PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10

A.A.A. Opposizione cercasi

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

456px-abraham_lincoln_head_on_shoulders_photo_portraitNella notte della Befana….

Sarà colpa di questo silenzio sulle questioni-spinose imposto dalle festività di fine anno, sta di fatto che si avverte un che di strano… nell’aria. Insomma, anche ad andare a cercarle col lanternino sulle homepages dei principali quotidiani italiani, le notizie politiche riguardano Berlusconi. Berlusconi che rassicura sulla maggioranza che terrà, Berlusconi che riceve la telefonata di Tremonti, Berlusconi che ottiene l’incondizionato appoggio di Bossi, Berlusconi che dirime sul caso Battisti, Berlusconi fotografato con giumbotto nero stile top-gun, Berlusconi che parla dalla sua finestra a San Pietro… no, scusate quello era il papa ma, a forza di vedere il primo, l’errore è comprensibile.

E per tanto-Berlusconi in giro, non si scorge manco l’ombra della sua opposizione-politica. Certo, tempo fa, avevamo lasciato Bersani sui tetti ma a quest’ora sarà pure sceso… piccioni e gatti randagi permettendo. Facezie festive considerate, l’argomento, pur affrontato in questo giorno magico che precede l’arrivo della Befana, è tuttaltro che scherzoso. Se è vero infatti che una grande democrazia moderna necessita di un governo stabile e di una classe dirigente coesa per gestire il suo presente e programmare il suo futuro, è pure certo che quella stessa nazione non può fare a meno di una opposizione altrettanto forte, una opposizione politica che sappia diventare, nel caso specifico, mastino-da-guardia del governo-del-fare.

Questo perché, per quanto lastricate di buone intenzioni, le vie della Politica sono strade perigliose, si diramano in vicoli nebbiosi e scuriti e sono coperte di pot-holes senza fondo, spesso formatisi all’improvviso, come per magia. Ne deriva che non può esistere un sistema democratico e civile senza una gendarmeria armata (nel senso di armata dialetticamente, politicamente, culturalmente) che controlli il tenutario del principato e i suoi cortigiani. E non può esistere questa gendarmeria armata senza un suo leader. Un leader altrettanto forte del Principe che sta a palazzo e altrettanto determinato a prenderne il suo posto. Un leader che sappia rappresentare, a tutto campo, le legittime aspirazioni e i desideri amministrativi e civili dell’altra metà del cielo-politico.

Di converso, si ha quasi l’impressione che in Italia il berlusconismo, così prono ad incensare le virtù di una leadership indovinata, abbia fatto piazza pulita delle velleità dirigenziali nell’animo di tutti i suoi avversari. Ma non solo. Di fatto, la questione è interna alla stessa maggioranza, dato che è stato lo stesso Cavaliere a dire che non lascerà la guida della sua fazione-politica in mano alla vecchia-guardia ma che passerà il testimone solamente ad una nuova classe dirigente che, a suo dire, si starebbe formando sotto il suo sguardo vigile. Certo, dare una rinfrescata alle stanze del Potere (quello vero) non sarebbe male, fermo restando che per rappresentare una nazione al meglio occorre capacità tecnica (know-how) ma finanche esperienza e saggezza, doti che arrivano nel tempo e non si manifestano per miracolo solo perché il nostro nome è scritto nero su bianco su una qualsiasi lista elettorale. Per quanto questa lista sia data vincente dall’ultimo sondaggio pilotato, o meno. Senza considerare che mancando l’esperienza e la saggezza di cui si è detto non si diventa sovrani del Regno a tutti gli effetti, ma principini di un reame retto da un reggente. O, per meglio dire, da una sorta di éminence grise, Richelieu docet!

Tornando alle cose dell’opposizione-politica-italica è opportuno e corretto ribadire che un fenomeno come il berlusconismo avrebbe avuto questo stesso effetto sui diretti oppositori anche in una qualsiasi altra democrazia occidentale. Basti vedere in America quando si sono avuti Presidenti che, per un motivo o per un altro (non è una questione etica), sono riusciti a fare presa sul Paese e ad ottenere la fiducia dei suoi cittadini. Vero è però che ogni bell’incantesimo, prima di diventare perniciosa costrizione, necessita di essere interrotto, vuoi con il bacio di altro Principe, vuoi con metodi democratici più meditati e organizzati. Soprattutto, occorre tentare di farlo perché coscienti di tutto ciò che vi è in gioco. Attendere oltremisura potrebbe risultare già troppo tardi.

Rina Brundu

05/01/2011

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2 Comments on A.A.A. Opposizione cercasi

  1. elvira manco // 5 January 2011 at 10:46 //

    penso che il berlusconismo ci ha plagiato così tanto da condizionarci persino nel tentativo di opporci a tale detestabile moda e modalità di pensiero. su questo argomento trovo illuminante il pensiero di noam chomsky sulla strategia delle classi dirigenti (quindi non solo politiche) per condizionare le masse: su you tube “ecco come drogano le nostre menti”. voglio dire che persino insistere sulla inconsistenza dell’opposizione è (secondo me) una astuta invenzione dei berlusconiani (e non solo quelli del pdl) per convincere le masse a non contare sui politici di sinistra. a me non piace particolarmente bersani e preferirei vendola. ma, d’altra parte, è vero o no che, da più di trent’anni a questa parte, andiamo a votare tappandoci il naso? e allora, tappiamoci il naso e mandiamo a casa berlusconi e quella massa di pazzi fanatici che gli stanno dietro.

  2. Grazie Elvira. Io resto convinta però che la Politica sia cosa machiavellica ovvero pragmatica e dunque non si estrinseca attraverso il fascino dei nostri desideri (questo potrebbe accadere solo in presenza di un background politico da rivoluzione-ideale ma non dentro le dinamiche di una democrazia matura) quanto piuttosto attraverso una azione cosciente delle proprie possibilità. Insomma come dire ad un partito conosci-te-stesso. Dopo tutto verrà. Di certo un grande Paese non può vivere senza una opposizione forte. Questo no.

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