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Boris Johnson disobbedisce a Trump

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di Michele Marsonet.

Il premier britannico Boris Johnson era finora considerato l’alleato più fedele degli Stati Uniti e di Donald Trump in Europa. Eppure, a pochi giorni dalla realizzazione della Brexit, che proprio Trump ha sempre appoggiato, Johnson si è esibito in una mossa a sorpresa che potrebbe avere conseguenze geopolitiche molto importanti nel futuro immediato.
Il governo di Londra ha infatti annunciato che non escluderà Huawei dai progetti di costruzione delle reti di quinta generazione (5G) nel Regno Unito. Si tratta indubbiamente di una notizia clamorosa. Come si rammenterà Washington sta esercitando forti pressioni su tutti gli alleati – e su quelli europei in primis – affinché la più grande azienda cinese di telecomunicazioni non entri nel grande business delle reti 5G.
Nel dicembre di due anni fa Meng Wanzhou, top manager di Huawei e figlia del fondatore dell’azienda, Ren Zhengfei, era stata fermata in Canada su precisa richiesta degli Stati Uniti, e da allora la pressione americana è sempre aumentata. I cinesi hanno reagito sostenendo che la vicenda è meramente politica, rientrando a loro avviso nella guerra commerciale scatenata dall’amministrazione Usa per bloccare l’espansione economica e commerciale del Dragone, in particolare nel comparto hi-tech.
Gli americani risposero che Huawei è coinvolta in operazioni di spionaggio industriale ai danni dell’Occidente, e invitano in continuazione gli alleati a riflettere sul pericolo della presenza cinese nei settori ad alta tecnologia. In effetti la posta in palio è enorme, poiché proprio sulle reti 5G si basa il futuro predominio nei processi economici mondiali, con ovvie conseguenze anche sul piano politico. Gli Usa hanno dominato sin dal dopoguerra, e ora la Repubblica Popolare cerca di scalzarli.
E’ ovvio che la mossa inglese può davvero sparigliare le carte, anche perché vede protagonista la nazione che è da sempre la più vicina agli Stati Uniti da ogni punto di vista. E gli americani hanno naturalmente accolto con grande irritazione la novità proveniente da Londra. Trump e il Segretario di Stato Mike Pompeo hanno subito chiamato Boris Johnson manifestando la loro sorpresa, e ribadendo la necessità di rendere sicure le reti di telecomunicazione occidentali.
Tuttavia pare che gli inglesi siano davvero intenzionati a “disobbedire”. Huawei, infatti, fornisce prodotti che sono al contempo di alta qualità e molto convenienti dal punto di vista economico, garantendo quindi l’abbattimento dei costi in confronto a quelli praticati dalle aziende hi-tech Usa. Non solo. Il quotidiano britannico “Guardian” scrive che, secondo molti funzionari britannici, l’azienda cinese assicura pure tempi di realizzazione più veloci. Senza Huawei, a loro avviso, la realizzazione del 5G subirebbe addirittura un rallentamento di tre anni.
Dunque lo spirito commerciale inglese ha prevalso sulla tradizionale alleanza – politica e non – che da sempre unisce Londra e Washington. Restano sullo sfondo i sospetti derivanti dal controllo che il Partito Comunista Cinese esercita sul mondo industriale del Dragone. Ma il governo britannico, dopo una riunione del Consiglio per la sicurezza nazionale, replica di aver aumentato le misure di salvaguardia che regolano l’ingresso di “fornitori rischiosi” nei settori strategici della rete, eludendo quindi le accuse americane.
Si tratta di un brutto colpo per la politica estera e commerciale di Donald Trump il quale, a campagna elettorale in corso e con l’impeachment tuttora in discussione, dovrà rispondere alla prevedibile reazione dei colossi Usa dell’hi-tech. L’esempio inglese potrebbe essere seguito in tempi brevi da Germania e Francia, e potrebbe altresì incoraggiare coloro che anche in Italia spingono il governo a ignorare, sia pure parzialmente, le indicazioni americane sulle reti 5G.