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Per gli altri… confusi dal disordine entropico sociale

di Rina Brundu.

Le persone che non la conoscono o non hanno alcun interesse verso la Fisica, probabilmente hanno sentito parlare del termine “entropia” poco o male anche a scuola. In realtà la legge di disordine entropico è una legge importantissima: per dirne una è il dettame cosmico che di fatto permette al tempo di scorrere in una sola direzione. Qualsiasi altra equazione ti direbbe, infatti, che il tempo – qualora, in barba ad ogni altra sensata indicazione, si voglia prenderlo in considerazione – è simmetrico e nulla impedisce il suo scorrere al contrario. In virtù di questa legge fisica noi sappiamo che il disordine entropico tenderà sempre ad aumentare. Ne deriva che applicando questa legge a tutto-ciò-che-esiste, perché idealmente funzionano così tutte le leggi cosmiche, anche il caos nel nostro quotidiano, collettivo o personale, tenderà sempre ad aumentare.

Con ciò voglio dire che l’età terribile che viviamo, specialmente noi italiani, degenererà; questo è tutto quanto si può affermare con ogni onestà intellettuale nel perfetto istante, mentre chiunque tentasse di presentarla altrimenti sarebbe un baro, o un’anima meramente ignorante, né più né meno. Al tempo in cui Matteo Renzi inaugurò l’età del nuovo edonismo politico occidentale, io ancora ancora ritenevo che quei drammatici quattro anni fossero una sorta di “glitch” cosmico finito il quale si sarebbe tornati alla normalità, a una modalità di amministrare la res-publica gramsciana nell’essenza, ovvero etica, rispettosa delle necessità intellettuali e materiali di un intero popolo: quanto mi sbagliavo! Il disordine entropico, aumentando da par suo, ha fatto il resto e tra gli altri insulti che ha dovuto subire il nostro popolo, vi è stato quello di vedere il suo volere sovrano sovvertito dagli interessi particolari di alcuni.

La cattiva politica si fa conseguenza di molti altri mali: si pensi all’emergenza mediatica epocale che vive la nazione. Dalla fine della seconda guerra mondiale, l’Italia è stato l’unico paese occidentale che non ha mai cessato di essere sotto speciale osservazione dagli organismi che dirimono sulla libertà di stampa nel globo terracqueo, con ogni ragione, e chiunque coltivasse dubbi in merito mi scriva perché sono in grado di inviare uno studio molto documentato a proposito di questo argomento. La legge di disordine entropico ci dice quindi che sarà proprio su quei media che si consumerà l’imbarbarimento intellettuale dei nostri giovani. Alcuni giorni fa leggevo sul “primo” giornale italiano (immaginate gli altri!), gli interventi di alcuni cosiddetti “scrittori” nostrani: ho dovuto chiudere lo screen perché se un bambino mi avesse sorpreso alle spalle e si fosse intrattenuto a leggere insieme a me il di lui genitore avrebbe avuto ogni ragione nel denunciarmi al Telefono Azzurro. Mai letta tanta pochezza argomentativa e cogitativa! Dulcis in fundo, con la Rete inondata dalle “creazioni” dei parassiti della Rete, che autodefinendosi enciclopedici (laddove tutto ciò che hanno di enciclopedico è l’ignoranza), pontificano su tutti e su tutto, sovente trafficando con i dati, procurando un danno, anche economico, colossale la cui portata verrà compresa in pieno solo nelle prossime decadi -, non ho potuto fare a meno di chiedermi: ma esistono ancora riviste italiane dedicate alla cultura? A un intellettualismo originale, libero, knowledgeable, scevro dalle peggiori ingerenze? Ciò che ho trovato mi ha lasciato senza parole e dunque preferisco muovere oltre. Siamo infatti ben oltre il momento della stigmatizzazione della caduta libera di un pensiero razionale, logico, colto, ma, mi ripeto, soprattutto libero.

D’altro canto, specialmente in questo periodo di festività, in questo anno in cui la pandemia ha inferto ulteriore dolore ai tanti, chi ha voluto fermarsi ad ascoltare avrà per forza sentito i “lamenti” del suo prossimo. Era un “lamento” quello del signore che, solo poche settimane fa, nel ricco nord-est italiano, ha assassinato i suoi due figli adolescenti e poi si è tolto la vita; era un “lamento” quello della signora inglese che ieri è salita fino all’ultimo piano del suo palazzo e poi si è buttata giù lasciando due ragazzi ancora troppo giovani per essere orfani.

E senza dimenticare che questi sono i “lamenti” che fanno notizia, riempiono occhielli tra una sparata “politica” e l’altra, tra la compilazione della lista delle “donne” e “uomini” trendy dell’anno, personaggi che per la maggior parte preferiresti non ti attraversassero mai la strada; poi ci sono i “lamenti” che nessuno sente, quelli procurati dalla povertà, dalla solitudine, ma soprattutto dalla disperazione di ogni anima sente quando si accorge di avere perso solo tempo e di non avere concluso nulla, di non avere mai badato è ciò che è davvero importante.

In vita mia, io ho avuto molte fortune, tra tutte quella di venire da una famiglia splendida in cui contavano i fondamentali, nonché di avere avuto l’accortezza di costruirne un’altra altrettanto meravigliosa. A oggi considero questi fattori la mia vera ricchezza, così come considero una mia fortunata qualità dello spirito quella di riuscire a comprendere sempre da cosa e da chi occorre stare lontani. Lo studio per amore dello studio ha anche aiutato, all-along. Fatti e dati alla mano credo quindi di poter affermare senza tema di essere smentita, di non avere barattato neppure la mia onestà intellettuale con nulla, mai!: in questo senso questa splendida nicchia virtuale è un monumento alla mia integrità. Spero di poter proseguire su questa strada fino alla fine, perché qualsiasi giorno dovessi vivere dopo avere raggiunto compromessi di qualsiasi tipo su tematiche così importanti non varrebbe la pena di essere vissuto.

Ciò premesso se da un lato tale onestà intellettuale mi permette di esprimermi sempre con coraggio su qualsiasi argomento, rifiutando di piegarmi alla logica mafiosa, anche mediatica, che imperat, è sempre tale etica ad impedirmi di raccontarvi qui che le cose miglioreranno (per leggere quei raccontini da notisti cool dovrete per forza trasferirvi sui giornaloni di cui dicevo prima), o che il disordine entropico sociale diminuirà.

L’ho già detto: nel migliore dei casi si tratta di mera impossibilità fisica! E allora? Allora tutto ciò che posso augurare a chiunque mi leggerà, per il suo 2021, ma anche per ogni altro anno che verrà, è la capacità di imparare a conoscere se-stesso; la capacità di decidere per se stesso, per i suoi figli, per i suoi cari. La capacità si settare priorità importanti, con lo studio che dovrebbe essere tra i primi elementi da considerare, perché è l’unica via etica di liberazione e di “illuminazione”.

A che pro impegnarsi così tanto nel miglioramento personale se il contesto sociopolitico di background resterà sempre così malato, degradato? Ottima domanda, ma non pertinente. Di fatto, oltre alla legge entropica esistono molte altre “leggi” nell’universo: una tra queste recita che occorre distruggere la montagna per costruire la spiaggia, e che tutto ciò che ci appare come distruzione oggi serve a creare nuova vita domani. Se siamo fortunati – ma non è garantito – serve a costruire un mondo abitabile migliore, dotato di utilizzabile migliorato direbbe Heidegger. E poi ci sono altri codicilli, i quali pertengono soprattutto ai “realms” della nuova fisica (governata perlopiù dai dettami della fisica quantistica) e della nuova filosofia (idem), i quali ci rassicurano anche rispetto alle necessità dell’universo morale che dovrebbe circondarci.

Da codesti dettami secondari apprendiamo infatti che la nostra è in fondo una corsa solitaria, una corsa contro noi stessi, ma i cui risultati dipenderanno soprattutto da come ci comportiamo con gli altri. Ne deriva che l’ultima delle nostre preoccupazioni dovrebbe essere rappresentata dai pessimi esempi, mediatici, politici che ci circondano, che il più delle volte ci vengono imposti. Detto altrimenti, costoro non stanno andando da nessuna parte, non stanno correndo più veloci di nessuno, fanno solo finta, malamente per altro, mentre il momento del redde-rationem nell’universo dominato dal caos entropico di cui sappiamo, non è mai troppo lontano. Per nessuno, men che meno per gli alfieri della mafia nazionale che sembra vincerla su tutto. Con queste mie parole di incoraggiamento che – spero lo si sia capito – vorrebbero essere non per tali principi di ogni umana miseria, ma per gli altri… s’intende!

PS Grazie a tutti coloro che hanno frequentato il sito nel 2020 anche quando io l’ho abbandonato. Il 2021 si presenta come un altro anno pieno di impegni e anche quello sarà una sorta di altro anno sabbatico dal punto di vista virtuale. Ma poi arriveranno cose meravigliose, perché il mio impegno intellettuale non è mai stato una opzione-trendy, ma un taglio dell’anima che è stato in grado di modellarmi l’esistenza… Il mio dovere minimo è mostrarne risultati tangibili, rendere tale “impegno” una realtà che potrà aiutare pure chi verrà, dopo si potrà anche morire.  Besos!