrica, la forma, il significato e quant’altro, credo di poter sostenere un dibattito in merito con chiunque. Ripeto, sono poche le cose che so fare ma quelle le so fare. Per questi e per altri motivi ritengo di sapere cosa sia la Poesia e ne porto rispetto. So dunque che io non produco Poesia come la intendete voi, non fosse per altro perché rifiuto, per partito preso, la forma. La struttura del verso che produce risultati melodiosi (simili a quelli prodotti, in musica, dalle sinfonie dei vari grandi maestri di matrice tedesca), per me è cosa che “costringe”. Quindi, pur ammirandola, non la sposerei mai. Io amo le emozioni del momento, o per dirla con Francu Pilloni che una volta scrisse che io scrivo perché-mi-scoppia (verissimo!), io butto giù quelle composizioni perché-debbo-farlo. Ne deriva che non possono che essere un “urlo”, nulla più, e dunque per me e tutt’altro che offesa che si chiamino così. Anzi, ne rivendico la creazione di questo tipo di composizioni. Che siano belle o brutte naturalmente lo lascio decidere a chi legge… ma che siano Poesia, questo proprio no. Come sapete Rosebud è un sito con le balle. Dove non facciamo sconti a nessuno. Meno che meno questi sconti debbono essere fatti a me! Lasciamo per altri luoghi (ne ho visto molti e francamente li evito come la peste!) le riverenze, le marchette, le belle parole e procediamo con molta onestà di metodo. Anche e soprattutto onestà di metodo critico. Fermo restando il vostro buon cuore e la vostra gentilezza che sempre apprezzo. Sono sicura che le apprezzerà anche il mio caro, carissimo, zio. Una parte importante di me. La mia parte migliore. Baci.

  9. carissima Rina…io non ho fatto studi eccelsi come quelli che hai seguito tu. Posso solo dirti che ho sempre odiato le poesie costrette dentro la metrica, le terzine, ecc. Mi paiono esercizi di matematica, più che di scrittura. Mi piace, come tu stessa confessi, la scrittura libera, senza recinzioni. Ma se questa scrittura disegna sentimenti, pensieri, emozioni, per me non è prosaicità, ma poesia. La differenza, semplificata, tra l’una e l’altra, è che nella prosa si possono scrivere anche testi scientifici, teoremi matematici, eventi storici, che con la poesia nulla hanno a che fare…mentre la poesia tocca altre corde…quelle del cuore e lo emozionano.
    Ok, continueremo a chiamare URLA i tuoi componimenti…io continuerò a chiamare POESIA, tutto quanto mi tocca il cuore nel profondo..anche se scritto in prosa!! Chiarisco solo questo: non mi piacciono le sviolinature, io non le uso, poichè il violino è uno strumento che non so suonare, per cui non ho usato riverenze stucchevoli (tanto meno le marchette, che qui da me sono altra cosa: sono quelle che fanno la Minetti, o le varie escort! O le squillo di lusso!). Avere le palle non significa fare i duri, secondo me, occorre averle anche per elogiare chi merita!
    😉 Kiss & big hugs

  10. Non demordi é? Vabbé chiudiamola uno a uno. Ciao.

    ps quali studi eccelsi? standard-stuff per chi studia letteratura.

  11. leggasi “staff” e non “stuff”… ma anche “stuff” credo che a questo punto valga uguale:)

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  1. Spoon River d’Ogliastra 8: ottobre, o delle foglie morte.

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