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Circo Barnum. Sulla fine di una esperienza governativa drammatica

di Rina Brundu.

Per renderci conto di quanto sia stata grave la situazione che ci siamo appena lasciati alle spalle grazie al buon intuito del Presidente Mattarella, basti pensare che dopo la fine dell’era contiana, tutto ciò che l’ex Premier sarebbe riuscito a dire a una nazione vinta dalla pandemia, ingolfata in una crisi pazzesca, sarebbe stato: “Non avrei dovuto dimettermi!”.

L’ex Premier ha ogni ragione di dolersi, dato che lui e la sua cricca politica sono riusciti a battere qualsiasi previsione e, avendo il tempo, avrebbero potuto capitalizzare disastro su disastro! In realtà, mai, dopo l’insediamento dell’abusivo governo delle “poltrone viventi”, avremmo pensato che quest’ennesima esperienza governativa italiana, per quanto deleteria, per quanto nefasta, per quanto anti-democratica, avrebbe potuto raggiungere le inique vette raggiunte. Il Circo Barnum testimoniato in queste settimane dagli italiani impegnati a battere una pandemia epocale, è stato qualcosa di raccapricciante, è stato un qualcosa che oltre ad avere disonorato le nostre istituzioni ha, prima di tutto, disonorato noi italiani, la nostra amatissima Italia.

Ragion per cui la domanda che resta da farsi è solo una: come abbiamo potuto arrivare a tanto? La risposta purtroppo non è troppo difficile da immaginare, così come è certo che se continueremo di questo passo la nostra sarà la prima Repubblica fondata su una classe mediatica indegna! Come non bastasse, dopo l’indecorosa ritirata, i vari protagonisti di codesto deprecabile circo equestre, e dunque i vari Travaglio, Casalino, non senza dimenticare il venerabile Grillo, lungi dal ritirarsi in un canto atto a nasconderne le vergogne, avrebbero trovato ancora la forza di “ruggire” all’indirizzo del nuovo Premier incaricato Mario Draghi!

Solo alcuni giorni fa su questo sito si stigmatizzavano le analisi opinabili presentate sul primo giornale italiano, il Corriere della Sera, tra le cui pagine si invitava il guru Grillo a farsi sentire. Il notista fontaniano si interrogava sul silenzio dell’oligarca di Bibbona e lo spronava ad esprimersi, dimenticando che tali esternazioni sarebbero state ridondanti dato che gli adepti pur di salvare il salvabile – ovvero lo stipendio a fine mese – stavano già votando compatti e in linea con il volere del padre-padrone del Movimento. Di contro, non è passato neppure un giorno dalla caduta del Conte, che già il leader avrebbe tuonato decretando il trasferimento all’opposizione del suo Movimento.

Ed ecco quindi la vera domanda delle cento pistole: cosa accadrà tra qualche giorno? I parlamentari grillini sceglieranno la fedeltà al guru o al suddetto assegno mensile? Se quanto abbiamo visto nelle scorse settimane è un metro valido abbiamo già certezza che Mario Draghi potrà governare serenamente fino a fine legislatura e oltre, nell’attesa che le prossime elezioni restituiscano al più presto un senso a tutto ciò che rimane della nostra democrazia calpestata e avvilita in questi anni politici villani. Marrani.

Diceva un vecchio saggio che l’uccello padulo gira gira e poi te la mette nel cu*o; così è accaduto in queste ore anche ai danni del guru grillino… Per noi turlupinati dalle sue vane predicazioni una soddisfazione dolce-amara considerando lo stato disastroso in cui lasciano il paese, ma vero è che tutto ciò che non ci uccide ci rende più forti. Anche politicamente.

Grillismo? Mai più!

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