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ROVINE di Faraj Bayrakdar, ex prigioniero politico siriano.

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

ROVINE

Dentro ogni cella di prigi on e

Vi è una sec on da cella

C on: una fredda geografia

C’è: una storia che brucia.

Sì, dentro ogni prigi on e

Vi è una sec on da prigi on e

La prima: la presenza di una figura

La sec on da: l’assenza di significato.

E dentro ogni cella

Una sec on da cella.

La prima è l’immagine sputata

Di un tiranno

La sec on da….

Tutta la mia tristezza

Tutta

È per te

Io n on aggiungo un’altra sillaba

Ho protetto ogni scommessa

Ho ragi on ato una proposizi on e perdente

Ho piazzato ogni scommessa

Sulla privazi on e.

Estratto da una poesia di Faraj Bayrakdar, un ex prigioniero politico che ha trascorso 13 anni nelle prigioni della Siria. La poesia, tradotta dall’arabo, fu pubblicata su Al Jadid Magazine, Nr. 37, (Autunno 2001). Traduzione italiana di Rina Brundu.

 

Original version:

RUINS

Within every pris on cell
there’s a sec on
d cell
the on
e: a cold geography
the other: a burning history
Yes, within every pris on

there’s a sec on d pris on

the first: the presence of an image
the sec on
d: the absence of meaning
And within every cell
a sec on d cell
The first is the spitting image
of a tyrant
The sec on
d . . .
All of my sadness
all of it
is for you
I d on
’t add a single syllable
I’ve hedged every bet
I placed on a losing propositi on

I’ve placed every bet
with destituti on .

This is an excerpt of a longer poem by Faraj Bayrakdar, a former political prisoner, who spent 13 years in Syria’s prisons. The poem, which is translated from the Arabic, appeared in Al Jadid Magazine, No. 37, (Fall 2001). Italian translation by Rina Brundu.

Featured image, Fugue (Fuga) by Wassily Kandinsky.  

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4 Comments on ROVINE di Faraj Bayrakdar, ex prigioniero politico siriano.

  1. Certo che quei 13 anni, ON di prigione, che in tutta la poesia si ripete fino alla nausea, sottolineano la dura prigionia. Dentro, temendo di non doverne mai uscire. Dentro, ed è dura, durissima!
    Non oso dire che questi versi siano belli, perché non può essere bello stare in galera, ma che siano commoventi e che facciano trasparire tutta la sofferenza della doppia cella, quella formata dalle mura del carcere, e quella causata dalla sua infinita tristezza, questo si!

  2. triste ma bella

  3. Non so se una poesia che parla di 13 anni di prigione possa (finanche debba) essere bella. E’ più probabile che racconti e metta enfasi sulle schegge…. dell’Essere. Schegge metaforiche. Schegge dialettiche.

    Ci tengo a precisare anche che questo è un estratto da poema molto più lungo. Estratto tradotto dall’arabo, credo, dallo stesso Elie che poi mi ha girato la traduzione affinché traducessi in Italiano. La mia speranza è che in tutto questo dealing si sia rimasti quanto più possibile fedeli all’originale. La significazione c’è senz’altro.

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  1. SCHEGGE di Faraj Bayrakdar, ex prigioniero politico siriano.
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