PAIN IS TEMPORARY PRIDE IS FOREVER. Rosebud, Dublin (EIRE) – Year 10

I MONACI BASILIANI SUL GENNARGENTU

Uno stupido che cammina va più lontano di dieci intellettuali seduti (Jacques Séguéla)

Il giornalista è stimolato dalla scadenza. Scrive peggio se ha tempo. (Karl Kraus)

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Sinossi

Barbaricini omnes, ut insensata animalia vivant, Deum verum nesciant, lignam autem et lapides adorent, lamentava il Pontefice Romano nella sua missiva al Dux Barbaricinorum. Gregorio Magno non aveva tutti i torti mentre descriveva una Sardegna terra colonizzata e tuttavia caparbio asilo di feroci tribù dedite alla razzia, alla guerriglia, alla rivolta, che sembravano incarnare il mito, l’idea stessa di una “costante resistenziale sarda”. Nondimeno, è proprio quell’isola arcaica e selvaggia, tragica e affascinante in una, lo splendido interno che fa da sfondo a questo studio dedicato alla presenza de is paras de Orienti, dei monaci Basiliani nel cuore del Gennargentu durante l’età bizantina, come pure all’eredità storica e culturale che hanno saputo tramandare fino ai giorni nostri. Tra villaggi abbandonati, eremi d’altura, chiese rupestri, sagre secolari, leggende e racconti, faide e bardane, sfilano davanti a noi fantasmi di obliate battaglie e nobili gesta, processioni di santi, eroi leggendari, ciascuno in forma di affascinante tassello indispensabile per risolvere più di un intricato enigma storico e archeologico che nel suo dispiegarsi sa farsi persino straordinario viaggio di apprendimento e di conoscenza.